Il Viaggio Astrale: introduzione allo sdoppiamento

La tecnica dello sdoppiamento nell’esperienza del Viaggio Astrale – presente in quasi tutte le culture – ha origine dal desiderio di trascendere gli esigui confini della materia. Da questa pratica ci deriva la certezza dell’esistenza di qualcos’altro, posto oltre il limite dei nostri sensi. Inoltre nella sua stessa somiglianza con la morte, l’arte di bilocarsi, chiave degli antichi rituali iniziatici, apre la via a qualsiasi conoscenza esoterica. Colui che sarà motivato a sottoporsi ad una volontaria uscita dal corpo avrà superato la prova estrema del confronto con la morte, traendone una notevole forza interiore. Lo sdoppiamento si inserisce quindi come scuola iniziatica di vita, presupposto per qualsiasi direzione si intenda intraprendere nel cammino verso la Conoscenza. Gli gnostici ed i cabalisti che indagarono sul mistero della Creazione giunsero a definirla come precipitazione di idee divine, pensiero fatto materia per mezzo della magia del suono; spirito e materia vengono allora a configurarsi come due diverse espressioni, due diversi modi di essere di una unica realtà: l’energia. Sebbene i nostri occhi fisici non siano in grado di percepirli, questo sistema di pensiero suggerisce, secondo uno schema logico, l’esistenza di una serie di piani intermedi tra questi due poli. Dal nostro piano fisico, il più basso, si passa – attraverso una progressiva rarefazione – agli aspetti più elevati dell’essere, il puro spirito. La teosofia ha denominato questa serie di piani gradualmente più sottili come piano eterico, meglio conosciuto come piano astrale.

Classificazione dei corpi sottili

Oltre al corpo materiale percepito dai sensi fisici e l’anima – eterna e spirituale – l’essere umano è composto di una serie di corpi sottili costituiti di materia impalpabile e luminosa. Essi sono destinati a sopravvivere alla morte del fisico ed a permanere per un certo periodo in altre dimensioni, in piani sottili dove si conduce un altro tipo di esistenza. Questi corpi sottili sono in grado, spontaneamente o mediante tecniche, di abbandonare l’involucro materiale, permanendo scissi più o meno a lungo e viaggiando alla velocità della luce nello spazio. Il corpo può essere suddiviso in questo modo:

  • Corpo fisico: esso è preposto alle funzioni fisiologiche, è tangibile, materiale e vibra ad una velocità molto lenta.
  • Corpo eterico: è un’esatta riproduzione priva di coscienza, del fisico e strettamente dipendente da questo, che vive sullo stesso piano sopravvivendogli al massimo qualche giorno. Esso funge da intermediario tra l’involucro materiale ed il corpo astrale. Esso si presenta di dimensione leggermente maggiore rispetto al fisico ed è la parte percepibile come contorno del fisico, fuoriuscente da questo solo di qualche centimetro quando i due corpi sono uniti. Tale corpo è conosciuto come aura.
  • Corpo astrale: sede della coscienza subliminale, dotato di sensi astrali, è il responsabile della vita emotiva e della percezione extrasensoriale chiamata chiaroveggenza, telepatia, precognizione. Il corpo astrale è nato prima del corpo fisico ed è emissario dell’anima; vivendo totalmente di eternità, si comporta come se avesse le stesse funzioni del corpo fisico: vista, udito e in minor misura il tatto. Prova le emozioni più semplici come gioia, paura, collera, ma con intensità minore rispetto al corpo fisico. Indifferente alla maggior parte dei conflitti collettivi, si preoccupa principalmente della sua evoluzione individuale.

L’uscita dal corpo rappresenta la possibilità per il corpo astrale di lasciare il corpo fisico: questa esperienza avviene da una separazione della coscienza e del corpo fisico. Il momento viene raggiunto quando il corpo si distende o quando è traumatizzato e la coscienza comincia a fluttuare: più tecnicamente, quando l’emisfero destro del cervello si rilassa.

Il Viaggio Astrale e la capacità di bilocazione

È possibile bilocarsi in molte occasioni, molte delle quali inconsapevolmente: mentre si dorme e si sogna ed in particolar modo quando si tratta di scene oniriche di caduta, volo o galleggiamento.

Si parla di bilocazione involontaria quando, senza mettere in atto alcuna tecnica particolare e senza averne l’intenzione, ci si trovi proiettati aldilà del corpo; l’esteriorizzazione volontaria invece implica un desiderio, un atto di volontà ad essa finalizzato e quasi sempre coltivato con pratiche specifiche. Le tecniche orientali come la trance e l’ipnosi rappresentano le colonne portanti di questa forma di sdoppiamento. Indipendentemente dall’intervento volitivo, lo sdoppiamento permane raramente consapevole in tutte le sue fasi: il momento dell’uscita e del rientro nel corpo fisico risulta particolarmente soggetto a veri blackout, interruzioni momentanee del flusso di coscienza; la memoria dell’esperienza appare sfumata in attimi di buio e di sprazzi di lucidità. La censura psichica giunge affinché venga steso un velo su questa esperienza forse ancora troppo traumatica, spingendola nei meandri dell’inconscio: ci si sdoppia ma non se ne è consapevoli, tanto che, a volte, resta solo uno stralcio di scene oniriche non ben definite.

Ernesto Bozzano, parapsicologo, distingue i fenomeni bilocativi in varie  categorie:

  • Sdoppiamento con coscienza del fisico: il soggetto percepisce il proprio doppio;
  • Sdoppiamento con trasferimento della coscienza nel doppio: il corpo astrale percepisce l’involucro fisico;
  • Sdoppiamento non consapevole nel sonno o in sogno: il doppio è percepito da altri ma non dall’individuo bilocato;
  • Sdoppiamento con consapevolezza sia nel fisico che nell’astrale.

Lo stato bilocativo può esaurirsi in pochi secondi nel caso in cui un rumore o un’eccessiva paura risucchino istantaneamente il corpo sottile nel fisico, così come può invece essere mantenuto per diverso tempo. L’assenza assoluta di eccitazione muscolare costituisce la condizione basilare dello sdoppiamento, frequente durante il sonno, ipnosi, meditazioni e tutte le situazioni di estremo rilassamento corporeo.

Il Piano Astrale ed il suo Popolo

Il mondo astrale ha una densità più “fluida” rispetto al mondo fisico e non ha limiti di tempo/spazio: proprio per questo il viaggio astrale permette di visitare luoghi del presente, del passato e del futuro, dando spesse volte occasioni per comunicare con i propri defunti e con il divino. L’astrale può prendere qualsiasi forma: caratteristiche e simbolismi terreni così come oltrepassare qualsiasi limite dell’immaginazione. Questo può facilmente succedere nello strato più “pesante” cioè quello più vicino a noi, il sogno, quando la realtà astrale e quella terrena si intersecano dando origine ad un mix tra divino ed umano. L’astrale è una “terra” sconfinata ma la sua esplorazione può essere molto pericolosa se non si fa estrema attenzione.

Lo spazio fisico è formato da quattro forze fisiche elementari, cioè tutti i fenomeni fisici che si verificano nel nostro pianeta e nell’Universo: forza gravitazionale, forza elettromagnetica, forza nucleare forte, forza nucleare debole. La nostra mente razionale ha la possibilità di razionalizzare un fenomeno solo se questo appartiene alle forze fisiche citate. Un fenomeno che non è possibile identificare nel settore fisico non è accettato in modo razionale dalla nostra mente; per poterlo accettare occorre amplificare lo spazio fisico e proiettarsi in un piano astrale; esso non è formato dagli elementi esistenti nella nostra sfera fisica. Il mondo astrale è composto di materia sempre più rarefatta man mano che si sale di livello ed è formato di una materia assolutamente non rigida come quella conosciuta nel piano fisico, bensì si tratta di materia astrale che si può trasformare, nelle sue forme, con il solo sforzo del pensiero: più questo pensiero è intenso, più facilmente riesce a plasmare la materia astrale, il principio dell’etere – meglio conosciuto come Akasha – ossia la Quinta Potenza.

Il piano astrale è abitato da un’infinità di esseri: parassiti energetici meglio conosciuti come larve astrali, anime dei defunti in stato di “letargo post-mortem”, entità spirituali di varia natura.

Nei primi istanti successivi alla morte fisica, l’anima trasmigra nel piano astrale e si mette in letargo per un periodo più o meno lungo: questo dipende dalla minore o maggiore quantità di forme-pensiero rimasta tra l’anima ed il corpo astrale. Queste forme pensiero divengono col tempo sempre più vitalizzate fino a diventare vere e proprie essenze dotate di una loro fittizia ma reale autonomia, destinata a dissolversi. Nel mondo astrale, quindi, un’anima inizia il suo cammino con un sonno tanto pesante e tanto necessario per acclimatarsi all’ambiente in cui è giunta. Nella vita, così come nella morte, l’essere ha bisogno di tempo per abituarsi non solo alla nuova meta, ma anche alla sua nuova forma ed identità. Questo, tra l’altro, è una delle spiegazioni più divulgate riguardo ai “fantasmi”: essi possono passare moltissimo tempo in questa sorta di limbo spirituale prima di passare a quello che potremmo definire livello successivo. Questo blocco consente a tali anime di comunicare in maniera più o meno garbato con gli abitanti del piano fisico.

Le larve astrali vengono create consciamente o inconsciamente, mediante intenso pensiero sensoriale: questi non sono esseri effettivi, bensì forme che vivono attraverso le eccitazioni sensoriali dello spazio fisico e si trovano nel piano astrale ad una densità bassissima. È infatti estremamente comune quando si compie un viaggio astrale o si opera magicamente, imbattersi in questi parassiti. Le larve sono degli input negativi che diminuiranno l’intensità della propria azione e – l’evento che noi vorremmo avvenisse – sarà per loro nutrimento.

Le entità elementari possono essere prodotte con sistemi magici o attraverso rituali: l’azione magica statica è l’azione magica che noi svolgiamo per compiere un rito affinché si verifichi un determinato evento; l’azione mentale è l’azione magica con cui creiamo in modo consapevole un elementare con la nostra energia mentale. Nel piano astrale la densità dell’elementare sarà direttamente proporzionale all’operatore che lo ha creato. Altri tipi di entità spirituali che possiamo incontrare nel piano astrale sono:

I Protettori, spiriti guida che assumono la forma di animali meglio noti come totem.

Il Maestro, spirito guida che ci aiuta a comprendere il mondo nel quale operiamo: esso contribuisce in particolar modo alla nostra crescita ed evoluzione spirituale.

I Messaggeri, entità che ci aiutano a sviluppare capacità psichiche come l’intuizione, la chiaroudienza, la chiaroveggenza e ci aiutano a ricevere messaggi ed altre forme di informazioni provenienti dall’altra dimensione.

I Guardiani della Soglia sono spiriti che ci assistono per proteggerci spiritualmente dalle entità negative ed operano come guardiani, permettendo solo agli enti positivi di comunicare.

I Chimici sono coloro che agiscono sul corpo fisico per alterare la sua configurazione chimica in modo da renderla adeguata alla comunicazione spirituale.

Lo Spirito Guida ed il suo ruolo nel Viaggio Astrale

Lo Spirito Guardiano ha tra i suoi compiti quello di non far allontanare troppo l’individuo dal piano di esperienze scelto. Nel piano astrale esso ha anche la funzione di anticipare l’ingresso ai livelli superiori, insegnando esperienze spirituali necessarie per permettere l’avanzamento in maniera più rapida. Ha la possibilità di insegnare al suo protetto come comportarsi per essere pronto all’avanzamento ed iniziare il cammino per evolvere sempre di più. Tale entità, presente grosso modo in tutte le culture conosciute, ricopre un ruolo fondamentale poiché non solo rappresenta una valida guida all’interno dei meandri di luoghi sconosciuti e garantisce protezione, ma ha il nobile scopo di istruire direttamente l’Iniziato attraverso quella che potremmo chiamare Conoscenza diretta. Tale Conoscenza infatti, raramente viene esposta e divulgata all’interno del patrimonio letterario noto ai più, bensì viene gelosamente custodita come Segreto Iniziatico. L’esperienza, infatti, molto spesso è nettamente superiore (da un punto di vista funzionale) rispetto ad una sola vastissima – ma sterile – istruzione letteraria; con questo non si intende affatto sminuire il doveroso valore dello studio, ma si vuole porre l’accento sull’importanza dell’esperienza personale acquisita nel tempo.

Il Viaggio Astrale nel Satanismo

Nel Satanismo la concezione di viaggio astrale è perlopiù simile alla maggior parte delle esperienze vissute da chiunque altro abbia fortemente a che fare con il proprio lato spirituale: non sarà affatto inusuale incontrare, nei mondi astrali, entità facenti parte del Culto di Satana – se non Satana stesso. Non vi è nel Satanismo un’idea chiara ed universale dei piani astrali per tutti i Praticanti, poiché il esso assume molte volte forme e similarità relative al singolo; tuttavia è possibile che molti Satanisti (e non solo) sperimentino esperienze comuni: l’incontro con il proprio Demone Guardiano (menzionato in questa sede come Spirito Guida) è tra quelle esperienze che la maggior parte degli Iniziati condividono tra loro. In diverse occasioni, il viaggio astrale può risultare molto vicino alla rappresentazione cabalistica dei Regni Qliphotici: non è difatti da considerare differente il viaggio astrale – inteso nel suo senso più comune, rispetto alla straordinaria esplorazione dei Regni Qliphotici già ampiamente commentati nel rispettivo articolo. La rappresentazione dell’Albero della Vita e della Morte, infatti, incarnano precisamente lo stesso significato del viaggio nei meandri delle Qliphot: l’esplorazione profonda è comune ad entrambi i tipi di viaggio, come anche la possibilità di fare incontro dei rispettivi abitanti. L’esplorazione qliphotica, in particolar modo, può essere considerata un vero e proprio viaggio tra i piani sottili. Se all’interno del viaggio “classico” non siamo in grado di definire i luoghi visitati, la letteratura cabalistica ci offre un’ampia rappresentazione di quel che si potrebbe trovare aldilà delle sfere fisiche.

Sia il viaggio astrale più comune, che l’esplorazione qliphotica, condividono i medesimi obbiettivi: l’avanzamento spirituale, l’incontro graduale con il Divino e – non meno importante – l’esplorazione profonda interiore attraverso le difficoltà di un Percorso Iniziatico.

Viaggio Astrale, Cos'è e Come Farlo 2

Guida pratica al Viaggio Astrale

Quando si sarà realmente pronti per effettuare un viaggio astrale in sicurezza, si potrà iniziare ad allenarsi fino ad ottenere i primi risultati: essi potrebbero impiegare molto tempo a manifestarsi, così come invece potrà essere possibile ottenerne più rapidamente; in entrambi i casi, molto dipende da vari fattori: concentrazione, volontà, applicazione, preparazione teorica nei confronti dell’argomento.

La concentrazione è l’elemento chiave che contraddistingue tutte le pratiche inerenti alla spiritualità: dalla semplice meditazione, all’operazione magica più complessa; tutto quel che riguarda l’utilizzo di energia sottile è chiaramente sottoposto al severo giudice della concentrazione.

La volontà è forse uno degli strumenti maggior menzionato in questo sito come anche in tutte quelle pratiche magiche esplorate nei vari libri: essa infatti rappresenta l’essenza stessa della Magia. Senza volontà, non esiste atto magico che possa realmente concretizzarsi; per quanto concerne il viaggio astrale, la volontà ed il controllo sulle proprie azioni è di fondamentale valenza, poiché solo attraverso questi due fattori è possibile lavorare nel macro e microcosmo.

Per applicazione si intende la determinazione e la costanza con la quale si porta avanti la propria pratica: nonostante i primi fallimenti, occorrerà continuare a lavorare finché i risultati non saranno ottimali. L’esercizio è alla base della perfezione.

Avere un bagaglio culturale sulle spalle e conoscere il più possibile l’argomento, è senz’altro qualcosa da non sottovalutare; nonostante la conoscenza teorica sia inevitabilmente limitata, può offrire una rudimentale base per una messa in pratica sicura. La preparazione intellettuale è da considerare come una mappa indicativa che possa offrire punti di riferimento che poi, con l’esperienza, saranno ampliati e meglio compresi. Nella casistica del viaggio astrale, conoscere la base teorica dei piani sottili e delle tecniche di sdoppiamento, risulterà fondamentale per un corretto approccio alla novità ed un solido strumento per meglio orientarsi: in fondo non sarebbe saggio addentrarsi in un fitto e sconosciuto bosco senza l’adeguata preparazione!

Dal punto di vista pratico, è stato molte volte ripetuto in questo articolo, la possibilità di effettuare viaggi astrali in maniera inconsapevole, attraverso le esperienze oniriche; è sconsigliabile sottovalutare questa grande capacità umana di elevarsi nell’esplorazione di mondi sottili durante il sonno: non è infatti da considerare meno importante rispetto ad una pratica volontaria.

Di seguito verrà descritto una tecnica molto semplice per iniziare a padroneggiare la capacità di viaggiare nel piano astrale:

Come per la pratica della meditazione classica, rilassatevi in un ambiente silenzioso ove nessuno possa disturbarvi; è consentito l’utilizzo di musica rilassante, incensi, candele e qualunque altra cosa possa accompagnare la vostra totale concentrazione e coinvolgimento. La respirazione gioca un ruolo molto importante, così come l’estrema attenzione nei confronti del vostro corpo. Ascoltate il vostro respiro e sentite il vostro corpo fisico diventare sempre più pesante: gradualmente avvertirete una sensazione molto particolare, un leggero formicolio degli arti che, man mano, si trasforma in una sensazione di galleggiamento. Sentite come il vostro corpo sembri prima cadere verso il basso in un vortice infinito, per poi stabilizzarsi ed infine risalire lentamente. La sensazione di galleggiamento ora diventa, attimo dopo attimo, sempre più vivida. Il vostro corpo si intorpidisce e sentite lentamente il distacco prendere il sopravvento. Inizierete a sentirvi sempre più leggeri e lontani. Lasciatevi guidare da queste sensazioni finché non sarete in grado di controllarle pienamente.  Lasciatevi andare, distruggete ogni paura che possa neutralizzare il vostro intento. Gradualmente comincerete a percepire il vostro corpo vibrare sempre più velocemente e vi sentirete sempre più leggeri e liberi dalla pesantezza del corpo fisico.

A questo punto, è possibile agire in due modi: nello stato di sonno e nello stato di veglia. Nel primo caso, continuate a mantenere il rilassamento del corpo e della mente, eliminando ogni tipo di pensiero; non resistete all’ovvia reazione di addormentarvi, bensì portate alla vostra attenzione il desiderio di accompagnare, alla fase onirica, la volontà di esplorazione. Nel secondo caso invece, mantenete la lucidità necessaria affinché la vostra esperienza sia quanto più nitida e cosciente possibile. In ambedue le situazioni, mantenete un ferreo controllo sul vostro corpo sottile che – molto lentamente – inizierà il suo viaggio. Quello che troverete aldilà delle barriere fisiche è prettamente personale, ma alcuni consigli utili possono essere considerati universali:

  • È importante ricordare di non allontanarsi troppo durante le prime esplorazioni astrali: così come nella vita reale, le possibilità di perdersi sono altrettanto concrete.
  • Limitatevi, durante i primi viaggi, ad osservare l’ambiente circostante: conoscere quel che vi circonda è il primo passo per potersi orientare nei viaggi successivi ed avere quindi modo di poter andare, di volta in volta, sempre più in profondità. Familiarizzate dunque con l’ambiente.
  • Evitare contatti con gli abitanti dei mondi sottili finché non saranno essi stessi ad avvicinarsi e comunicare. Siate abili ascoltatori silenti: nelle prime fasi di un viaggio astrale, si rivelerà ben più importante imparare ad ascoltare piuttosto che chiedere per primi. Le entità hanno molto da insegnare: dategli ascolto!

Una volta terminata l’esperienza, focalizzatevi sulla volontà di tornare ad unirvi al vostro corpo fisico. Vivete una sorta di regressione del procedimento di andata. Più sarete vicini alla soglia, più semplice sarà fare ritorno. È bene tenere a mente che la fase di ritorno può essere vissuta in maniera traumatica qualora vi fossero agenti esterni che possano disturbare ed interagire negativamente sulla delicatezza di questo momento: ora come non mai, è importante non lasciarsi prendere dal panico, da emozioni quali la paura, l’ansia o da imprevisti di vario genere – come rumori improvvisi o scuotimento del corpo fisico causato da terze parti. La fase di ritorno è estremamente delicata ed interferenze esterne possono causare gravi danni anche sulla salute del corpo fisico e si rende quindi essenziale effettuare la fase di ritorno in maniera cauta e graduale.

Durante le prime sperimentazioni con i viaggi astrali, può risultare difficoltoso riuscire nella fase di ritorno in maniera volontaria seppur cauta; proprio per questo motivo è consigliabile utilizzare dei metodi – probabilmente definibili come “grezzi” – per accompagnare il rientro nel corpo fisico; un esempio può essere il seguente:

  • All’interno delle varie sfere sottili, come già affrontato in questo articolo, la concezione di spazio e di tempo sono completamente alterate: quello che nel mondo materiale è considerata un’ora, nel mondo astrale potrebbe essere percepita come un’intera giornata; sapendo questo, si fa necessario impostare un arco temporale di permanenza nei mondi astrali: non avendo la percezione terrestre, in altri mondi, è consigliabile l’utilizzo di un timer elettronico (come il comune timer del telefono o una sveglia) che possa aiutare il soggetto nel suo viaggio di ritorno. È di estrema importanza utilizzare una suoneria dai toni dolci, possibilmente suoni della natura e – soprattutto – impostarne il suono in maniera crescente affinché il risveglio avvenga il più gradualmente possibile; è da ripetere ancora una volta quanto possa rivelarsi pericoloso un risveglio brusco.

Terminata l’esperienza e rientrati in sicurezza nel corpo fisico, è caldamente consigliato effettuare delle lente respirazioni che avranno durata fin quando la vibrazione del corpo non si sarà stabilizzata; la sensazione di torpore può essere molto forte ma è essenziale cercare di mantenere il ricordo dell’esperienza il più vivido possibile e trascriverne le memorie per non perderne traccia nel tempo.

Ahsife Oscura

 

Fonti

Comprendere e praticare il viaggio astrale, Laura Tuan

Viaggi fuori dal corpo. La pratica del viaggio astrale, Bernard Raquin

Tecniche di dominazione magica e verbale, Silvio De Rosa

Teoria e pratica del viaggio astrale, Bruce Goldberg

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