FESTIVITA’ PAGANE: COSA SONO E COME CELEBRARLE

FESTIVITA’ PAGANE: COSA SONO E COME CELEBRARLE
INTRODUZIONE

 

Le otto vacanze solari del calendario occulto vengono usate anche dai satanisti per gestire progetti e obiettivi annuali o a lungo termine.
La primavera è un periodo per il rinnovo e l’iniziazione.
L’estate è una stagione di maggiore attività e opportunità.
L’autunno è un momento per rallentare e prepararci per la prossima stagione.
L’inverno è una stagione per il riposo e per l’introspezione.
Applicando il Calendario solare, possiamo essere meglio preparati per soddisfare le nostre esigenze per tutto l’anno.

 

IMBOLC – 1 FEBBRAIO

 

Imbolc è l’antica festa irlandese del culmine dell’inverno, che cadeva tradizionalmente il 1º febbraio, nel punto mediano tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera.
Imbolc aveva da tradizione il riconoscere le avvisaglie della nuova Crescita all’interno della terra: essenzialmente un’occasione per i celebranti per liberare il legno morto e permettere una nuova crescita.
Imbolc offre un’opportunità per il satanista di valutare ciò che sono ed hanno ottenuto nella propria vita, dai beni materiali ai progetti, ai problemi personali, e decidere cosa sarebbe meglio eliminare per raggiungere l’obiettivo preposto. Imbolc è una sorta di periodo di pulizia dove si rimuove tutto ciò che è di ostacolo alle nostre intenzioni per sostituirli con ciò che può invece essere funzionale.

 

Canto di Imbolc

 

“Si stava così bene allora, ai tempi dei Grandi Riti.

Imbolc era splendida, non come le feste di oggi nelle

chiese fredde e buie. Si stava nei campi e si giocava,

si contemplava la natura, si beveva succo d’uva e si

godeva il piacere dell’amore. Che c’era di male?

Oggi avete cancellato tutto questo con penitenze, castighi

e rinunce. Di questo passo l’Inferno è qui su questa Terra,

mentre allora noi Streghe abbiamo gustato il Paradiso“.

 

POESIA DI IMBOLC

(Di Bruno Salerno)

 

“Nel cambiamento
è la vita
metamorfosi
che si rinnova
continuamente
dalla propria morte
ad ogni luce
così
fuori dal tempo
voglio rinascere
per realmente
vivere
e occupare il nulla
nello spazio senza confini
di un battito d’ali.”

 

RITUALE PER IMBOLC
(Di Devon Scott)

 

Sul vostro solito tavolo da lavoro, ricoperto con un panno bianco, mettete a sinistra un mazzo di fiori bianchi freschi, a destra l’incensiere con incenso liturgico, al centro tre candele bianche, disposte a triangolo con la punta in alto. Subito sotto le candele mettete un foglio bianco, sul quale avrete scritto che cosa non vi è piaciuto dell’anno precedente, i problemi che gli altri vi hanno causato, quelli che voi avete causato agli altri ed a voi stessi, le vostre paure, i dispiaceri, le frustrazioni, le cose lasciate a metà e non concluse.
Di fianco al foglio bianco mettete un foglio rosso, sul quale avrete scritto tutte le cose che avreste voluto fare e non avete fatto, i vostri progetti, i vostri desideri. Fate molta attenzione e cercate di essere il più possibile precisi ed esaurienti nel compilare le due liste. Usate una penna, non una macchina per scrivere o un computer. Metteteci tutto il tempo che vi serve, basta che siano pronte per il momento del rito. Infine, vicino a voi mettete una pentola di metallo, vuota, con sottopentola. Fumigate qualche minuto con l’incenso, poi accendete le tre candele partendo da quella in alto e scendendo in senso orario (in alto, candela in basso a destra, poi in basso a sinistra).
Cominciate con la formula, cercando di concentrarvi al massimo:

“Triplice luce dello Spirito,
Illumina la mia mente e il mio cuore.
Davanti a te, ecco, sono io
(dite nome e cognome)
avvolto nelle tenebre del dolore,
nei veli dell’insicurezza e dell’ignoranza.
L’anno da poco finito mi ha portato questo…”

(a questo punto prendere il foglio bianco e leggete
ciò che avete scritto di vostro pugno e con le vostre parole;
finito di leggere, mettete il foglio sulla candela in alto per farlo incendiare.

Tenetelo il più possibile in mano; prima di scottarvi buttatelo nella pentola,

dove finirà di bruciare senza danni.
Nel frattempo dite:)

“Io brucio sulla tua fiamma
tutto il dolore e gli errori del passato.
Che il fuoco sacro purifichi
il mio corpo ed il mio spirito,
allontanando ogni male visibile ed invisibile.
(Prendete poi in mano il foglio rosso)
Davanti a te, Triplice luce dello Spirito,
metto il mio futuro.”

(A questo punto leggete ciò che avete scritto,
come fatto prima; finito di leggere, mettete anche questo foglio
sulla candela in alto e fatelo incendiare.
Tenetelo il più possibile in mano; prima di scottarvi buttatelo
nella pentola, dove finirà di bruciare senza danni.
Nel frattempo dite:)

“Che la tua luce illumini i miei passi
e mi guidi ad un futuro radioso.
Che il fuoco di queste candele
sia sempre acceso dentro di me.
Così sia.”

Lasciate accese le candele fino a quando si consumeranno del tutto.
Raccogliete poi gli avanzi della cera, la cenere dei fogli e i rimasugli dell’incenso e buttate tutto, entro sette giorni, in acqua corrente.

 

OSTARA – 21 MARZO

 

Ostara, chiamata anche Eostre, Eastre oppure Eostar, è uno degli otto sabbat pagani, che celebra il giorno dell’equinozio di primavera, il 21 marzo. Siamo di fronte alla magia di un nuovo inizio, nell’armonioso equilibrio di luce e buio, siamo al mattino del mondo, nella luce crescente e chiara che, giorno dopo giorno, allontana il ricordo del buio dell’inverno. Nell’equilibrio e nell’armonia di luce e buio, luna e sole, si apre un mondo nuovo, che promette fertilità e abbondanza, nuovi colori e nuovi profumi: la Primavera, stagione di creatività e di danze gioiose.
La natura comincia a manifestarsi in una veste di grazia e vitalità, rivelandosi lentamente e con timidi accenni di nuove forze ed energie.
Ostara era il riconoscimento tradizionale della Primavera e del suo Equinozio, una festa della fertilità che si concentra sulla giovinezza e sulla nuova nascita.
Per i satanisti, Ostara fornisce un indicatore per controllare il successo iniziale dei propri progetti e altri sforzi, oltre a determinare quali progetti potrebbero non essere produttivi.

 

BELTANE- 1 MAGGIO

 

Rodmas – Beltane è un momento in cui le energie della luce e della vita si manifestano nel loro aspetto più gioioso e trionfale.
Questo è un tempo in cui celebriamo il ritorno dell’estate e della fertilità, periodo di scampagnate e feste all’aperto.
E’ un periodo dell’anno in cui di solito ci sentiamo fisicamente bene, in cui i nostri bioritmi si sono adattati alle accresciute ore di luce e ci siamo lasciati alle spalle i momenti critici della fine dell’inverno e dell’inizio della primavera.
Quindi è il momento adatto per operare, per condurre a realizzazione le cose che ci siamo prefissati di compiere.
Anche psicologicamente i nostri pensieri si volgono all’esterno, per fare e operare.
Questa estroversione stagionale fa sì che questa sia un’epoca propizia ai nuovi amori e alle nuove amicizie, come anche al rafforzamento delle relazioni già esistenti.
Per i satanisti, questo è un giorno in cui molti dei progetti annuali entrano nella loro pienezza e cominciano a generare un profitto. Si inizia insomma a fare i primi progressi.

 

Canto di Beltane

 

“Ecco accendersi i fuochi di Beltane….

Anno dopo anno secolo dopo secolo si sono arrampicati fino a noi.

Mormorano parole al vento, ricordi sensazioni perse nel mare del tempo.

Da una fiamma ad un’altra, da fiammella a grande falò in un istante.

Matrimonio tra gli Dei, inizio della calda ed inebriante estate.

Il matrimonio tra i gli Dei è celebrato. I fiori candidi di biancospino cingono il loro capo,

Ai loro piedi ha inizio la nostra festa. Brindiamo, celebriamo la vittoria

del nuovo Sole sull’oscurità. Usciamo dalle case, odoriamo il vento,

questa notte è davvero magica ogni supplica vola in alto tra

le fiamme ancora una volta, per diventare realtà“.

 

RITUALE DI BELTANE
(Di Devon Scott)

 

Su un panno giallo di tela nuovo mettete a triangolo (con la punta in alto verso EST) tre candele rosse; al centro del triangolo una ciotola piena di petali freschi di rosa rossa; di lato, a destra, un piattino o un incensiere con un carboncino e dell’incenso mescolato a foglie di mirto e di ruta seccate ed a fiori di verbena (si compra tutto in erboristeria). Tra la mezzanotte e le sei di mattina del primo di maggio (scegliete l’ora che preferite) mettetevi davanti al tavolo con sopra il panno ed il resto, accendete le tre candele, il carboncino con l’incenso e le erbe, e pronunciate questa invocazione:

 

“Ascoltate la parola della Grande Madre.
Nei tempi antichi fu chiamata con molti nomi.
Ogni uomo ed ogni donna le rendevano omaggio.
Onoratela con la luna piena.
Adorate la Madre Terra.
Adorate la Regina della Magia.
Adorate colei che da gioia.
Adorate la Madre di tutto ciò che vive.
Adorate colei che tutto illumina.
Adorate la dea della luce.
Ella ci dà nutrimento.
Ella ci soccorre nel bisogno.
Ella ci conforta nel dolore.
Ella sostiene i cuori sinceri.
Ella ascolta le nostre suppliche.
Ella ci indica la strada del bene.
Adorate, ora e sempre, la Madre Terra.”

 

Lasciate candele e incenso a consumarsi completamente, poi buttate in acqua corrente tutti gli avanzi.

 

LITHA – 21 GIUGNO

 

Litha (Midsummer, Festa dell’Estate, Notte di San Giovanni, Le Erbe) corrisponde al fenomeno stagionale conosciuto come Solstizio d’Estate. Il Sole si ferma nuovamente ma questa volta a sfavore dell’Oscurità, infatti Litha è il giorno più lungo dell’anno (al contrario del Solstizio d’Inverno). La parola deriva probabilmente da Ligo, Ligo, un ritornello cantato dalle popolazioni nordiche durante la ricorrenza. Gli antichi sassoni accendevano falò e ballavano nelle foreste commemorando la felicità del Ritorno della Luce, si intrecciavano corone e si addobbavano le porte delle case con betulle e fiori come protezione. Il solstizio d’estate è una celebrazione del successo e della crescita, ma anche un riconoscimento delle stagioni e dei periodi a venire. E’ il giorno più lungo dell’anno, le forze solari sono al massimo della loro altezza ma allo stesso tempo comincerà anche il progressivo declino nel corso del resto dell’anno a venire.
Litha, per i Satanisti, è un giorno per onorare Lucifero e l’influenza dell’iniziatore nelle nostre vite. È un giorno per godersi i propri successi per i quali si ha faticosamente lavorato durante la prima metà dell’anno, ed è anche un’opportunità per valutare le proprie esigenze.

 

RITUALE DI LUGHSANAD
(Di Devon Scott)

 

Questo rituale deriva dal Rituale Mithriaco; propizia il risanamento di situazioni economiche problematiche.
Eccovi la formula (da ripetere tre volte di seguito):

“Tu che sei nato prima di me,
tu che sei al principio,
Fuoco del fuoco che è in me,
Acqua dell’acqua che è in me,
Aria del soffio che è in me,
Terra della polvere che è in me,
fai che io, X Y (dire il proprio nome e cognome),
trattenuto dalla mia natura inferiore,
piegato dal bisogno e dal dolore,
sia elevato alla nascita immortale,
affinché io possa contemplarti,
affinché io possa rinascere all’intelligenza,
affinché io possa vedere il Fuoco sacro.
Purificato da questa sacra cerimonia,
io mi innalzerò con il tuo sfolgorio
per vivere nel tuo splendore.
E così in eterno.”

Finita la formula, spegnere la candela con due dita bagnate e buttare dell’acqua sull’incenso per spegnerlo. I resti dei rituali (fiori, cenere di incenso e mozziconi di candela) vanno buttati via in acqua corrente.

 

LAMMAS – 1 AGOSTO

 

Segna il primo raccolto, la prima fase del raccogliere i frutti della Crescita avviata all’inizio dell’anno.
I Satanisti possono usare questa festa per iniziare a riflettere sulle energie che hanno investito in progetti in corso, ponendo maggiore attenzione su quelli che si dimostreranno più vantaggiosi. Come per Imbolc, è un momento per rimuovere dalla nostra vita quello che non ci soddisfa, per eliminare ciò che è inutile e poter migliorare il nostro successo con altri progetti.

 

MABON – 21 SETTEMBRE

 

Mabon, è una festa iniziatica, che sia per i Celti che per gli antichi popoli, corrispondeva ad una delle quattro festività minori, presenti nella ruota dell’anno, di cui è anche l’ultima celebrazione, che con Samhain, (meglio conosciuta come Halloween) chiude e riapre il ciclo dell’anno.
L’equinozio d’autunno è un’occasione per i satanisti di iniziare a porre fine ai progetti avviati all’inizio dell’anno e cominciare davvero a muoversi nei confronti di nuovi e più fruttuosi progetti.

 

 

Canto di Mabon

“La luna cresce e il sole cala in un cerchio

delle streghe nella notte di Mabon.

Il secondo raccolto ripulisce i campi,

un secondo raccolto d’amore.

Noi danziamo tra le colonne, attraverso i mondi,

attraverso le stagioni, nella bilancia dell’eternità in movimento.

Avvertiti in anticipo dal granoturco che prenderà la strada

verso le ali dell’inverno. E la Signora si trasforma

da Madre a Crone. Così danzano le figlie della terra…

al centro della spirale tu troverai desiderio di rivivere”.

 

RITUALE PER MABON
(Di Devon Scott)

Dopo un bagno purificatore, indossate abiti puliti e comodi. Avrete come sempre preparato il tavolo con un panno bianco pulito e fumigato per 15 minuti con incenso. Alla vostra destra deve stare l’incensiere, a sinistra un mazzetto di fiori bianchi ed un piattino con dentro un pizzico di sale grosso e un pizzico di terra, al centro del tavolo una candela bianca. Accendete la candela bianca e dite nove volte di seguito:

“Ti invoco, luce che scacci le tenebre.
Entra in me ed illuminami.
Brucia sul fuoco il peso dei miei errori,
Perché io possa rinascere purificato/a.
Allontana da me ogni minaccia,
Cancella ogni pericolo,
Proteggimi e distruggi ogni male.”

Spegnete la candela, ma non buttatela; ogni giorno, prima di cena, accendetela per pochi minuti, concentratevi e ripetete la formula tre volte. Continuate fino ad esaurimento della candela. Gettate via, invece, tutto quello che vi è servito per il primo rituale.

 

SAMHAIN – 31 OTTOBRE/1 NOVEMBRE

 

Questo periodo, ricco di festeggiamenti, veniva chiamato dai celti Samhain, un termine derivante dal gaelico samhuinn che significa summer’s end, conclusione dell’estate.
Tramite lo Samhain si ringraziavano gli dei per il raccolto dell’anno appena concluso e per il bestiame in salute e si invocava la loro benevolenza per l’anno in procinto di cominciare. Tema centrale del Samhain era la morte, condizione che la popolazione celta viveva in quel periodo: la terra in inverno era come addormentata, la vita condotta durante i periodi più caldi dell’anno era morta per alcuni mesi, e tutto si spostava nel sottosuolo luogo di riposo dei morti. Ecco che il tutto si collega al culto dei morti che nel popolo celtico era molto sviluppato.
Essi credevano infatti che la sera della vigilia del nuovo anno Samhain riconducesse a sé le anime dei morti e che queste si unissero ai vivi creando un momentaneo sconvolgimento temporaneo e spaziale. La leggenda rievocava quindi la paura della morte e la combinava all’allegria dei vivi e dei morti stessi per i festeggiamenti inerenti l’anno nuovo.
Samhain è stato il raccolto finale per molti dei Pagani della vecchia Europa.
Era anche una celebrazione del regno dell’oscurità, la “Notte selvaggia” per celebrare gli ultimi successi prima della venuta dell’inverno.
Questo è un giorno per chiudere la maggior parte dei progetti annuali e per prepararsi completamente per i prossimi mesi invernali.
Le celebrazioni solari seguono l’ascesa e la caduta del sole, e in alcune culture sono state simboleggiate dalla figura di due “re”, un re per l’Abbondanza ed un re del Declino.
Nel satanismo, questi due re sono simboleggiati come Lucifero, la stella nascente e Satana, il dio oscuro. Questi re non sono in opposizione, ma sono due fasi della stessa Forza, ognuna necessaria e preziosa.
Non si pensi dunque al Declino come qualcosa di negativo, bensì come una Rinascita assolutamente indispensabile.

 

RITUALE DI SAMHAIN
(La dea interiore, di Kris Waldherr)

Con l’approssimarsi di Samhain, prima che vi rechiate a festini o a cerimonie, concedetevi un po’ di tempo per rimanere da sole. Ponete una tovaglia di tela nera su un tavolo e accendete una candela nera. Collocate sul tavolo tutti quegli oggetti che sono evocativi di Arianrhod, dea della morte – una piccola ruota d’argento, una piuma di corvo, fiori recisi, ossa bianche. Ponete anche un’urna ignifuga sul vostro altare e prendete un foglio di carta e una matita.

Alla luce della candela nera, pensate alle persone da cui siete separate, non importa se con il corpo o con l’anima.
Lasciate che le vostre emozioni e i vostri pensieri assumano ogni tipo dì forma: che cosa avreste voluto dire prima che fosse troppo tardi? Che cosa è rimasto in sospeso? Che cosa vi manca di più in quelle persone? Quali aspetti della loro vita avete integrato nella vostra?

Quando siete pronte, annotate le vostre risposte. Fate con calma. Affinché il rito funzioni appieno, sarebbe opportuno occuparsi di una sola persona per seduta. Se necessario, potrete ripetere questo rito in una notte di luna nera.

Una volta terminato di scrivere, rileggete le vostre risposte. A questo punto, introducete il foglio di carta nell’urna e bruciatelo. Immaginate che il fumo prodotto dalla carta che brucia trasporti i vostri pensieri in quel regno lontano dove si è recata la persona a cui tenete.

Osservate il fuoco che trasforma il vostro foglio in cenere e quindi in polvere. Non appena si saranno raffreddate, portate le vostre ceneri all’aperto e lasciate che il vento freddo di Arianrhod le sospinga dove lei desidera.

 

YULE – 21 DICEMBRE

Mentre l’anno volge al termine, le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi, fino al giorno del Solstizio invernale, il 21 dicembre. II respiro della natura è sospeso, nell’attesa di una trasformazione, e il tempo stesso pare fermarsi. E’ uno dei momenti di passaggio dell’anno, forse il più drammatico e paradossale: l’oscurità regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sulle brume invernali.
Dopo il Solstizio, la notte più lunga dell’anno, le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi.
Come tutti i momenti di passaggio, Yule è un periodo carico di valenze simboliche e magiche, dominato da miti e simboli provenienti da un passato lontanissimo.
La festa di Yule è il riconoscimento della fine di un ciclo solare e l’inizio di quello nuovo. Tradizionalmente una celebrazione del solstizio d’inverno, in cui culture antiche credevano che il sole morisse e rinascesse ogni anno. Le loro celebrazioni coinvolgevano molti simboli che suggerivano l’immortalità, come gli alberi sempreverdi, il fuoco e lo scambio di doni per onorare la nascita di un nuovo anno.
La celebrazione moderna di Yule prevede il rinnovare se stessi ed i nostri legami con amici e familiari.
Yule offre anche un’opportunità per valutare le nostre strategie rispetto all’anno precedente e svilupparne nuove per migliorarci ulteriormente.

 

 

Canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk

“Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!”

 

RITUALE PER YULE
(Di Devon Scott)

Il rituale magico più importante del mese è la celebrazione del Solstizio d’Inverno, la notte più lunga dell’anno.
Il rituale per festeggiare il Solstizio è di origine celtica; può essere collettivo oppure potete farlo da soli. Nella stanza che usate per operare stendete sul solito tavolo il panno bianco, mettete a destra un incensiere con carboncino ed incenso liturgico (o incenso di sandalo), a sinistra un mazzo di fiori gialli, una pagnotta dolce (o una focaccia dolce, meglio se preparata da voi), un coltello nuovo e del vino; al centro tre candele color oro, a formare un triangolo con la punta in alto. Su un ripiano a parte preparate dei bicchieri. Chi opera si metta davanti al tavolo, voltato verso Est; se ci sono altre persone, circonderanno il tavolo-altare, tenendosi per mano. Fumigata la stanza per almeno 15 minuti, accendete le candele, poi dite nove volte:

“Entrino in me (o “in noi” se ci sono più persone)
le forze dell’universo,
rinasca in me la vita con la rinascita del sole.
Che la luce dello spirito mi illumini e mi indichi la strada,
perché io possa sempre camminare nel bene
sulla via dell’amore Infinito. E così sia.”

 

A questo punto tagliate col coltello la pagnotta e distribuitene una fettina a ciascuno dei presenti (tagliatene una sola per voi, se non c’è nessun altro); versate il vino nei bicchieri e datene uno a ciascuno dei partecipanti. Lasciate consumare le candele fino alla fine.
Nella cerimonia originale il dolce (che conteneva miele e pezzetti di frutta secca) era accompagnato da idromele, ma data la difficoltà a reperire la bevanda, potete sostituirlo con un vino dolce liquoroso.
Come potete vedere, la simbologia dell’Agape, cioè del banchetto collettivo, pur nella sua semplicità richiama sia l’amore fraterno che fortuna e prosperità (indicate dai pezzetti di frutta).

CONCLUSIONI

Insieme al ciclo solare vi è il ciclo lunare.
Mentre il ciclo solare si è concentrato principalmente sulle esigenze dell’intera società coinvolta, il ciclo lunare è maggiormente rivolto all’individuo.

Esbat

Seguendo il ciclo della luna, gli Esbat sono i giorni in cui si celebrano le lune nuove o le lune piene, a seconda della necessità dell’individuo;
Come per i Pagani, anche i Satanisti possono celebrare gli Esbat dedicandosi allo studio individuale, alla propria ricerca religiosa o filosofica o ai lavori ritualistici individuali o di gruppo.

 

(Traduzione parziale da “Baphomet Codex”)