Introduzione alle possessioni diaboliche o possessioni demoniache

Una delle “armi” più diffuse tra quelle utilizzate per gettare fango sul Satanismo è la cosiddetta possessione diabolica o possessione demoniaca. Tra le opere cinematografiche, il folklore e le superstizioni medievali, sembra che questo tanto temuto diavolo ed i suoi accoliti abbiano l’usanza di possedere il corpo di vittime innocenti per loschi scopi.

Ma vediamo nel dettaglio come l’Enciclopedia Treccani definisce le possessioni demoniache:

«Fenomeni abnormi dell’esperienza e del comportamento, dovuti a presunti influssi esercitati sul corpo umano da forze soprannaturali. L’idea che il corpo di determinati individui possa essere in certi momenti invaso da forze estranee (spiriti di antenati, figure divine o semidivine, eroi, demoni, animali o non meglio definiti poteri sovrumani) che giungono a dominarlo, quasi sopprimendone momentaneamente la personalità, è universalmente diffusa. I sintomi corporei e psichici indotti dalla possessione demoniaca, quali appaiono nei diversi contesti etnografici, sono stati spesso catalogati sotto il profilo psicopatologico o psicologico (isteria, schizofrenia, suggestione)»

È interessante porre l’accento sulle dinamiche in cui queste manifestazioni si presentano: i presunti indemoniati rappresentano, nella quasi totalità dei casi, personalità fragili a livello psicologico ed una povertà culturale notevole. Ciò significa che ad essere presumibilmente vittime di possessioni demoniache, siano sempre soggetti con disturbi mentali, ignoranti sotto il punto di vista intellettuale e, soprattutto, esclusivamente appartenenti ad un tipo di religione che prevede la credenza di tali possessioni demoniache.

Potremmo definire questi episodi come semplici suggestioni causate dal contesto religioso, ma nella maggior parte dei casi si è riscontrato esservi una causa psicologica a monte. A tal proposito vorrei allegare uno stralcio a mio parere fondamentale de Una ricerca sulla possessione diabolica (Psychofenia, Volume VII, Issue 11 del 2004) di Elena Biunno:

«Alcuni aspetti delle possessioni demoniache sono, però, interpretabili da un punto di vista antropologico e psichiatrico e, in alcuni particolari casi, non vi è proprio nulla che non possa essere spiegato in termini perfettamente normali, senza che ci sia bisogno di tirare in ballo il soprannaturale. Secondo il punto di vista d’illustri antropologi, sociologi e psicologi, quali quelli facenti parte, per esempio, del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), il fenomeno della possessione è innanzi tutto un evento culturale legato alle credenze del soggetto e dell’ambiente in cui vive. Non è mai accaduto che un cristiano si sentisse posseduto da uno spirito maligno di un’altra religione o che uno sciamano fosse posseduto dal demonio cristiano. Ogni presunto episodio di possessione demoniaca rispecchia esattamente le caratteristiche culturali e l’insieme di credenze tipiche dell’ambiente in cui si manifesta. Inoltre, la convinzione di essere invasi da un’entità estranea è tipica di molte sindromi psichiatriche, come alcune forme di psicosi schizofreniche, nevrosi isteriche e deliri depressivi.»

Le manifestazioni diaboliche nella possessione demoniaca

Sulle principali caratteristiche comuni riscontrabili nei casi di possessione diabolica, Elena Biunno, nella sua ricerca, si esprime così:

«• Le lingue sconosciute: è doveroso ricordare che non è mai stato registrato, realmente, un intero discorso fatto con una lingua sconosciuta al soggetto posseduto e conosciuta da altri, come l’inglese, il tedesco o il russo; stranamente, si tratta solo di lingue sconosciute agli stessi esorcisti, come l’aramaico o altri dialetti antichi. Uno studio controllato ha, invece, evidenziato che il linguaggio dei posseduti è in realtà un linguaggio privo d’alcun senso, che utilizza i fonemi fondamentali della propria lingua, con un codice molto ristretto, simile a quello dei bambini nelle prime fasi di vocalizzazione, e misto a parole straniere di conoscenza universale (Pattison, 1973). La coerenza del discorso è, con molta probabilità, solo una costruzione mentale dell’ascoltatore o di colui che, preso dalla suggestione e dalla meraviglia, perde momentaneamente il proprio senso critico.

  • La forza straordinaria: su questo punto non occorre soffermarsi molto, poiché qualsiasi psichiatra è a conoscenza del fatto che alcuni stati patologici possono, per brevi attimi, dare origine ad una forza superiore; tuttavia, nell’indemoniato questa forza non va mai al di là delle normali leggi fisiologiche. Non si è mai visto un posseduto piegare sotto gli occhi di tutti una sbarra di acciaio. L’aumento di forza fisica è perfettamente interpretabile in termini di scariche d’adrenalina nel sangue del soggetto a causa dello stato d’agitazione in cui si trova.
  • L’avversione al sacro: se si prova a spruzzare dell’acqua benedetta ad un posseduto, si osserverà una reazione di angoscia e di sgomento. Ma fin quando un esperimento a doppio cieco, in cui né lo sperimentatore né l’indemoniato siano a conoscenza del fatto che si sta spruzzando acqua benedetta o non benedetta, evidenzierà la realtà di tale fenomeno, esso va considerato semplicemente come una recita inconscia dovuta ad un’identificazione nel ruolo di posseduto dal diavolo (Balducci, 1988)»

Possessioni Demoniache

La possessione diabolica nel Satanismo

Da un punto di vista prettamente Satanico, il fenomeno della possessione demoniaca viene contemplato nei termini del ridicolo poiché, secondo tale Culto, né Satana né le entità a lui associate hanno interesse per queste grottesche e teatrali pratiche. I Satanisti difatti reputano la casistica di questi eventi legata a disturbi psichici descrivibili e risolvibili attraverso la Scienza e la Medicina Tradizionale.

In una società come la nostra, ove la religione predominante etichetta come diabolica qualunque cosa sia diversa o non convenzionale, anche la malattia psichica viene utilizzata e strumentalizzata per avallare strampalate ideologie spirituali ed avanzare odio e discriminazione, nonché alimentare una sorta di ossessione nei confronti delle figure di rilievo in ambito religioso e la conseguente forma di dipendenza. Uno squallido gioco basato sulla prevaricazione sul più debole, sul più fragile, affinché funga da capro espiatorio ed illusorio “esempio vivente degli oscuri meccanismi del demonio” alle spalle degli innocenti. Parliamo dunque di un metodo semplice e conveniente, per i nemici del Satanismo, di utilizzare problemi gravi come la malattia mentale per far ricadere la colpa su un Dio scomodo, su un’entità che assorbe ogni colpa incompiuta, con l’unico scopo di sollevare l’essere umano dai propri errori. Perché è più comodo riversare le proprie paure ed i propri sbagli su colui che è definito come il male assoluto, piuttosto che fermarsi a riflettere ed ammettere che è l’uomo stesso il proprio carnefice.

Ahsife Oscura