INTRODUZIONE AL SATANISMO

Generalmente quando si pensa al Satanismo la maggior parte delle persone tende ad identificare il Culto di Satana con qualcosa di malvagio, negativo e pericoloso, associando erroneamente il Satanismo a quella branca criminale – che utilizza impropriamente il nome di Satana – denominata Acidismo. Millenni di bugie messe in opera dalle religioni monoteiste hanno trasformato l’antica figura di Satana nella personificazione del male, rendendolo unicamente l’antagonista di un dio “più giovane” e tirannico. È un dato storico quello che ha visto le religioni predominanti spazzare via con il sangue le Tradizioni e gli Dèi antichi nel mero tentativo di sostituirli con una nuova divinità: i culti pagani dovevano essere fatti sparire, distrutti sotto la prevaricazione giudaica e cristiana. Si tratta, nella fattispecie, di una vera e propria guerra di sottomissione ove i culti pre-esistenti dovettero pagare con il sangue e l’umiliazione la tirannia mossa dalla Nuova Religione. Fu così che ove troneggiavano templi pagani, fu costruita una Chiesa; l’arte pagana fu trasformata e riadattata in arte cristiana; le festività sacre ai pagani furono reinventate nel nome di un nuovo dio. La prevaricazione ai danni del Paganesimo, infatti, portò la Nuova Religione a vedere sempre più come una minaccia tutte quelle divinità venerate prima del suo arrivo e pertanto considerate come nemiche di Dio.

Come già affrontato nell’articolo I Demoni nella Tradizione Satanica, il subdolo attacco dei seguaci della Nuova Religione nei confronti del Paganesimo ha ridotto gli Dèi antichi in creature malvagie e demonizzato i Demoni – in origine intermediari tra l’Uomo e le divinità. Questo processo di demonizzazione ha inevitabilmente portato, nei secoli, a tacciare come Streghe tutte quelle persone che portavano avanti anche solo piccoli strascichi di antiche usanze pagane: il Medioevo può essere considerato un esempio lampante, soprattutto per mezzo della tristemente nota Santa Inquisizione.

Tutte quelle divinità onorate ed amate dai pagani vennero, quindi, trasformate in orrendi spiriti maligni corruttori della purezza dell’animo umano nonché fautori di disgrazie di ogni sorta. Fu così che, anche la figura di Satana, subì lo stesso trattamento diventando l’antagonista per eccellenza di quel dio che – con prepotenza e violenza – si era insinuato tra le genti costringendole a convertirsi.

Satana diventò l’incarnazione del peccato, del male assoluto ed icona indiscussa di tutto ciò che il monoteismo vietava con la forza. Satana, infatti, rappresenta tutti quei valori totalmente incompatibili con il Cristianesimo, a partire dal desiderio di Conoscenza e di Verità di cui troviamo un chiarissimo esempio finanche nella Bibbia: il Serpente offrì all’Uomo la Conoscenza mediante il Frutto Proibito. Ribellandosi al falso dio, l’Uomo poté finalmente Vedere tutto ciò che fino ad allora era rimasto nascosto sotto il vetro opaco della menzogna. L’Uomo scoprì in Satana la Libertà e la scintilla divina insita in sé.

Da un punto di vista puramente logico, è molto chiaro il motivo per cui Satana divenne, per i monoteismi, il fulcro del male: dopotutto, coloro che impongono con la forza la propria spiritualità assimilando e riadattando antiche tradizioni e – soprattutto – distruggendo le divinità altrui, non possono di certo avere la coscienza tanto pulita.

INTRODUZIONE ALLA STORIA DEL SATANISMO

Dopo questa doverosa premessa di introduzione, spiegare il motivo per cui il Satanismo non abbia nulla a che fare con il concetto diabolico e malvagio raccontato dalle religioni, diventa quasi superfluo. Il Satanismo è incentrato sulla figura antica di Satana e non sulla personificazione del male espressa in ambito biblico: la figura del cosiddetto diavolo, infatti, resta unicamente retaggio del Cristianesimo e di molti successivi grimori senz’altro corrotti dalla stessa ideologia – come spiegato nell’articolo Introduzione all’Ars Goetia.

È proprio questa idea deviata che vede Satana come il diavolo biblico ad aver creato, in principio, gran parte del patrimonio di un Satanismo distorto, il cui apice viene raggiunto ancora una volta nel periodo più buio della civiltà umana: il Medioevo. È infatti nel Medioevo che vengono scritti i più celebri grimori riguardanti le entità diaboliche spingendo, quasi ossessivamente, le persone a ricorrere ad esorcismi e rituali affinché esse venissero brutalmente allontanate. È anche il periodo in cui – oltre allo spauracchio della Strega – nascono centinaia di trattati di demonologia che, di fatto, da un lato terrorizzano i deboli e dall’altro affascinano i più interessati. È così, difatti, che iniziano a sorgere le prime branche del Satanismo propriamente detto, nonostante il suo acerbo approccio possa essere considerato totalmente erroneo. Un esempio può essere quello che vide protagonista una nobildonna francese del ‘600, La Voisin, ritenuta probabilmente madrina del cosiddetto Satanismo Tradizionale: il suo approccio decisamente legato alla visione biblica di Satana la vide coinvolta in una serie di atti e reati assolutamente fuorvianti che, ad oggi, nessun Satanista compierebbe mai. La storia de La Voisin è un limpido esempio di come la stessa cristianità abbia creato niente meno che il proprio stesso nemico, costringendo i fedeli cristiani più delusi a rivolgersi al mostro maligno inventato dalla Chiesa stessa. Ci troviamo, infatti, innanzi alla situazione in cui il diavolo biblico affascina ed intriga molto più che il Dio Onnipotente, grazie anche alla non indifferente “pubblicità” sulla quale la religione stessa incentra i propri valori: combattere il male, il peccato e quindi combattere Satana.

Nasce quindi un sempre più crescente desiderio di ribellione nei confronti di una religione insoddisfacente e si insinua il seme del dubbio, ponendo sulla figura del Satana biblico un accento sempre più forte e deviato. L’errore, infatti, è quello di considerare il diavolo biblico come il Satana originale venerato dai pagani: in verità, il primo è puramente invenzione cristiana, il secondo deriva da antiche divinità pre-cristiane che nulla hanno a che fare con l’inclinazione malvagia dettata dalle fonti bibliche.

[Ci teniamo a specificare che l’esempio della sopracitata La Voisin non vuole offendere in alcun modo il Satanismo Tradizionale, bensì solo evidenziare come molte pratiche da ella messe in atto siano assolutamente sbagliate nonché ritenute reato penale.]

Restando in epoca medievale, se da un lato prosperano le prime forme di un Satanismo embrionale ancora legato al Cristianesimo, dall’altro vi sono altre persone che continuano – seppur in segreto – a venerare gli antichi Dèi: le Streghe. Molte delle divinità connesse alle streghe dimostrano di avere un fortissimo legame con Satana, seppur al giorno d’oggi molte streghe lo neghino: dalla figura di Pan a quella di Cernunnos, passando da Dioniso a Set, l’ombra di Satana attraversa tutte le epoche, i popoli e le Tradizioni.

Tracciare con esattezza la collocazione di Satana e del suo Culto nel passato è senz’altro un’ardua impresa, soprattutto se si fa riferimento al processo di demonizzazione di cui abbiamo già discusso in precedenza. Lo stesso nome, Satana, è accostato non ad una entità quanto invece ad un aggettivo: Avversario, Oppositore.

Fin dall’alba dei tempi la maggior parte dei popoli onoravano culti legati a divinità cornute – come quelle precedentemente accennate – che ben si ritrovano nelle fattezze sataniche. Molti dei Demoni oggi associati al Pantheon Satanico, in antichità, avevano ad essi dedicati un vero e proprio Culto. Esempi di questo genere li ritroviamo nel Culto di Lilith – la Sposa di Satana – nella Lilitu babilonese, Adramelech degli Assiri, oppure Belial adorato dai Babilonesi, dal popolo di Sidone ed avente un vero e proprio Culto nella città di Sodoma e non solo;  o ancora Asmodeus nello Zoroastrismo ed antiche tradizioni iraniche. Parliamo quindi di divinità antichissime onorate e venerate da popolazioni ben più lontane dei monoteismi: divinità accostate alle Legioni Sataniche – vedi I 72 Demoni della Goetia – e talvolta addirittura assimilate tra loro (come ad esempio la molto comune associazione di Satana e Belial come unica entità).

Parlare dunque del percorso cronologico del Satanismo inteso in questo termine, è da considerare relativamente recente, al contrario della divinità su cui il Culto si incentra: come abbiamo potuto vedere, la figura di Satana viene rappresentata fin dall’antichità mediante nomi e tradizioni pagane di ogni tempo e luogo. Se è vero che i nomi mutano, è vero anche che la sostanza resta immutabile nonostante i soprusi ed i processi di demonizzazione.

Lo scrittore Arturo Graf nel suo Il Diavolo diceva:

“Le origini di Satana, considerato quale personificazione universale del principio di male, sono meno epiche assai e in pari tempo assai più remote e profonde. Satana è anteriore, non solo al Dio di Israele, ma a quanti altri Dei, possenti e temuti, lasciarono ricordo di sé nella storia degli uomini; egli non precipitò giù dal cielo, ma balzò fuori dagli abissi dell’anima umana, coevo a quegli oscuri iddii delle antichissime età di cui nemmeno una pietra ricorda i nomi, e a cui gli uomini sopravvissero, dimenticandoli.”

Questa frase sottintende l’antichità di Satana, divinità esistente molto tempo prima che i monoteismi ne facessero l’archetipo del male.

È possibile, quindi, risalire ad un Satanismo primitivo antecedente ai monoteismi? Certo che sì. Nonostante il termine “Satanismo” non sia citato nell’antichità, abbiamo appurato come i processi di sincretizzazione riportino la figura di Satana e del suo Culto all’interno di molte tradizioni pagane. Il motivo per cui ancora oggi utilizziamo il termine Satana/Lucifero e Satanismo è, in realtà, molto semplice: il ruolo di Avversario calza a pennello nei confronti della sua funzione di “avversario della menzogna” e pertanto Portatore di Luce inteso come Colui che porta la Verità e quindi la Conoscenza.

Per onor di cronaca, però, sono da specificare alcune cose riguardo il nome Satana. Come è ben risaputo oramai da chiunque, il termine Satana non rappresenta un nome proprio, legato ad una entità, bensì trattasi di una funzione: Avversario, Accusatore, Oppositore. Forse non tutti, invece, sanno che il termine originale era leggermente diverso: Ha-Satan, ossia L’Ostacolatore. A causa delle molteplici traduzioni bibliche – dall’ebraico al greco, al latino – il nome Satana è stato tra quelle parole soggette ad errori di traduzione, finendo per personificare “fisicamente” in un solo soggetto quella che in realtà era una funzione piuttosto dinamica di “colui che pone ostacoli sulla Via”. Questo significa che nella Bibbia – in origine – non vi era un solo Ha-Satan ma diverse entità che potevano ricoprire tale ruolo all’occorrenza.

Se però volessimo andare più nello specifico, la figura di Satana si può assimilare con certezza a quella di Samael che – a partire dal periodo amoraico – viene considerato come nome principale di Satana. In questo caso, infatti, Samael/Satana viene descritto come una vera e propria entità. Alcuni passi che vedono confermato questo sincretismo si possono trovare nell’Apocalisse greca di Baruch 4;9 ove si afferma che Samael fu maledetto per aver piantato la vite che causò la caduta di Adamo –con la conseguenza dell’assunzione del nome Satana. Vi sono inoltre fonti pseudo epigrafiche degli Atti di Andrea e Matteo 24 ove viene mantenuto il nome di Samael per indicare Satana.  Considerando, quindi, questa associazione è giustificato l’utilizzo del nome Satana dai Satanisti in corrispondenza ad una entità reale, nonostante, come appare ovvio, sarebbe probabilmente più idoneo il nome Samael.

Anche per quanto concerne la figura di Lucifero potremmo fare interessanti associazioni con Samael/Satana ma non ci dilungheremo oltre riguardo questo argomento, preferendo lasciare adeguato spazio ad un articolo interamente dedicato. Quanto appena raccontato desidera offrire un piccolissimo scorcio su un punto di vista forse non troppo comune per i Satanisti odierni che, per amore stesso per la Conoscenza, è bene rimarcare.

SPIRITUALITA’ SATANICA

La Struttura del Satanismo

Il Satanismo è frammentato e suddiviso in diverse correnti di pensiero spesso in contrapposizione, pertanto molti punti di questo articolo – descritti in chiave più spirituale – potrebbero senz’altro non rispecchiare la corrente Razionalista, ma è da sottolineare che questo sito si rifà ad un approccio perlopiù di tipo spirituale e segue, quindi, tale linea nei confronti dei temi trattati.

Per natura il Satanismo è considerato un Percorso individuale, intimo e personale strutturato sul rapporto diretto di ogni Iniziato con il Dio principale – Satana – ed i suoi Demoni. È un Culto che può essere considerato in un certo senso monoteista in quanto Satana viene concepito in qualità di divinità mentre i Demoni sono suoi “satelliti”; sotto altri punti di vista, invece, il Satanismo può essere considerato politeista, vedendo Satana ed i Demoni entrambi come veri e propri Dèi. Se è vero che l’etimologia del nome Daimon è “essere divino” è altresì vero, però, che esso è intermediario tra l’uomo e Dio e la sua natura è a metà tra entrambi; è bene però rimarcare che la maggior parte dei Demoni (soprattutto goetici) hanno origine antica, conosciuti molto spesso come divinità all’interno dei relativi culti. Resta però inequivocabile come, al centro del Satanismo, Satana sia il Dio mentre i Demoni suoi diretti emissari.

Il Satanismo è un Culto libero, ciò significa che, tendenzialmente, non vi sono dogmi pre-impostati come possiamo trovare in altre religioni, ma semplici e tacite regole basilari fondate sulla coerenza. Sono moltissimi gli autori che nella Letteratura Satanica hanno tentato di riunire quelli che sono i fondamenti principali del Culto di Satana, senza però snaturarne l’essenza selvaggia: ci si riferisce, in particolare, a personaggi come Anton LaVey, Michael Ford (nonostante abbia scritto prettamente di Luciferismo piuttosto che di Satanismo), così come ad altre organizzazioni più o meno note.

Si tratta, infatti, di principi basilari che mettono d’accordo gran parte dei Satanisti di tutto il mondo, nonostante ogni Praticante possa apprezzarne o meno determinate sfumature. Il Satanismo si fonda inevitabilmente su alcuni valori imprescindibili quali:

  • Conoscenza (Verità): teorica e pratica.
  • Emancipazione (Libertà): ribellione, orgoglio, indipendenza.
  • Devozione: onorare, ricordare, tramandare

Come diventare SatanistaLa figura di Satana rappresenta a perfezione il desiderio di Conoscenza e l’apprendimento della Verità Satanica; questo può avvenire attraverso due approcci assolutamente fondamentali e complementari: la Conoscenza intellettuale mediante lo studio dei libri stampati e la Conoscenza diretta trasmessa da Satana ed i suoi Demoni al Praticante. Entrambi gli approcci sono da considerarsi assolutamente necessari poiché, se è vero che l’esperienza diretta può rivelare conoscenze introvabili sui libri, è altresì vero che la maggior parte delle pratiche occulte necessita di studio per essere compresa ed attuata in sicurezza e consapevolezza. Proprio per questo motivo è importante mantenere in perfetto equilibrio entrambe le cose affinché una non soverchi l’altra: il solo approccio intellettuale renderebbe “sterile” gran parte del proprio Cammino, mentre un approccio che ignora lo studio si renderebbe poco costruttivo e molto confusionario. Studio, pratica ed esperienza devono agire di pari passo per avanzare nella Via di Satana in maniera sana e completa. La cultura resta puramente informativa se non viene praticata con cognizione di causa, così come la pratica può diventare dannosa se non saputa utilizzare nella maniera corretta. La Conoscenza, però, è anche intesa come avanzamento spirituale: mediante i due tipi di Conoscenza appena citati, non si cresce solo da un punto di vista intellettuale bensì viene apportata una crescita interiore e nelle abilità spirituali.

Il valore della Libertà che Satana stesso incarna, ci insegna la fierezza e la nobiltà d’animo con le quali affrontare la vita terrena e spirituale; Satana, infatti, rappresenta il moto di ribellione nei confronti di qualunque sistema oppressivo che vuole l’Uomo sottomesso. Come ci raccontano i Testi Sacri, è Satana ad aver offerto all’Uomo il dono della Conoscenza affinché potesse alzare la testa e vivere la scintilla divina insita in sé. L’Orgoglio Satanico, difatti, rappresenta proprio l’incandescente Fiamma Nera che arde nell’animo di ogni Satanista e che spinge gli Iniziati al Culto di Satana a ricercare e vivere quotidianamente la Verità in ogni sua forma.

Da un punto di vista puramente spirituale, un altro valore estremamente importante nel Satanismo è quello della fede: non una fede cieca e servile tipica delle religioni di Mano Destra, quanto più – invece – intesa come profondo amore nei confronti delle proprie divinità e come immensa fiducia nei loro Insegnamenti. Il Satanismo è tutto fuorché un Culto semplice da affrontare e può capitare molte volte di pensare di non riuscire ad andare avanti: Satana non è un padre amorevole pronto a farci una calda carezza sul viso, bensì un severo Maestro che ci pone davanti ai nostri errori, facendoci camminare sulle nostre gambe spezzate dalle conseguenze dei nostri sbagli finché – con le nostre forze – non riusciremo a risanare le ossa.

Il Satanismo non è un Culto adatto a tutti e con questo non si intende fare discriminazione di alcun tipo – ovviamente! – ma ci riferiamo all’impossibilità spesso caratteriale di taluni che, alla fine, risultano del tutto incompatibili alla Spiritualità Satanica. Più specificatamente ci si riferisce a tutti quei soggetti fragili e deboli d’animo, ma anche a tutte quelle persone che si accostano al Satanismo per futili motivi e privi di quella reale Fiamma che incendia l’essenza di ogni Satanista. Nel Satanismo non c’è spazio per coloro che non sono davvero intenzionati a restare e perseguire quei valori fondamentali di cui abbiamo già discusso.

Finalità ed obbiettivi del Satanismo

Ci si domanda dunque: quali sono gli obbiettivi del Satanismo? Perché scegliere di essere Satanisti?

Innanzitutto, bisogna considerare che la spiritualità non necessita, più di tanto, di rispondere a questa domanda, poiché il desiderio di Appartenenza Spirituale è irrazionale, viscerale… e non ha bisogno di dipendere da eventuali comfort che può offrire. Mentre religioni come il Cristianesimo spingono i fedeli a farne parte grazie alla promessa del Paradiso dopo la morte, il Satanismo non fa promesse di comodo. Diciamoci la verità: essere Satanisti nel 21esimo secolo non è la cosa più semplice del mondo, nonostante a differenza del passato non esistano più le condanne al rogo; ciò non toglie che anche definirsi appartenenti al Culto di Satana, al giorno d’oggi, implichi non pochi sacrifici strettamente personali. La gogna mediatica e la diffidenza della società nei confronti del Satanismo non è di certo il migliore degli inviti ed infatti sono da considerare estremamente coraggiosi coloro che, pur rischiando molto, si dichiarano apertamente Satanisti – perché in fondo la libertà di Culto è un diritto di tutti.

Quello che più naturalmente verrebbe da rispondere alle ovvie domande sopra citate è che il Satanismo ruota intorno alla figura di Satana e – come ogni Culto – rivolge ad esso tutta la sua più profonda attenzione. Questo implica una sorta di “Liturgia Satanica” fondata sulle basi fondamentali delle Arti Magiche e sull’adorazione attiva di Satana quale divinità centrale del Culto. Il motivo per cui si vive e si celebra Satana, per un Satanista, è del tutto naturale, come respirare. È il proprio motivo di vita, la propria vocazione. Non per caso l’Iniziazione Satanica è stata definita “Dedica”: a Satana viene dedicata la propria esistenza, la propria anima (non come forma di compra-vendita tipica del cosiddetto “Patto” ma un vero e proprio dono disinteressato di se stessi), in un legame indissolubile.

Gran parte degli stereotipi legati al Satanismo è del tutto infondata: primo fra tutti, indubbiamente, è bene evidenziare come il Satanismo non tolleri alcun tipo di violenza né sacrificio di sangue (che sia animale o umano); Satana non chiede sacrifici rituali in suo onore come fanno, al contrario, molte religioni considerate “accettabili”. Il Culto di Satana fonda le sue radici sul rispetto per la vita e nessun Satanista degno di essere chiamato tale oserebbe mai versare sangue innocente. Abbiamo già ampiamente parlato del sacrificio rituale e la sua evoluzione moderna in un ricco e dettagliato articolo.

La massima aspirazione per un Figlio di Satana è l’elevazione spirituale, il contatto diretto con il Divino ed il Sacro, la crescita interiore ed il miglioramento di sé attraverso Satana.

Vivere Satana, infatti, non è da intendersi come un mero ed unico desiderio materiale, bensì il raggiungimento di completezza sotto tutti i punti di vista della propria vita. Onorare Satana rappresenta – anche – onorare se stessi e perfezionarsi attraverso i Suoi insegnamenti. È proprio mediante Satana che l’Iniziato può assistere, passo dopo passo, ad una vera e propria evoluzione della sua esistenza: il Cammino di Satana è tortuoso ma gli ostacoli posti lungo la Via mostreranno i loro Frutti. Quando nel Satanismo si sente parlare delle difficoltà del Percorso non le si devono intendere come forme di auto-sacrificio – come spesso ripetono le religioni di Mano Destra – bensì tenere a mente che non vi saranno carezze davanti agli errori, ma le giuste conseguenze dalle quali imparare.

Se da Satana ci si aspetta un padre amorevole pronto a consolarci, si è sbagliato Culto: non è la strada giusta per chi si piange addosso o non è in grado di affrontare la vita con le proprie forze. Se si cerca la figura di un Dio buono in ogni occasione, sempre pronto a stringerci nel suo abbraccio, sappiate che non la troverete in Satana: Egli è un Maestro severo, non un padre comprensivo. Se da Satana cercate gratificazioni, ne otterrete facendo bene il dovere di ogni Satanista: studiare, praticare, onorare. Studiare per conoscere l’Origine. Praticare per assimilarne l’Essenza. Onorare per Tramandarla.

Come diventare Satanista

Non esiste una procedura che, quasi per incanto, renda l’uomo comune un Satanista e, non essendo il Satanismo un Culto avente Istituzioni ufficiali, non è neanche possibile che una qualunque persona Satanista possa renderne tale un’altra. Essere Satanista inizia con la propria auto-iniziazione, la cosiddetta Dedica, che solo il singolo Satanista può fare da sé. Nessun intermediario può avere questa facoltà sui Satanisti, se non per via totalmente ufficiosa o simbolica.

Simbolicamente e spiritualmente, essere Satanisti rappresenta la scoperta di sé, non un processo che faccia diventare, all’improvviso, Figlio di Satana. Si può dire che Satanisti si nasca e lo si scopra nel tempo, crescendo. La sensazione che si prova durante la Scelta di seguire Satana, difatti, è proprio quella di “sentirsi a casa” e di essersi ritrovati, quasi come se tutto fosse finalmente chiaro: un puzzle che si completa. La Natura Satanica, quando emerge, si traduce in questa sensazione di completezza, di totale comunione con se stessi. Qualcosa di inequivocabile ed inconfondibile, una vocazione innata finalmente ricongiunta. Satanista lo si è anche prima della Dedica, intimamente, essa è solo un’ufficializzazione, una presa di coscienza, l’accettazione e la scelta di seguire quel Richiamo. Non esiste rituale che vi muti in Satanisti se non lo siete già nel vostro profondo ed a nulla serve un rituale di Iniziazione a Satana se non siete completamente sicuri della scelta che state facendo.

LE CORRENTI NEL SATANISMO

Satanismo Tradizionale, Satanismo Spirituale/Teista, Satanismo Razionalista.  All’interno del panorama satanico è possibile riscontrare diverse branche di Satanismo che affrontano il Tema Satanico con un approccio molto diverso. Se si pensa al Satanismo come un Culto “a voce unica” in realtà ci si sbaglia di grosso! Nonostante si tenda a pensare al Culto di Satana esclusivamente come qualcosa di prettamente spirituale, la storia moderna ci racconta dell’esistenza di vari filoni di pensiero in merito. Anche se il Satanismo ha come matrice unica la figura di Satana, il suo Culto è suddiviso in varie correnti di pensiero che ne esaltano lati specifici ed altrettanto ne annullano o minimizzano altri. Nella maggior parte delle religioni, infatti, esistono diversi punti di vista che hanno portato le stesse religioni a scindersi: lo stesso processo, nei fatti, ha visto protagonista anche il Satanismo. Come molto spesso accade, è tristemente noto anche nel Satanismo assistere a sempre più accese “guerre” tra correnti, il che è piuttosto normale se si pensa che sono perlopiù tutte in contrapposizione tra loro: quello che sostiene una corrente può essere l’esatto opposto di quel che sostiene un’altra e viceversa. Difficilmente si riesce a raggiungere un “punto di incontro” ma, personalmente, trovo che il rispetto reciproco debba essere la priorità.

Le principali correnti nel Satanismo sono: Satanismo Tradizionale, Satanismo Spirituale/Teista, Satanismo Razionalista.  

L’identificazione di un individuo all’interno di una specifica corrente del Satanismo può essere immediata così come meno scontata: è molto comune riscontrare affinità con una o l’altra corrente senza però abbracciarne completamente gli ideali; capita, quindi, di trovarsi spaesati davanti ad una scelta che non si riesce a sentire propria in tutto e per tutto. Questo è da considerarsi assolutamente normale. La divisione del Satanismo in correnti è perlopiù qualcosa che aiuta i vari Satanisti a riconoscersi nelle idee e nell’approccio a Satana, ma ciò non toglie che sia un obbligo doversi identificare a tutti i costi in una di esse. Questo significa che si può essere “semplicemente Satanisti” senza troppi fronzoli, limiti o etichette che possano risultare stringenti e restrittive. Il Satanismo è talmente dinamico che non stupisce affatto vedere qualcuno faticare ad identificarsi completamente in una corrente specifica: è altresì piuttosto facile abbracciare, addirittura, vari aspetti di ogni corrente e plasmare quindi una visione personale – mantenendo comunque quei punti cardine tipici del Satanismo tutto.

Satanismo Tradizionale

Il Satanismo Tradizionale o Tradizionalismo, come accennato nel capitolo precedente, può essere considerato come la corrente più lontana che utilizza il nome di Satana come centro del proprio Culto. Nonostante abbiamo già accennato alla casistica de La Voisin, è appurato che già nell’anno Mille – durante una terribile carestia che colpì l’Europa – nacquero le prime forme di Satanismo anti-cristiano. Il Satanismo Tradizionale, infatti, ancora oggi tende a rifarsi ad un approccio estremamente contrario ai monoteismi scadendo spesso in atteggiamenti fuorvianti. Si rende però necessario fare un importante distinguo tra il Satanismo Tradizionale ed il già citato Acidismo: mentre il primo esalta in particolar modo il lato oscuro di Satana, il secondo è esclusivamente una forma di criminalità a tutti gli effetti.

Diane Vera, offre una definizione di Satanismo Tradizionale totalmente semplice, pulita e precisa sostenendo che “Il Satanismo Tradizionale è Tradizionale in quanto si rifà alla definizione classica del termine, cioè adorazione di Satana”. Questo concetto può, in un primo momento, apparire del tutto collegato alla figura del diavolo biblico ma – facendo fede al processo di demonizzazione e quindi ai vari sincretismi citati – il Tradizionalismo può essere svincolato dal monoteismo. La stessa Diane Vera, in un altro passo del suo scritto, afferma che una forma di Tradizionalismo può anche vedere coinvolta la Demonolatria, ossia il Culto dei Demoni: questo, in effetti, non sarebbe da escludere. Come abbiamo avuto modo di sottolineare nell’articolo I Demoni nella Tradizione Satanica, essi erano entità pre-cristiane antichissime e – letteralmente – adorati dai loro seguaci.

Per quanto possa apparire inconsueto, secondo il suo punto di vista anche un’altra corrente del Satanismo – quello Teista – può essere considerato altrettanto tradizionale poiché anch’esso si rifà alla concezione di Satana come entità reale, implementando quindi la concezione di devozione. Diane Vera, infatti, sottolinea questo passaggio dichiarando che: “Durante la fine degli anni ’90 e nei primi anni del 21° secolo, l’etichetta “Satanista Tradizionale” è stata adottata da quasi tutti i Satanisti che credevano in Satana come divinità, indipendentemente dai particolari del proprio sistema di credenze. Alla fine, si decise che il termine “Satanista Teista” fosse più accurato –  e anche preferibile come un modo per prendere le distanze dall’ONA [a causa delle sue idee politiche estremiste ed alcune attività criminali e violente] – mentre altri Satanisti Teisti hanno preferito mantenere il termine “Tradizionale“.

Potremmo considerare il Tradizionalismo come un insieme di fattori mediante cui si interpreta Satana nelle sue vesti più discusse e tenebrose ma, allo stesso tempo, anche per gli stessi valori relativi alla devozione e desiderio di Conoscenza mediante Satana stesso ed i suoi Demoni. Il Tradizionalismo, infatti, non nega l’oscurità di cui Satana si ammanta, anzi la esalta in particolar modo senza necessariamente accostare l’oscurità al concetto di male inteso in senso esclusivamente negativo. L’oscurità è parte integrante di ogni cosa, pertanto – in quanto del tutto naturale – è necessario abbracciarla tanto quanto la parte luminosa. Così come esalta anche la devozione viscerale intesa come forma di lealtà e rispetto nei confronti della divinità – come ogni Culto – e questo non implica servilismo. Satana è concepito come un essere superiore, un Dio a tutti gli effetti a cui portare rispetto e riverenza – proprio come ogni divinità merita e si aspetta dai propri seguaci.

La visione Tradizionalista e Teista del Satanismo, come citato da Diane Vera, sono in realtà piuttosto vicine nonostante, attualmente, alcune sfumature nel loro approccio possano differire – come vedremo nel capitolo specifico sul Satanismo Teista/Spirituale.

Ciò non toglie, però, che una parte di coloro che si definiscono Satanisti Tradizionali si rifacciano al concetto cristiano del diavolo biblico, probabilmente retaggio di quella forma di Satanismo anti-cristiano menzionata in apertura.

Il Satanismo Tradizionale riconosce Satana come un essere soprannaturale maggiore di Dio (panteismo) o uguale a Dio (dualismo), così come una divinità scollegata da Dio. I Satanisti Tradizionali partecipano all’adorazione, alla preghiera o ai rituali pagani che riconoscono l’autorità spirituale di Satana.

I padri della Chiesa non hanno scritto specificamente sul Satanismo, ma hanno rivelato la pratica primitiva tra i Cristiani di rinunciare a Satana. Tertulliano (145-230 d.C.) conferma che i primi membri della Chiesa rinunciarono al diavolo e ai suoi angeli ed anche Ippolito († 235) e Cipriano († 258) menzionano che i Cristiani praticavano la rinuncia al diavolo. Abbiamo poche informazioni su  ciò che ha accelerato questa pratica, ma il parallelismo con altre cose a cui hanno rinunciato i Cristiani sembra suggerire che la rinuncia fosse collegata a precedenti pratiche che coinvolgevano Satana e le entità ad esso connesse: proprio come i primi Cristiani rinunciavano al coinvolgimento con gli idoli pagani prima della conversione.

Esistono varie forme di Tradizionalismo, ognuna perlopiù legata ad organizzazioni ed Ordini specifici che trattano le Sfumature Sataniche da punti di vista diversi. Tra questi possiamo trovare il già citato Ordine dei Nove Angoli (ONA); Temple of the Black Light (TOTBL), legato alla Corrente 218 nato grazie alla pubblicazione del celebre grimorio “Liber Azerate”; Brotherhood of Satan, precedentemente conosciuta come Brotherhood of Darkness and Shadows si espone pubblicamente tra la fine degli anni ’90 ed i primi anni 2000 ma nasce, presumibilmente, prima di queste date – operando dietro le quinte in segreto.

Non è sempre facile individuare organizzazioni di stampo tradizionale poiché la maggior parte di esse lavora nell’ombra ed in segreto – come tutte le Congreghe Tradizionali – in un numero ristretto di soggetti. Questa peculiarità, inoltre, ricorda molto anche le antiche congreghe di Streghe che – allo stesso modo – praticavano la sacralità dei propri Culti nel silenzio.

A proposito del Satanismo Tradizionale ho notato, negli ultimi tempi, una sorta di timore nell’identificarsi pubblicamente in questa corrente, quasi come se fosse una vergogna o qualcosa di sbagliato: il Satanismo Tradizionale non è necessariamente collegato ad atti criminali né un mero rovesciamento del Cristianesimo. C’è molta disinformazione in merito che, inevitabilmente, porta a quella che sembra a tutti gli effetti una forma di discriminazione. Il Tradizionalismo non è Acidismo.

Satanismo Teista / Spirituale

Il Satanismo Teista/Spirituale, come riportato da uno scritto di Diane Vera in precedenza, può essere in realtà considerato molto simile al Satanismo Tradizionale. Nonostante molti possano rigettare l’idea che il Teismo sia una branca stessa del Tradizionalismo, è innegabile che vi siano dietro grandi peculiarità piuttosto comuni: una su tutte è sicuramente l’idea di Satana come entità reale, come vera e propria divinità antecedente al dio dei monoteismi.

Diane Vera, al riguardo, scrive quanto segue: “Satanismo Teista” è un altro termine per quello che è noto anche come “Satanismo Tradizionale “. Il significato principale di “teismo” è “credere in un Dio o in Dèi”. Un Satanista Teista è un Satanista che riverisce Satana come una divinità reale, non solo un simbolo. Un significato secondario di “Teismo” è credere in un Dio Creatore personale. Tuttavia, coloro che usano il termine “Satanismo Teistico” lo usano nel senso più generale di fede in Satana come Dio, non necessariamente come un Dio Creatore o come oppositore di un altro Dio. I Satanisti Teisti variano nella descrizione di chi o cosa sia Satana: alcuni basano la propria idea esclusivamente o principalmente su una reinterpretazione del Cristianesimo, mentre altri identificano Satana con una o più divinità non cristiane (ad esempio Prometeo, Pan, Set, ecc). Altri ancora credono in Satana come una “Forza Oscura della Natura” o come “il Tutto”. Il termine “Satanismo Teista” intende includere tutti coloro che riveriscono Satana come una divinità, indipendentemente dalla loro specifica teologia. Il Satanismo Teistico può essere monoteista, duoteista, politeista o panteista.

Quando si sostiene che il Satanismo sia dinamico, difatti, ci si riferisce proprio a questa sorta di “libera interpretazione” che identifica Satana in diversi modi: come unico Dio; come uno dei tanti Dèi; come parte integrante del cosmo e della natura, ecc. Ogni Satanista ha il suo modo personale di intendere e vivere Satana, soprattutto facendo riferimento alle proprie esperienze.

Per quanto riguarda il termine “Spirituale” in associazione al Satanismo, lo si deve al noto sito Joy Of Satan – La Gioia di Satana – che ha coniato questo termine nei primi anni del 2000 in relazione al Teismo. Un termine che, personalmente, trovo inadatto e del tutto non necessario.

Bisogna inoltre notare come – in tempi odierni – anche l’approccio dei singoli Praticanti nei confronti di Satana varia in base alla corrente. Nel caso del Satanismo Teista e Tradizionalista in particolare, capita molto spesso (ma per fortuna non è una regola) di vedere da parte dei primi un atteggiamento a volte troppo amichevole e quasi frivolo; atteggiamento che, invece, nel Tradizionalismo viene soppiantato da un approccio più teatrale, scenografico nonché – spesso – esageratamente “pomposo e dogmatico”.

Satanismo Razionalista

Il Satanismo Razionalista, introdotto da Anton LaVey, è ad oggi la corrente maggiormente pubblicizzata in tutto il mondo: si tratta di un Satanismo ateo, simbolico, in cui Satana non è percepito come una divinità o entità reale, bensì mediante il valore simbolico che rappresenta. La Church of Satan (CoS), nata grazie a LaVey a San Francisco negli anni ’60 accoglie ancora oggi moltissimi seguaci che – nonostante non credano in nulla di sovrannaturale e spirituale – si professano Satanisti per via degli archetipi satanici che l’Uomo stesso incarna. Nel Razionalismo si ha una visione archetipica di Satana e dei Demoni: essi sono metafore usate per descrivere, tramite rappresentazioni allegoriche, i diversi aspetti dell’animo umano e Satana in particolare, l’anti-dogma da assimilare negli ideali e quindi in ultimo da emulare. Il Satanismo Razionalista può, come non può, incorporare elementi rituali i quali – in questo contesto – appaiono come psicodrammi volti ad avere un’azione catartica sull’individuo.

Gran parte del pensiero Razionalista del Satanismo è racchiuso nel capolavoro di LaVey “La Bibbia Satanica” che, nonostante tutto, ispira ancora oggi anche gli appartenenti a correnti diverse del Satanismo. Il Razionalismo, infatti, nonostante le aspre accuse che vede questa corrente spesso protagonista, può senz’altro essere di grande ispirazione per i Satanisti di qualunque branca, in quanto delinea ottimamente quelle che potremmo definire “linee guida” del Pensiero Satanico come filosofia di vita. Seppur il Satanismo Razionalista sia in netto contrasto con le altre correnti del Satanismo – poiché rigetta la visione di Satana come divinità reale – può senza ombra di dubbio ottenere dei validissimi punti di incontro.

Il Satanismo Razionalista, però, non è solo quello LaVeyano, nonostante LaVey sia considerato indubbiamente il suo capostipite; negli anni sono sorte altre organizzazioni di stampo Razionalista che meritano una giusta menzione: è il caso, per esempio, dei Bambini di Satana (fondato da Marco Dimitri); The Satanic Temple (TST); Il Tempio di Satana, autore del classico satanico “Compendium Demonii”; Tempio di Set (fondato da Aquino).

Demonolatria e Luciferismo

Vi è, inoltre, la Demonolatria – portata in auge in particolar modo da Stephanie Connolly, che tratta specificatamente il Culto dei Demoni già trattato nell’articolo I Demoni nella Tradizione Satanica. Non sarebbe corretto definire la Demonolatria come branca del Satanismo poiché – soprattutto nel Tradizionalismo e nel Teismo – l’adorazione dei Demoni è parte integrante del Satanismo stesso.

Per quanto riguarda invece il Luciferismo – già trattato in un apposito articolo – sarebbe altrettanto sbagliato considerarlo una corrente del Satanismo poiché, nonostante il confine tra uno e l’altro sia molto sottile, si tratta di Culti distinti – come anche evidenziato da uno dei maggiori esponenti del Luciferismo, Michael Ford, nel libro Wisdom of Eosphoros. Ciò non toglie, però, che Luciferismo e Satanismo possano convivere e coesistere insieme: molto dipende dalla concezione di Satana/Lucifero che ognuno ha.

SATANISMO DI GRUPPO: LE CONGREGHE SATANICHE

Si sente spesso parlare di Congreghe, ma un po’ meno di Congreghe Sataniche. Questo silenzio in merito è dovuto perlopiù a diversi fattori:

  • Il Satanismo moderno viene praticato il più delle volte in maniera solitaria ed individuale dai singoli Satanisti che, essendo spesso molto giovani, preferiscono Operare nel Culto di Satana nella propria intimità personale. Questa scelta non è di certo erronea, è una scelta soggettiva dettata dalle proprie ragioni e possibilità. Il vero problema, in realtà, è la falsa credenza che non si possa lavorare insieme mediante un gruppo di persone fidate, quasi come se si trattasse di qualcosa di sbagliato o tendente all’Acidismo: le Congreghe sono sempre esistite e farne parte – se il contesto è sano – è assolutamente naturale. Far parte di una Congrega non significa essere coinvolti in una setta satanica che, come già espresso molte volte, è ben altra cosa.
  • A differenza delle tante Congreghe di stampo new age, le Congreghe Sataniche lavorano nell’ombra e nel silenzio senza aver bisogno di farsi grande pubblicità. Si tratta molto spesso, infatti, di gruppi di persone molto ristretti, accuratamente selezionati e disinteressati alla mondanità dei social. È proprio questo silenzio che, molte volte, porta i profani a vederne l’ambiguità: in realtà non si tratta di persone che si nascondono, ma esclusivamente di persone che nell’ombra e nel silenzio portano avanti la Sacralità che una Congrega dovrebbe sempre rispettare.
  • Un altro motivo per cui le Congreghe Sataniche in Italia sono poco diffuse, è il ragionevole timore di imbattersi in situazioni pericolose e tendenti all’Acidismo. Il Satanismo, ancora oggi, è martellato da soggetti assolutamente criminali che nulla hanno a che fare con il vero Culto e che approfittano della curiosità e dell’ingenuità delle persone più fragili per coinvolgerle in atti penali fregiandosi del nome di Satana. Il rischio di trovarsi a stretto contatto con persone di questo genere ha aumentato di gran lunga una certa diffidenza nei confronti delle Congreghe, specialmente in ambito satanico. Un timore sicuramente fondato che, però, penalizza oltremodo tutte quelle realtà genuine che – spesso – decidono di non esporsi proprio per timore di essere giudicati male ingiustamente. La stessa tendenza, quasi spasmodica, di vivere il Satanismo esclusivamente in solitaria, ha reso l’ipotesi di Congrega come una sorta di minaccia all’indipendenza altrui: le Congreghe servono per aiutarsi, per crescere ed imparare insieme, per supportarsi e portare avanti insieme quello in cui si crede; non si tratta di prevaricazione l’uno sull’altro ma di una armonica cooperazione. Ogni Satanista, ovviamente, ha il pieno diritto di scegliere se Operare da solo o in gruppo, ma forse sarebbe opportuno smettere di fare terrorismo psicologico ogni volta che si nomina la parola “Congrega”. È necessario avere buonsenso ed intelligenza prima di dare etichette.

Da tutto ciò ne emerge una realtà sempre più tendente alla Tradizione – come le Congreghe delle antiche streghe – ma anche una situazione di forte imbarazzo culturale italiano, causato dal pregiudizio e l’ignoranza e dalla paura di imbattersi in forme di Acidismo. Sarebbe bene ricordare ai nostri Lettori che forme di Congreghe Sataniche, in Italia, ci sono sempre state, sebbene quelle che maggiormente si erano esposte, oggi (pubblicamente) non esistono più o si sono sciolte: un esempio può essere la Congrega di Efrem del Gatto sciolta dopo la sua morte.

Spostandoci invece all’estero, è innegabile che in luoghi come l’America l’ipotesi della Congrega sia all’ordine del giorno, senza pregiudizio o particolari timori. Naturalmente certi rischi possono esserci sempre ed ovunque, ma già che non sia una forma di tabù è decisamente un notevole passo avanti: proprio quello che, tristemente, manca in Italia.

Conclusioni

Concludiamo questo articolo con la premessa di essere consapevoli dell’impossibilità di poter racchiudere in poche pagine l’Essenza Viva del Satanismo e con la promessa di ampliare questo scritto nel tempo nel tentativo di riassumere, nel miglior modo possibile, quello che può essere considerato la base – almeno intellettuale – di un Culto in continuo movimento ed evoluzione.

Quello che maggiormente ci preme è offrire ai nostri Lettori uno spiraglio di Verità diverso dal solito e forse meno convenzionale rispetto a quel che comunemente viene diffuso, ed essere anche noi – come ogni Satanista – Ostacolatori delle verità di comodo. Ad ognuno di voi spetta l’arduo compito di Apprendere e Tramandare: che sia Verità e mai illusione.

Ahsife Oscura

Fonti

(Molte fonti sono già citate nel testo)

Encyclopedia of Satanism, James Lewis
La Bibbia Satanica, Anton LaVey
Compendium Demonii
Left Hand Path666, TOTBL
The Satanic Bible, Caesar 999
Codex Saerus – Black Book Of Satan 1, 2, 3, Order of Nine Angles
Dietro lo specchio nero, Isabella Lai e Marco Dimitri
Il Dio Cornuto, Enrica Perucchietti e Paolo Battistel
Rites of Lucifer, TOAF
Il Diavolo, Arturo Graf
La Cabala, Gershom Scholem
Il Libro Rosso, Ed. Fanucci
La Bibbia dell’Avversario, Micheal Ford
Wisdom of Eosphoros, Micheal Ford
La messa nera, J. Brichaud
Satana: l’essere, l’azione, il dominio, Giuseppe De Libero
https://sites.google.com/site/brotherhoodofsatanusacom/home
http://theisticsatanism.com/bgoat/theistic.html