Storia della blasfemia e il suo rapporto con il Satanismo

“Non nominare il nome di Dio invano. Scegli il momento più opportuno per l’effetto”
Ambrose Bierce, Dizionario del Diavolo

La blasfemia è un atto di volontaria e pesante ingiuria contro un qualcosa che è considerato sacro, una parodia, un’immagine oscena, una bestemmia, sono tutti fattori che rientrano nel grande insieme del vilipendio religioso. Essa ha una lunga storia alle sue spalle, che si perde nelle memorabili e meravigliose tradizioni religiose della paganità, a partire dall’epoca delle grandi civiltà mesopotamiche, e forse, anche prima. Non di rado i moderni studiosi hanno evidenziato come in questi tempi e successivi, la bestemmia fosse punita con la morte, allo stesso Socrate in Grecia era stato imputato di introdurre nuove divinità e corrompere i costumi civili della pòlis ateniese.
Oggi questi atti di oscenità e offese contro una determinata religione sembrano essere tornati in voga, specie sulla “scena Satanica”, dove molti credono che la bestemmia e il calpestamento di crocifissi e madonne varie sia un “minimo comune multiplo” che deve essere condiviso da chiunque si consideri Satanista. Apparirà chiaro invece a tutti coloro che sanno veramente cosa significhi essere Figli di Satana che queste azioni e questo modus pensandi non sono certamente una legge inviolabile che non può non essere rispettata.
Una delle piaghe del Satanismo dopotutto, è proprio il comune pensiero che vede questo e la blasfemia come un binomio inseparabile, e dove vi è una si associa anche l’altra. Quindi, a pensarla così, il Satanista apparirà inevitabilmente come una persona che sputa su immagini di cristo, brucia testi sacri, (e perché no, chiese!) offende continuamente il papa e i sacerdoti, e con l’hobby della bestemmia gratuita, insomma, un perfetto Anticristiano.
Tuttavia del culto di crocifissi distrutti e chiese sconsacrate, un Satanista non sa cosa farsene, e un essere umano il cui scopo è puntare alla divinità, a sedere in un trono aureo accanto alle Divinità che tanto lo ispirano a migliorarsi e a perfezionarsi, non ha tempo da perdere con stupide riunioni di neonazisti del Satanismo che progettano piani per stuprare questa o quella suora, rubare ostie consacrate o distruggere a martellate immagini che i religiosi considerano sacre.
La lunga storia del Satanismo possiede però una piccola parte dove coloro che si sono avvicinati al Culto di Satana hanno effettivamente fatto cose del genere, pur non arrivando a certi livelli e con ben altri scopi piuttosto che quello di farlo solo per il gusto di vedere un cumulo di macerie dove prima si ergeva una chiesa. Nei secoli bui del Medioevo, molte delle credenze pagane, il novanta per cento parliamoci chiaro, erano state distrutte da un cancro marcio e opulento che è la chiesa cattolica, che, fattasi promotrice di un sapere unico e universale ha distrutto templi, scuole, tradizioni, libertà di pensiero e di informazione. È proprio in tale periodo che molti, iniziando a ragionare con la propria testa abbandonano la via del cristianesimo per dedicarsi anima e corpo a quella del Diavolo. Dico proprio Diavolo perché molto spesso, nella corrente Tradizionalista, che nasce appunto in questo periodo, le due cose coincidono. Il Tradizionalismo è una branca del Satanismo Teista derivata in parte dalla tradizioni gnostiche del tardo Impero Romano, che vedeva nel Diavolo il Principe di questo mondo, che ha donato all’uomo il dubbio e la sapienza, mentre dio era invece considerato lontano e incurante delle sofferenze umane, e in parte ha anche elementi della setta eretica dei Catari, il resto si è sviluppato nel tempo, forse anche rimembrando i numerosi Dei cornuti che i Pagani avevano, quali Cernunnos ad esempio, ma questo non è accertato. Si rifà appunto alla Tradizione, che vede in Satana l’avversario vero e proprio di dio, molto spesso tenendo in considerazione l’aspetto del Satana biblico, visto come Cattivo, Maligno, Severo. Il Tradizionalista quindi è colui che mette l’enfasi su un lato del Satanismo molto affascinante, quello dell’oscurità e del male, e che va dunque a ritualizzare in un modo che sembra, anzi, che è, il rovesciamento della messa cristiana, la famosa Messa Nera. Qui la blasfemia gioca un ruolo particolarmente importante visto che aiuta a raggiungere quello che LaVey ha definito “psicodramma”. Il tradizionalista va a canalizzare tutte le sue forze lasciandosi trasportare emotivamente, psichicamente e fisicamente da questo rituale molto esibizionista, e certamente provocante, per poi lasciarle andare al momento esatto dell’incantesimo. Non di rado quindi un Satanista di questo stampo potrà essere duro, cupo, tenebroso, ma comunque se è vero Tradizionalismo si terrà alla larga da sacrifici animali e umani, il sangue che esso va ad utilizzare è il proprio, poiché come ormai è noto in ambito occulto, il sangue, come le feci, lo sperma, le secrezioni, la saliva, l’urina e via dicendo contengono la propria impronta energetica. La blasfemia è quindi per un tradizionalista un mezzo, qualcosa che sfrutta pienamente senza mettersi a ridere passivamente ogni volta di fronte ad un cristo con le corna e il collo lungo. Tuttavia, purtroppo molti Satanisti ripudiano questa corrente accusandola di non avere una visione completa del mondo e dell’universo e di chiudersi solamente in un mondo fatto di tenebre e oscurità. Ma si tenga ben presente che volenti o nolenti, il tradizionalismo è una tappa importante della storia del culto che ha avuto il suo seguito che è sopravvissuto anche sotto la corte di Luigi XIV in Francia, anche se tuttavia non si può parlare di Satanismo vero e proprio, questi rituali che si tenevano a corte si avvicinavano molto a quello che oggi si intende per Messa Nera. Costoro che seguono la corrente della tradizione, se veri Satanisti, amano Satana sinceramente e non hanno paura e vergogna di affermare un pensiero che può scandalizzare e far parlare i profani, anche se per molti esiste una classica concezione di Inferno cristiano in cui essi stessi bruceranno, o per altri una sorta di “iperuranio” dove i piaceri carnali sono molto più piacevoli ed intensi. Certamente come per i non tradizionalisti, (detesto usare i nomi delle correnti, ma l’uomo vuole le etichette e le uso anche io per comodità), l’idea di quello che vi sia dopo la morte è strettamente personale ed individuale. Satana si ama per quello che è, e se qualcuno preferisce vederlo sotto l’aspetto di Capro Nero quale male volete che facciano al Culto? I Tradizionalisti sono gente seria che merita rispetto poiché cambia solamente il modo di vivere il percorso, ma l’amore e l’attrazione per Satana sono gli stessi che può provare uno Spirituale o un Luciferano.
“Una bestemmia vale più di mille libri di teologia” Jacques Prèvert
Quello che invece spesso ha infangato il nome di questa gente sono state le azioni di organizzazioni Pseudo-Sataniste che proprio non riescono a rinunciare a questo maledetto sacrificio di sangue, O9A e via dicendo… oppure, un’ulteriore incomprensione in ambito ideologico per quanto riguarda una corrente musicale tanto bella quanto incompresa, il Black Metal.
Anch’esso, parlando in termini poveri per gli ignoranti in materia, ha scenografie a volte pesanti, che gli stessi musicisti possono richiamare nei propri video musicali o nei concerti come veri e propri rituali e offerte a Satana. Si usa il sangue, che sia vero o finto per il proprio trucco, ciondoli e collane con pentacoli e croci rovesciate, simboli Satanici in gigantografie, e anche qui, la blasfemia. Tuttavia anche questo genere ha una filosofia molto più profonda di quanto possa lasciar traspirare. Non a caso esso è nato in scandinavia, nello specifico in Norvegia, la nazione al mondo che, insieme a Svezia e Finlandia, conserva meglio di tutte, seppur certamente non come prima, la propria identità Pagana. I primi Blackster erano quindi ragazzi furiosi con il cristianesimo che aveva distrutto e invaso la terra di Odino, e torturato le genti germaniche, i vichinghi, provato ad estirpare anche lì le tradizioni dei culti di Freya, Thor, e tutto il Pantheon Nordico. Quindi, utilizzando simboli prettamente Pagani, e più in là, Satanici, facevano blasfemie contro il cristianesimo come offese e provocazioni per aver corrotto la loro terra. Ecco quindi che la voce distorta e animalesca, il trucco nero e bianco che richiama i cadaveri, i vestiti strappati e logori, le scenografie oscure e violente, la BLASFEMIA portata ai limiti del pubblicabile assumono un senso in questa filosofia di ribellione e combattimento contro qualcosa che ha cercato di distorcere e infettare simboli e feste che non gli appartenevano e non gli sono MAI appartenuti, da qui alla condotta di stili di vita che agli occhi dei più possono sembrare riprovevoli e molte volte l’aderenza di questa gente a culti quali il Tradizionalismo e il Paganesimo Germanico. Lo stesso modo di vestirsi completamente di nero, le borchie, i capelli lunghi, è un richiamo e un omaggio alla tradizione germanica, anche se ad oggi è quasi una sorta di riconoscimento per tutti coloro che adorano questo genere, che col tempo è arrivato a inglobare anche altri tipi di Paganesimo.
Ma certamente l’ennesima incomprensione di quello che non si conosce è servita facendo leva su questa tanto agognata blasfemia, agli ignoranti per non perdersi un’ulteriore occasione di accusare di nuovo il Satanismo e il Paganesimo. L’utilizzo di questi simboli e modi di fare oltretutto ha una doppia valenza, oltre che come provocazione serve per qualcosa che io stesso sostengo: la selezione naturale. L’estetica Satanica di fatto, può predilire immagini crude, oscure, buie e grottesche, c’è chi si scandalizza alla vista delle foto di LaVey con le spade, tuttavia le armi non sono solo sinonimo di violenza, ma di difesa e protezione, aspetto che il Satanista tiene certamente in conto poiché mai porge l’altra guancia. Questa predilezione per lo scandalo può quindi sfociare in dipinti romantici o comunque con violenze esplicite, Caravaggio ne è un esempio, poesie quali “L’Inno A Satana” di Carducci, i poeti maledetti, Leopardi, i componimenti di Baudeleire, oppure, di nuovo, in ambito musicale, dove questa gente, stufa degli stupri alla propria tradizione e cultura, vuole tenere alla larga tutti coloro che non sono in grado di comprendere la filosofia che sta dietro il Black Metal. Esso è stato strutturato in modo da essere il meno accessibile possibile e da far allontanare chi si impressiona tanto facilmente alla vista del sangue o di un pentacolo, anche se, alle volte, il Satanismo è solo sfruttato per farsi pubblicità. Quindi anche qui l’uso della blasfemia ha il suo valore e la sua ragion d’essere.
La parte cruciale di un discorso tanto ampio e complesso come la blasfemia in ambito Satanico però, ritengo sia la sua applicazione nell’acidismo. Se c’è un nemico comune a tutti i Satanisti, oltre l’ignoranza che i monoteismi spargono come cioccolatini sui propri fedeli, certamente è questa corrente Pseudo-Satanica che compie atti osceni in nome di un Dio che da migliaia di anni si prende la colpa di tutto quello la cui responsabilità, è in realtà da attribuire all’uomo stesso. Orge, sacrifici di sangue umani e animali, bambini e feti abortiti posti su altari, droga, siringhe riciclate e prove di iniziazione quali spegnimento di sigarette sulle braccia, hanno un muro a confine con il vero Satanismo, che di questi atti innominabili viene sempre incolpato per venire continuamente diffamato. Citare il caso delle “Bestie di Satana” è ormai clichè, ma purtroppo questo non è l’unico caso avvenuto nel bel paese. Meno famosi ma certamente con il loro scalpore sono stati due episodi in cui due ragazze adolescenti hanno strangolato una loro amica come offerta a Satana simulando poi un suicidio, tra l’altro pessimamente organizzato, e quello in cui sempre un gruppo di ragazze ha ucciso una suora nel suo convento. Studiare e conoscere certe cose certamente è interessante dal profilo culturale e sociologico, anche per i veri Satanisti, ma disgustoso se si guarda la faccenda con occhi spirituali di un vero seguace del Culto. Quello dei gruppi acidi è quanto di più estremo possa esistere in ambito blasfemo, anche se questo modo di fare è dato dalle tendenze criminali di questi cristiani arrabbiati. Ma forse è niente a confronto degli idioti che usano il Satanismo e la spiritualità come un accessorio per il proprio ego e alla vista di immagini di suore che leccano crocifissi tirano giù un bel corollario di bestemmie facendo i leoni da tastiera. Questa gente è probabilmente il genere più idiota di essere vivente che possa esistere poiché si limita a portare un pentacolo, ascoltare metal, e strafogarsi d’alcool come i disperati perché “Il Satanismo è libertà”, e pubblica continuamente sui social inutili e stupide foto di crocifissi rovesciati e Diavoli in mezzo alle fiamme che fanno sesso con qualche bella ragazza. Ecco quindi che una frase tanto bella e vera quanto la sopracitata viene svuotata e riciclata, e un fattore tanto particolare come la blasfemia, perde il suo senso. Comunque, i veri eredi della tradizione Pagana che ci ha preceduto sbeffeggiano questa gentaglia e continuano il loro percorso alla ricerca della verità con una buona dose di repellente per queste erbacce che, presto o tardi, si taglieranno le radici da sole.
Questi cercatori della verità dunque non temeranno di utilizzare la blasfemia come meglio credono, sia che possa rappresentare un elemento cruciale all’interno di un rituale o che sia qualcosa di molto più volgare e inutile come una bestemmia quando ci si fa male. La blasfemia fine a sé stessa dopotutto può anche essere divertente e non a torto è più liberatoria di qualsiasi altra espressione in certi casi, ma quello che il Satanista riesce a fare è a non cadere nel comune inganno che per seguire il percorso si debba per forza sputare su croci e madonne. Nessuno vieta ciò, dopotutto, una certa avversione per un credo che tante tradizioni ha distrutto e tanta gente ha ucciso è anche normale, e se proprio uno ha voglia, una calpestata di un crocifisso per il semplice gusto di farlo non nuoce a nessuno. È proprio il caso di ripeterlo, “Il Satanismo è Libertà”, fate ciò che volete della vostra blasfemia, ma non portatela ad essere l’unico l’elemento del vostro percorso e della vostra evoluzione.

di LUCIUS WAGNER