INTRODUZIONE ALLA GOETIA

INTRODUZIONE ALLA GOETIA

Cos’è

L’ARS Goetia (o Goezia) è una pratica occulta che affonda le sue radici nell’antichità.
Questa parola proviene dal greco γοητεια (goēteia) che significa incantesimo ed era considerata la controparte oscura della teurgia, ossia la pratica divina o “celeste”.
La Goetia era ed è ancora oggi utilizzata per mettersi in comunicazione con le divinità “sotterranee” meglio conosciute come Demoni. E’ proprio attraverso di essa che gli antichi come i moderni esoteristi hanno imparato l’evocazione e l’invocazione di tali divinità.

Bibliografia goetica

Nella maggior parte degli antichi grimori medievali relativi all’esoterismo, viene fatta menzione della Goetia e dei 72 Demoni principali che più o meno tutti noi conosciamo. Ma la Goetia vide il suo picco massimo grazie ai testi Salomonici. Fu proprio Salomone nella sua Piccola Chiave ad elencare sigilli, descrizioni e rituali per poter lavorare con i Demoni.
Molti sono i grimori di matrice ebraica e cristiana ad aver usufruito di tale pratica, illustrando i rituali spesso e volentieri riportando l’attenzione al proprio dio. E’ infatti largamente diffuso in tali testi, rivolgersi ai Demoni con disprezzo, obbligandoli ad esaudire le proprie richieste nel nome di Yaweh.
Non c’è da stupirsi in realtà, come detto in apertura, la Goetia nasce in contrapposizione alla cosiddetta Scienza Divina: 72 Demoni e 72 angeli, due aspetti della stessa medaglia secondo alcune scuole di pensiero.
Molti altri autori di epoca moderna si sono affiancati alla Goetia: personaggi italiani così come gli autori de Il Libro Rosso e de Il Grimorio Nero, Paul Huson ne Il dominio della magia nera e molti, moltissimi altri.
La Goetia dunque è oggi ancora ampiamente utilizzata seppur molte volte rivisitata e modernizzata per essere più affine ai tempi odierni: sarebbe piuttosto difficile oggi ricavare determinati strumenti “come tradizione vuole”.

Goetia e Satanismo

Capita molte volte di chiedersi come può un Satanista approcciarsi ad una pratica che ha una matrice cristiana o ebraica. Come dargli torto? Sicuramente non esiste Satanista che abbia piacere nel leggere (e tanto meno praticare) qualcosa che rende il proprio pantheon una barzelletta.
Chi ha letto anche solo per sbaglio uno dei testi Salomonici ad esempio, avrà notato l’aria di superbia che Salomone adottava durante le sue evocazioni. Non vi era alcun rispetto nelle sue parole e sono la prima a rimproverare questa mancanza.
MA… c’è un MA.
Tutti noi sappiamo quanto le religioni monoteiste abbiano corrotto la Storia, la Spiritualità e la letteratura, quindi c’era da aspettarsi che in campo esoterico la maggior parte del materiale fosse inquinato.

Tra Satanisti si vede spesso una spaccatura, una divisione spesso netta riguardo la Goetia: c’è chi la ripudia in ogni modo poiché appunto corrotta e chi invece ne coglie gli aspetti più nascosti.
Vedete, quando si parla di Satanismo o affini, purtroppo ciò che ci è rimasto è davvero molto poco. Di originale oserei dire sia rimasto poco o niente.
Eppure, tra chi è pro e chi è contro la Goetia, tutti si rifanno ai 72 Demoni ed annessi sigilli.
La Goetia inoltre, descrive sì le caratteristiche dei singoli Demoni, ma ne riporta molto spesso anche le vicende bibliche: capiterà spesso quindi di imbattervi nelle solite storie degli angeli caduti, di paradiso e tutto il resto. E’ inevitabile che se ne parli.
Ma la Goetia è anche a volte riproposta in chiave più romantica, meno aggressiva, meno oscura (e anche più ridicola secondo me) come vediamo succedere nel sito di Joy of Satan. In questo sito la Goetia c’è, c’è eccome, ma leggermente addolcita ed accompagnata da descrizioni fisiche dovute alle personali esperienze dei suoi gestori.
Potremmo dire che il Pantheon cui fa riferimento la Goetia sia a tutti gli effetti il nostro Pantheon, il Pantheon ufficiale dei Satanisti. Non ha molta importanza in realtà l’approccio più o meno “oscuro” che si ha nei confronti dei propri Dèi, quella è una questione soggettiva e personale ed ogni Satanista ha il suo metodo.
La Goetia è stata sottoposta a molte evoluzioni, ma solo chi riuscirà a vederne cosa si nasconde dietro, saprà davvero come maneggiarla.

La Goetia nella Storia: l’evocazione dei demoni infernali

Ciò che segue proviene da una raccolta di studi e materiali storici che il nostro collaboratore Marco Barsotti ha gentilmente condiviso con tutti noi: una ricostruzione quanto più originale possibile della pratica dell’evocazione demoniaca nell’antichità. Una perla rara in un mondo di bugie.

Prima dell’evocazione dei demoni infernali, è necessario che lo stregone o goeta costruisca anticipatamente i simboli o caratteri o amuleti, cioè alcuni oggetti o figure che hanno una particolare attinenza, una simpatia, un collegamento magico, con il demone. Da quanto si sa sono gli stessi dei o demoni a rivelare all’uomo non solo la forma, ma anche le modalità per costruire
questi simboli o caratteri. E’ lo stesso Porfirio infatti a sottolineare che “non a caso noi riteniamo che i cattivi demoni siano sottoposti a Serapide, non solo perché sono attratti dai simboli, ma anche perché i riti propiziatori e i sacrifici espiatori (fatti in onore) di costoro (scil. dei demoni malvagi) si indirizzano a Plutone”. Dunque i simboli o amuleti, nel momento in cui vengono creati o disegnati, cominciano a generare una forza di attrazione e di collegamento tra il goeta ed essi, e nello stesso tempo vanno a muovere quelle forze cosmiche ed astrali che sono alla base dell’arte della magia, qualunque sia la sua finalità.
Dopo aver costruito i simboli e le figure o caratteri, il goeta può vestirsi con dei paramenti di colore nero sui quali vengono disegnati o raffigurati gli stessi simboli o caratteri, che come si e detto, hanno la funzione di creare un contatto di forze tra il goeta e il demone.
Spesso durante la preparazione per l’evocazione di uno spirito infernale è necessaria l’erezione del cerchio all’interno del quale il goeta e i suoi eventuali assistenti richiamano l’entità malvagia. Lo stesso Porfirio nella Lettera ad Anebo sostiene che “alcuni, (operano l’arte divinatoria) stando
all’interno delle figure (magiche), come coloro che sono posseduti dall’incarnazione (nel loro corpo dallo spirito)”. La finalità del cerchio dunque è quella di proteggersi da questi spiriti malvagi e irrazionali che potrebbero impossessarsi del goeta o di qualche assistente.
Gli strumenti utilizzati per la preparazione dei simboli, per le figure e per l’erezione del cerchio magico devono essere nuovi: la carta o pergamena dove si disegnano i simboli (deve essere vergine, gli strumenti non devono essere mai stati utilizzati prima perché un precedente utilizzo potrebbe creare – sempre per il principio della simpatia, cioè del collegamento che esiste tra l’oggetto materiale e il corrispondente spirituale – un precedente legame o una contaminazione che impedirebbe all’oggetto una completa corrispondenza con il demone evocato.
L’evocazione del demone deve essere fatta in un giorno e in un’ora del giorno precisa corrispondente alla natura del demone stesso: normalmente gli spiriti infernali vengono invocati in precise ore della notte e possibilmente con la luna nuova.
Fare un’evocazione in un’ora o in un giorno sbagliato, non solo non produrrebbe alcun effetto, nel senso che lo spirito non si farebbe vedere, ma sarebbe addirittura pericoloso. Porfirio nella Philosophia ex oraculis dice chiaramente: “non solo essi hanno rivelato la loro collocazione gerarchica e molti altri argomenti già detti, ma hanno anche indicato le cose che amano, le cose da cui sono dominati, e anche le forze che li sottomettono, le cose che bisogna offrire in sacrificio, da quali giorni bisogna stare alla larga”.
Dopo questi preparativi il goeta inizia l’evocazione dello spirito chiamandolo per nome e ordinandogli di presentarsi davanti al suo cospetto. Anche durante l’evocazione del demone lo stregone deve fare molta attenzione, sia per la buona riuscita dell’operazione, sia per la propria incolumità. Porfirio infatti riferisce che durante l’evocazione gli operatori si servono “di incantesimi e (formule) di protezione”. Spesso capita che i demoni malvagi sono recalcitranti a presentarsi all’evocazione del goeta: Porfirio, stesso spiega che “ora alcuni che hanno come d’abitudine quella di presentarsi, si sono fatti vedere molto facilmente, specialmente se sono buoni di natura; altri invece, pur avendo l’abitudine di presentarsi, desiderano fare qualche malefatta”.
E’ possibile inoltre che l’apparizione dei demoni malvagi venga preceduta da suoni in quanto, come dice Porfirio, essi “amano i timpani e i flauti e le grida femminili”, situazione questa che fa venire in mente la celebrazione di un sabbah di streghe.
Se l’evocazione viene fatta in modo corretto gli spiriti infernali possono assumere le sembianze di una bellissima donna o di un uomo per eccitare l’attrazione erotica dello stregone e renderlo quindi debole; oppure possono apparire in forme spaventose o “rendendosi simili a tutti gli animali” per atterrire l’operatore. Se nonostante i ripetuti tentativi degli spiriti infernali di spaventare gli officianti il rito, il goeta ha la forza di evocarli e di dominarli, essi gli ubbidiscono e soddisfano le sue richieste che possono consistere, per questo tipo di magia, nella preparazione di filtri d’amore per legare a sé una persona, oppure nel vincere un’ingente somma di denaro oppure nel fare del male ad una persona lontana.

Conclusioni

Nonostante nel precedente paragrafo si sia spesso parlato del soddisfacimento di desideri materiali, dobbiamo ricordare che i Maghi del tempo consideravano (e aggiungerei che erano obbligati a considerare) i demoni come qualcosa da cui attingere semplicemente profitti; non avevano con essi un legame come invece lo hanno oggi molti di noi. La libertà di culto era decisamente meno flessibile e per quanto si poteva, un atteggiamento come il nostro avrebbe probabilmente portato alla morte. Anche per questo bisogna vedere oltre le parole, poiché dietro di esse si possono scovare più tracce del pensabile.
Oggi più di allora, pensare di usare un demone per soli scopi materiali sarebbe sbagliato per un Satanista di stampo teista. I demoni non sono geni della lampada pronti ad esaudire ogni capriccio: possono indubbiamente aiutare in quel che è il loro specifico campo, ma non sono certo stupidi.
Attualmente per ottenere benefici materiali non è necessario doversi rivolgere alle entità, soprattutto se si difende a spada tratta il loro rispetto.
La Goetia, per quanto cruda, ha ispirato i più grandi occultisti del mondo che ci hanno dato modo di conoscere ciò che altrimenti avremmo potuto non scoprire mai. E’ attraverso la Goetia che oggi sappiamo riconoscere i segni distintivi dei nostri demoni e sempre grazie ad essa abbiamo le colonne portanti per poter evocare le diverse entità.
La Goetia ci ha lasciato molto più di quanto crediate e aprendo bene la mente inizierete a vedere come essa sia incredibilmente utile per il proprio Percorso Spirituale.
Che vogliate utilizzare le parole testuali o vogliate prenderne solo ciò che può ispirarvi, la Goetia ha dato tanto ai Maghi del passato quanto a quelli di oggi.

Ahsife Oscura e Marco Barsotti