COS’E’ LA KABBALAH

COS’E’ LA KABBALAH

Introduzione

La Kabbalah (o Cabala o anche Qabalah) è “un’antica saggezza che svela i segreti del cosmo e della vita. Letteralmente, la parola Kabbalah vuol dire “ricevere”. È lo studio di come raggiungere l’appagamento nella propria vita.” (kabbalah.com)
Questa è la definizione migliore per capire questo vastissimo e complesso argomento.
La Kabbalah è una dottrina esoterica che descrive la creazione dell’Universo e dell’anima e spiega il modo in cui l’uomo può progredire attraverso vari stadi evolutivi.
All’interno di essa sentirete spesso parlare di Sephiroth e di Qliphoth , rispettivamente “la luce” e “le tenebre”. Voglio sia chiaro fin da subito – soprattutto per i nuovi all’argomento – che nonostante si possa parlare di “angeli” e “demoni” non necessariamente ci si riferisce alla religione: diciamo che bene e male sono parole di comodo in questo caso; al posto di Dio ci si può riferire ad una qualsiasi entità solare (vedi Apollo ma anche lo stesso Lucifero portatore di luce), come per Satana ci si può riferire ad entità “sotterranee” o più oscure (Loki, giusto per fare un esempio). Così come ci si può invece riferire ad archetipi psicologici senza dover per forza tirare in ballo le entità.
Come ogni buon esoterista/occultista dovrebbe sapere, il concetto di bene e di male sono assai relativi: nella Kabbalah ciò che si va ad evocare – che siano Sephiroth o Qliphoth – hanno certamente le loro caratteristiche, ma acquisiscono un valore specifico in base al contesto ove le andrete ad inserire: un Cristiano vedrà di pessimo occhio le Qliphoth così come nella maggioranza dei casi un Satanista vede altrettanto male le Sephiroth; questo succede perché l’Uomo non ha ancora imparato a vedere oltre e la Kabbalah ne è il più lampante esempio.
Essendo la Kabbalah di matrice ebraica, molti Satanisti ne hanno un’opinione molto, molto discutibile, ma qui si torna al discorso di poco fa: si devono demolire certi blocchi, lasciando andare gli strascichi delle passate religioni sia da una parte che dall’altra.
Tutto ciò però non ci vieta di preferire le Qliphoth alle Sephiroth (o viceversa), d’altra parte ognuno ha le sue preferenze (e personalmente parlando, anch’io mi trovo meglio con l’aspetto più “oscuro” della Kabbalah) ed è più che giusto che si lavori con ciò che sentiamo più affine.
La Kabbalah insegna principi universali validi per qualsiasi persona di ogni fede e religione, indipendentemente dall’etnia o dall’origine geografica e per questo, è molto più dinamica di quanto non si creda.

Origini della Kabbalah

Essa si è sviluppata in Europa e affonda le radici nel pensiero greco, dove sono nate correnti come lo gnosticismo e l’ermetismo. Addirittura lo scrittore americano S. Flowers nel suo libro Hermetic Magic sostiene che esiste anche una Kabbalah greca originale e pagana. La sua tesi venne inoltre sostenuta da K. Berry nel libro The greek Qabalah.
Inizialmente infatti la Kabbalah non aveva legami importanti con alcuna religione ma sembrava avesse caratteristiche filosofiche DAVVERO universali; solo più tardi prese caratteristiche di stampo ebraico.
Durante il Rinascimento si sviluppò la Kabbalah cristiana, grazie soprattutto all’ermetista Pico della Mirandola che sostenne di aver trovato nella Kabbalah molti più riferimenti al Cristo che alla religione ebraica in sé.
Ma come dice T. Klarsson nel suo “La Kabbala e la magia goetica”, per un praticante della Kabbala la sua origine ha una importanza minore, poiché ciò che gli interessa è constatare se il metodo si è rivelato adattabile al proprio personale percorso spirituale.

L’albero della vita (le Sephiroth)

L’albero della vita illustra la relazione di ogni Sephirah (Sephiroth al singolare) con la struttura dell’uomo e la sua creazione. Ne esitono molte versioni ma la più comune è quella elaborata dal Qabalista Kircher.
Esso si struttura in 10 Sephiroth (o Sefiroth) ossia i dieci numeri primordiali.
Le Sephiroth sono princìpi cosmici, “emanazioni” che scorrono dalla fonte divina (che potete chiamare Dio come invece Vita stessa: come detto in apertura è tutto molto relativo).
La prima Sephirah corrisponde alla prima fase del tutto, l’Inizio di ogni cosa, la Creazione. L’ultima invece corrisponde al completamento e alla manifestazione finale di ciò che è stato creato.
Questo albero è una efficentissima mappa basata sul misticismo numerico universale ed applicabile a tutti i miti e tutte le epoche.
Il primo principio dell’albero della vita si fonda sulla trinità, che non per forza deve essere inteso a livello religioso: può identificarsi come l’essere, il non essere (cioè il nulla) e la creazione; la donna, l’uomo ed il figlio; il segno più (+), il segno meno (-) e lo zero (0) [valori che troviamo tra l’altro anche nella Magia Sessuale]; la tesi, l’antitesi e la sintesi.

La Caduta

Si sente spesso parlare di Caduta e primo tra tutti vi è la storia di Lucifero, “l’angelo caduto”.
Anche nella Kabbalah vi è il concetto di Caduta, che rappresenta appunto la caduta dell’uomo nel regno materiale e l’allontanamento dalla spiritualità (qualunque essa sia).
Questa caduta infatti isola l’Uomo dal mondo spirituale e apre un abisso tra esso ed il divino. L’obbiettivo dell’adepto (così chiamato dai Qabalisti) è quello di tornare ad avere un contatto con la spiritualità.
Ma la Caduta, per chi invece segue il Sentiero di Mano Sinistra, è una condizione in cui si persiste per trovare da sé la propria auto-deificazione.
In parole povere si tratta di modi diversi di ottenere la stessa cosa: tornare ad essere un Dio.
La Caduta non è un mito che si trova solo ed esclusivamente nei testi biblici o ebraici, ma si trova in quasi tutte le mitologie.

L’albero della conoscenza (le Qliphoth)

Le Qliphoth (o Klipot o Qlifoth) potremmo definirle come le “radici” dell’albero della vita, il riflesso oscuro delle Sephiroth, la parte più inconscia della mente umana.
Anch’esse sono strutturate in 10 “mondi” o meglio “gusci”. Ognuno di queste sfere porta il nome di demoni assai noti anche ai Maghi odierni: molti di questi infatti provengono dai testi Salomonici che più o meno tutti gli occultisti conoscono.
L’albero della conoscenza (a volte chiamato anche albero della morte) è costituito da emanazioni sinistre, oscure, che in linea generale vanno in opposizione a quelle dell’albero della vita. Dobbiamo immaginare entrambi gli alberi come uno specchio: sono la stessa cosa ma allo stesso tempo opposti.
Nessuno dei due alberi può vivere se uno dei due viene meno. Le radici non possono nutrirsi se dall’alto non arriva l’acqua ed allo stesso tempo i rami non possono crescere senza radici solide.

Nella Kabbalah si parla di Qliphoth quasi sempre in termini dispregiativi, partendo già dal solo nome che significa “scarti”. Dovete innanzitutto comprendere – come detto in apertura – che la Kabbalah è stata “corrotta” come la maggior parte della cose e quindi bisogna imparare a filtrare le informazioni andando oltre i termini.
Non è tra l’altro un caso se di Qliphoth se ne parla decisamente meno rispetto alle Sephiroth!
Nella sottosezione Qliphoth troverete la descrizione delle varie Qliphah.

Conclusioni

In questo articolo vi ho illustrato in maniera generale cos’è la Kabbalah e come è costituita, per far comprendere soprattutto a chi non ha mai approfondito, di cosa si tratta.
Nei prossimi articoli vi parlerò di come praticare la Kabbalah, andando ad approfondire l’aspetto più pratico di questa tradizione esoterica.

Ahsife Oscura