Come approcciarsi a Satana

PREMESSA

Prima di iniziare l’articolo ci teniamo a sottolineare che nessuno dei relatori del suddetto ha intenzione di imporre alcunché ai lettori, poiché il rapporto che ogni Satanista ha con Satana o con le varie entità è soggettivo e personale. Il nostro obbiettivo difatti non è dare una impostazione assoluta sull’approccio a Satana, ma semplicemente ricordare di chi stiamo parlando e quali sono i princìpi basilari del Culto. Purtroppo da qualche anno a questa parte abbiamo notato l’affluire di comportamenti che ahinoi non concretizza in alcun modo gli ideali satanici che il Satanismo rappresenta. Questo articolo dunque vuole far presente alcuni degli errori più comuni verificatesi negli ultimi tempi, con l’unico fine di riportare un po’ di dignità ad un Culto che purtroppo sta andando via via sempre più verso la sua disgregazione.

INTRODUZIONE

Quando un Satanista è agli inizi, può capitare che nella confusione di idee generale (alimentata in particolar modo dalla spaccatura del Satanismo stesso in diverse correnti) tenda a porsi domande a cui troverà risposta con lo studio ed il confronto col prossimo.
Uno degli interrogativi che molti invece danno per scontato, spesso sbagliando metodo è: come devo approcciarmi a Satana? La domanda risulta in un certo senso ovvia e scontata per chi sceglie con fermezza di perseguire questa Via, ma purtroppo in molti vi si avvicinano per scopi meno nobili, finendo per scambiare il nome di Cristo con quello di Satana.
Come al solito, nei nostri articoli verranno menzionate entrambe le visioni sataniche maggiori, quindi quella teista e quella razionalista, perché che vi piaccia o no, esistono molte Forme di Satanismo (approfondimento).
Cominciamo col dire che Satana esiste e non esiste. Proprio così, sarete confusi da questa affermazione ma tutto si rifà al concetto di “Satana esiste nella forma in cui voi volete che esista” cit. Compendium Daemonii.

– Esiste in quanto esso è l’anti stasi, il principio primigenio che mantiene l’Universo stesso in costante mutazione. Ne consegue dunque che, qualora abbiate una visione teista, qualsivoglia divinità/demone/entità porti evoluzione, cambiamenti, distruzione, creazione è serva di quell’immensa forza anti statica che è Satana e che nel caso del Satanismo Teista è appunto una divinità autoctona, pensante e viva e forse principio medesimo o fonte emanante delle altre divinità del caos o cambiamento, detti anche Dei della via della Mano Sinistra .

– Non esiste in quanto forza invisibile a occhio umano al pari della forza di gravità, quindi non materiale e quindi non sussistente.
Qualora la vostra visione sia di stampo Razionalista egli altro non è appunto che un’immensa forza, un moto non pensante e non sussistente ma presente ovunque (se la gravità non fosse presente leviteremo tutti), e nell’uomo stesso. Quasi come fosse una legge Universale e nulla più, ma presente secondo i concetti di micro e macro cosmo anche in noi stessi.
Egli è la forza che spinge all’indipendenza e al cambiamento costante che l’indipendenza porta, la quale per sussistere necessita della ribellione al dogma (ossia la stasi accettata come filosofia di vita) e dell’abbattimento di quelle barriere limitative della libertà umana (quindi del caos, del cambiamento) tramite l’anticonformismo. Ma perché tutto ciò abbia luogo l’individuo deve essere animato da un fattore scatenante: l’ego.
L’ego, se è fine a se stesso, può rivelarsi limitativo per l’individuo che a quel punto non vedrà più in là di se stesso. Ma se usato per far valere le proprie ragioni, con razionalità e fine alla consapevolezza di quanto si vale, cercando di colmare i propri limiti e mancanze per valere sempre di più ai propri stessi occhi, diventa motore di quanto sopra espresso.
Nella visione Razionalista quindi Satana è identificabile nell’uomo stesso come appena descritto.

In entrambi i casi, le due correnti principali si intersecano come i serpenti di un Caduceo con punti in comune quali l’indipendenza, la forza interiore, l’avversione al dogma, puntando nella medesima direzione, ossia il cambiamento dell’individuo a livello animico affinché prenda coscienza del divino potenziale che è in lui.

APPROCCIO SATANICO

Compreso dunque cosa o chi Satana sia nelle due principali visioni Sataniche resta da comprendere come approcciarvisi.
Immaginate una divinità tanto potente da poter, se volesse, causare la scomparsa del nostro mondo.
Immaginate ora un evento catastrofico quale un uragano, capace di ridurre in frantumi intere città.
Sia nel primo caso (Teista) che nel secondo caso (Razionalista), vi è una posizione ben chiara che l’uomo assume nei confronti di tale potere: il rispetto. Il rispetto per qualcosa più grande di noi, che non comporta l’adorazione e la genuflessione (un uragano cesserebbe la sua furia se vi metteste in ginocchio ad implorarlo?).
Tale rispetto è essenziale affinché l’uomo comprenda il proprio posto nell’Universo, i propri limiti e la meta ambita, diventare come Satana (Teismo) o diventare Satana (Razionalismo).
Quando si parla di Satanismo, uno dei princìpi base è proprio la non sottomissione: Satana ci insegna a non chinare la testa, a reagire, a ribellarsi a quel che ci imprigiona, a spezzare le catene di coloro che vorrebbero dominarci. Sottostare alla volontà di Satana non sarebbe diverso dal sottostare alla volontà di qualunque altro dio di qualsiasi altra religione: saremmo ugualmente sottomessi e non liberi di elevarci come invece il Satanismo stesso insegna. Inginocchiarsi davanti all’altare di Satana non è la mossa giusta per potersi definire Satanisti, in quanto implica un atto di sottomissione e non di ambizione. Il Satanista deve lavorare CON Satana, come soldato di se stesso e non come un suo sottoposto obbediente. La fedeltà a Satana è un’altra cosa, rappresenta il valore dell’indipendenza nei confronti di un Ideale di Libertà che si comprende ATTRAVERSO Satana e non stando sotto di lui. Satana ci vuole liberi, fieri, autonomi e non inginocchiati in atti passivi.
Purtroppo molti non riescono a capire che Satana non è una figura da servire ma da imitare e da cui imparare per poter evolvere – spiritualmente o meno, in base alla propria concezione. L’atteggiamento passivo è fine a se stesso e completamente inutile e controproducente per un Satanista degno di tale nome.

E’ importante sottolineare però che, nello spirito satanico, riconoscere onestamente i propri limiti non significa autocastrarsi e sminuire il proprio valore, anzi. Ciò di cui si parla invece è rifuggire l’autoinganno e la pretenziosità, veri e propri “peccati” nella dottrina satanica LaVeyana i quali mettono in guardia contro una falsa e illusoria percezione di sé, in luogo ad un realistico ed obiettivo giudizio del proprio valore e dei propri limiti, ma non esiste un concetto di “limite” in senso dogmatico, fissato e assoluto. Non si deve confondere il discorso di saper riconoscere concretamente le proprie competenze e i propri limiti in un dato momento, con il potenziale raggiungibile tramite lo sforzo e l’impegno.
D’altronde, se Satana stesso non si è mai posto limiti nella sua volontà di “farsi simile all’Altissimo” e conquistare i cieli, potrà mai il Satanista – suo emulatore – essere da meno?
Il Satanista, virtualmente, non deve porsi invece alcun limite autocastrante e che qualora esista una barriera (di tipo fisico, cognitivo, conoscitivo, etc.) essa debba essere infranta, affinché il Satanista evolva incessantemente nel suo assurgersi a rango di Divinità, intesa come condizione dell’individuo pienamente padrone del proprio destino. E tale processo di autodivinizzazione non nasce dal nulla, ma è una riscoperta e consapevolezza delle proprie infinite potenzialità. In fondo non sono forse la superbia e l’ambizione le forze sataniche per eccellenza? Come insegna il Serpente, è la disobbedienza ai limiti imposti e il desiderio di acquisizione a quel che non ti è concesso, la spinta e conquista determinante per divenire come Dio, grazie alla conoscenza proibita.
Ritornando ora all’esempio di prima, in entrambi i casi in cui intendiamo Satana in senso Teistico o Razionalistico, parliamo di un potere che rappresenta tanto il caos quanto la luce (Lucifero), l’anti conformismo e la cultura, il corpo e la mente, e in ambo i casi, che si voglia essere metaforicamente lui o essere come lui, questi aspetti vanno nutriti entrambi, con rispetto poiché in tutti e due i casi parliamo sì di Satana, ma anche di noi stessi aspiranti Satana. Manchereste di rispetto a voi stessi?
Avere rispetto per Satana (e/o per tutte le divinità affini al Satanismo) non significa essere terrorizzati costantemente al pensiero che una qualsiasi cosa possa risultare offensiva: siete Satanisti, non bambini, ciò che davvero può essere una mancanza di rispetto a Satana è il mancato rispetto di voi stessi e la non comprensione/applicazione di ciò che il Satanismo rappresenta. Ergo, un’offesa a Satana sarebbe il vedervi piegati nell’atto di venerazione, succubi di un modo di pensare tipicamente di Mano Destra.
Il primo ingrediente di un corretto approccio a Satana è dunque il rispetto. Ciò non vuol dire prendere tutto troppo sul serio, non dimentichiamo che l’ironia e l’auto ironia sono due doti estremamente luciferine. Satana stesso nella visione teista ironizza molto su se stesso. Vuol dire semplicemente tralasciare tutte quelle pratiche che, se sono offensive per voi, lo sono certamente anche per lui in quanto Dio che ambite ad emulare e raggiungere o in quanto parte di voi stessi. Se Satana rappresenta la libertà e l’indipendenza, allora siate Liberi ed Indipendenti anche verso di lui: avvicinatevi al suo altare a testa alta, saldi sulle vostre gambe e fieri di poter essere al suo fianco e mai al di sotto. Se Satana ci avesse voluti sottomessi al suo volere, non avrebbe donato all’Uomo la Conoscenza e la possibilità di evolversi ed elevarsi fino ad esso.

E dopo il rispetto, almeno in ottica razionalista, il passo successivo è il Controllo. La meta finale del Satanista che prende coscienza della propria divinità è il controllo e dominio completo e perfetto di Sé, che simbolicamente è Satana e tutte le legioni e schiere infernali di demoni. Da qui, per raggiungere poi il graduale e crescente controllo di ciò che è esterno al sé, che è lo scopo e definizione della Magia e che vi permette di essere gli unici artefici della propria vita, di realizzare i vostri desideri, di giungere all’autorealizzazione più completa e profonda di voi stessi. Non sarà e non dovrà mai essere Satana a dirvi cosa dovrete fare, non è la vostra balia: siete Satanisti e come tali unici colpevoli o meritevoli del vostro Cammino. Non chiedete dunque “grazie” a Satana, egli potrà solo “privarvi di una gamba” affinché impariate da soli come si cammina. Satana vi ha indicato la Via, ma starà sempre e solo a voi stessi inoltrarvici ed affrontare gli ostacoli.
Non pensate a Satana come ad un genio della lampada, sempre pronto a soddisfare i vostri desideri: per imparare è necessario Cadere affinché ci si possa rialzare più forti di prima. L’Indipendenza Satanica è proprio questa, il contare su se stessi ma pensando ed agendo come una divinità.
Satana non è sotto di noi, non è sopra di noi, bensì è di fianco a noi. E mantenere il passo per camminargli vicino implica il non fermarsi mai davanti alle difficoltà, ma lottare costantemente per guadagnarsi giorno dopo giorno quel posto al suo fianco.

Eppure, spesso si va da un estremo all’altro: da una parte vi sono i timorati di Satana, coloro che terrorizzati dalla sua Potenza si inchinano al suo servizio, dall’altra coloro che gli si rivolgono come fosse un amico.
Un Satanista dovrebbe avere un certo equilibrio, sapere dunque quale limite di educazione e buon senso non superare. Si torna infatti al discorso del rispetto; certo non vogliamo dire che bisogna rivolgersi a Satana dandogli del Voi, ma neanche trattarlo come se fosse un compagnuccio di giochi. Non dimentichiamoci che (nella visione Teista almeno) ci stiamo rivolgendo ad un Dio. E’ perciò doverosa una certa formalità, non esagerata ma deve esserci. Il rispetto è anche e soprattutto questo: sapersi rapportare alle entità nel modo corretto.
Dunque niente “padre Satana”, “amico Satana” o “faccio sesso con Satana” perché se uno sconosciuto si definisse o si ponesse in tal modo nei vostri confronti senza che siate stati voi a dargli il permesso, certamente non ne sareste contenti. Che vediate Satana nella sua valenza di Guida, di Padre o di Amico, è una vostra scelta personale, ma quel che è più importante è ricordarsi di portare rispetto a tale entità anziché rapportarsi ad egli in maniera infantile ed inappropriata. Per quanto Satana vi sia vicino, vi cammini di fianco o abbiate con lui contatti ravvicinati e costanti, esso è sempre un Dio e come tale è giusto che chi gli si avvicina lo tratti con eleganza, buon senso e rispetto.
Rifuggite ogni servilismo, assoggettamento o sottomissione. Riconoscete in voi stessi la scintilla di divinità e vivete con la dignità e la consapevolezza che comporta essere tali.

Il secondo ingrediente è il rituale.

E’ purtroppo cosa diffusa quella di pensare ad i rituali di stampo satanico come una richiesta di aiuto dai toni imploranti. Non è necessario genuflettersi a mani chiuse, perché nel caso teista vi state ponendo in maniera dogmatica nei confronti di un Dio che è l’anti dogma, nel caso razionalista state implorando voi stessi riflessi in un archetipo.
Per rituale si intende semplicemente un’azione catartica emotiva atta a mettervi in contatto con Satana in qualsivoglia modo voi lo vogliate vedere.
Può essere un cerimoniale eseguito con candele, altari e sigilli vari, quanto la più semplice e apparentemente banale delle azioni che quotidianamente svolgete come il guardarvi allo specchio al mattino per curare la vostra estetica. Chi non lo fa? Ecco, quella semplice azione è un rituale e se siete razionalisti sapete bene che state curando il vostro Satanico aspetto affinché sia impeccabile ai VOSTRI occhi.
Satana Dio o Satana Uomo, non cambia il fine ultimo che è DIVENIRE “Satanico” (quindi lui o come lui) e che dovete porvi nei confronti di tale figura nella medesima maniera in cui volete che un estraneo si rapporti con voi, sempre.
L’ approccio ad un qualsivoglia rituale satanico è e sempre deve essere di tipo ATTIVO, quindi anche qui si torna al concetto di non sottomissione. Il rituale è un mezzo per conoscere meglio le entità evocate, per imparare a gestire progressivamente il vostro potere affinché possiate essere sempre più indipendenti. Anche nei rituali infatti, Satana vi accompagna finché non sarete in grado di fare ogni cosa nel Vostro Nome, che diverrà il nome stesso di Satana.

CONCLUSIONI

Noi admin di SNV abbiamo riflettuto a lungo prima di decidere se scrivere o no questo articolo, sperando in qualche modo che non ce ne fosse bisogno. Purtroppo però abbiamo visto certe situazioni sfuggire di mano e non abbiamo potuto fare a meno di prendere questa decisione. Per quanto il Satanismo sia dinamico e flessibile, certe regole rimangono oggettive e fondamentali poiché innalzano le basi del nostro Culto sulle quali tutti i nostri Ideali si riflettono. E’ importante non dimenticare mai ciò che Satana rappresenta per rifarsi ad un approccio di comodo, bensì onorare l’Essenza Satanica come merita.

Articolo scritto da Yvan Argeadi, Claudio Sciacca e Ahsife Oscura