TAROCCHI: PURIFICAZIONE E DIVINAZIONE

TAROCCHI: PURIFICAZIONE E DIVINAZIONE
COME PURIFICARE I TAROCCHI

Breve introduzione

Quando si riceve un mazzo di Tarocchi nuovi è sempre opportuno procedere con una cerimonia di purificazione. Questo serve per entrare in comunione con le carte e soprattutto per eliminare ogni traccia dell’energia dei vecchi proprietari (se usati) o comunque di tutte le persone che possano averle toccate.

Il rito

Si aspetti un giorno di luna nuova o luna piena prima di estrarre le carte dal suo cofanetto e lo si faccia preferibilmente in ore notturne.
Si accenda una candela (Fuoco), un incenso (Aria) e si disponga una coppa piena d’acqua. Il mazzo di carte ed il tavolo simboleggeranno la Terra. Si estraggano le carte dalla custodia, dopodiché si eseguano i seguenti passaggi:

– Pulizia delle carte: si prenda tutto il mazzo sostenendolo fermamente con il pollice e l’indice della mano destra, e lo si agiti con forza per sette volte di seguito dall’alto verso il basso, pronunciando ad alta voce i nomi dei sette pianeti (si consiglia di seguire l’ordine dei giorni della settimana: Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno ed il Sole).

– Concentrazione e visualizzazione: una volta pulite le carte, le si prenda una ad una, concentrandosi su ognuna di esse per un momento.

Ora le vostre carte sono pronte per essere utilizzate.

Conclusioni

Questo è un rituale di purificazione semplicissimo, quello che più o meno chiunque può fare in pochissimo tempo e senza troppo materiale da dover usare.
Ne esistono moltissimi altri ma io consiglio sempre di utilizzare il metodo che più si preferisce e con cui ci si trova meglio.

GLI ARCANI MAGGIORI

IL PAPA

(Carta numero 5)

Descrizione:
È seduto ed alle sue spalle s’intravedono
due colonne di colore azzurro. Ha
la mano destra sollevata come se stesse
impartendo la benedizione.
Nella mano sinistra tiene una croce
a sei braccia. In testa ha una corona a
forma di tiara ed ai suoi piedi ci sono due
persone di cui non vediamo il viso perché
sono raffigurate di spalle. Il papa ha una
tunica azzurra, mantello rosso, barba,
baffi e capelli bianchi. La mano sinistra
è coperta da un guanto giallo con una
croce nera; la mano destra è invece nuda
con l’indice ed il medio estesi mentre le
altre dita sono piegate.
Gli altri due personaggi raffigurati
sulla carta sono tonsurati. Quello a destra
ha un mantello rosso e quello a sinistra
giallo. Entrambi poi hanno blusa
bianca e cappello azzurro. Il personaggio
a destra ha la mano sinistra alzata,
mentre quello a sinistra la destra.

Significato divinatorio:
Forti sentimenti
Paternalismo
Religione
Protezione
Equilibrio
Vocazione scientifica
Affetti consolidati
Filosofia
Insegnamento
Dedizione
Rivelazione divina

Significato opposto:
Abuso d’autorità
Consigliere privo di senso pratico
Teorico limitato
Morale rigida
Mancanza di spiritualità
Si tratta di una carta abbastanza negativa se
appare invertita; indica che la persona è motivata
da istinti assolutamente privi di spiritualità.
Realizzazione posticipata ed ostacoli.

 

 

LA PAPESSA

(Carta numero 2)

Descrizione:
La papessa è rappresentata da una
donna seduta con un libro aperto in
grembo e con una triplice corona. I piedi
sono coperti dalla lunga tunica rossa
sulla quale risalta un mantello di colore
azzurro. Le corone sono ornate di fiori e
la parte superiore assomiglia ad una
mezza sfera. Da esse scende un velo
bianco che le nasconde i capelli.
Fa da sfondo una cortina drappeggiata;
non si vede nemmeno la base del
trono su cui è seduta. Come nella carta
numero 21 s’intuisce che il disegno eccede
le dimensioni della carta.
Questa figura allude ad un fatto di
cui molto si parlò e si scrisse: la storia di
un papa donna assiso al soglio pontificio
con il nome di Giovanni VIII. Ediventata
leggenda nel corso del tempo e le si
attribuisce una valenza materna.

Significato divinatorio:
Occultismo
Trionfo sul male
Giorno e notte
Protezione dall’occulto
Sentimento religioso
Molteplicità d’idee
Pazienza
Intuizione
Soluzione dei problemi
Riflessione
Discrezione
Sottomissione rispettosa
Yin e Yang
Rassegnazione
Fede
Pazienza
Meditazione
Silenzio
Speranza

Significato opposto:
Intenzioni occulte
Dissimulazione
Ipocrisia
Bigotteria
Misticismo
Pigrizia
Indifferenza
Abulia
Inattività
Situazioni false

In questa carta viene formulato il principio di
interrelazione fra macro e microcosmo, cielo e terra,
giorno e notte.
Agisce come regolatrice o passaggio tra interiorità
ed esteriorità.

 

In questo Arcano si riflette una sostanza spirituale dell’essere umano, che può essere concentrata
attraverso opportuni procedimenti. Tale sostanza è composta da tre elementi: La Papessa, il Sale e lo
Zolfo.
Il primo elemento, La Papessa, rappresenta la dimensione superiore dell’essere (lo Spirito), ed è
situata tra due colonne, nascoste da un velo; queste rappresentano il Sale (la materia fisica il corpo
umano) e lo Zolfo (la matta eterea e l’anima). Tale sostanza ripresenta l’individuo nella sua totalità:
corpo, mente e anima.

LIBRO DELL’ESSERE

Papessa tiene un libro sulle ginocchia. Che cosa c’è scritto nelle sue parole? È un enigma che
l’Alchimista deve risolvere giorno dopo giorno, se desidera intraprendere la Grande Opera
Alchemica. Al riguardo, sono stati versati fiumi di inchiostro, ma, se questa figura rappresenta lo
Spirito umano, il “libro dell’Essere” non può trattare che della “Scienza dello Spirito”, ovvero dei
metodi di elevazione spirituale. Il libro è scritto in lingue innumerevoli, una per ogni essere umano;
da ciò deriva la sentenza: “Esistono tanti percorsi fino al cielo quante sono le anime degli esseri
umani”.

IL LIBRO DEL SÉ

La Scienza Iniziatica dell’Achimia non interessa solo una parte dell’individuo, ma coinvolge la
totalità dell’essere umano. Per questo motivo, l’Alchimista deve provvedere al benessere del corpo,
attraverso la ginnastica fisica e opportuni esercizi respiratori, e deve prendersi cura della mente con
un’adeguata ginnastica spirituale e con esercizi di meditazione.
In tal modo, il velo che maschera l’ingresso del Tempio potrà essere sollevato e sarà possibile
penetrare nella Notte Interiore, nella quale lo Spirito può elevarsi a una dimensione superiore,
rappresentata dai piani della tiara. Qui, sarà sottoposto a nuove prove che, se, superate, lo
porteranno a conoscere in profondità la sua intima unione con il Cosmo visibile e invisibile.

LA PAPESSA (MAZZO CROWLEY)

Seduta su un trono, verosimilmente egizio, sulla cui base è incisa una falce di luna rivolta verso la
terra, simbolo della cristallizzazione dell’energia femminile creatrice delle forme, appare la Dea
Iside, la Vergine Eterna, l’Artemide greca (tutte divinità lunari). La figura della carta non è
facilmente riconoscibile, a causa della vibrazione luminosa che emette e che rappresenta l’ordine del
caos primordiale.
Sulle sue ginocchia è poggiato l’arco di Artemide, emblema dell’energia luminosa, manifestazione
potenziale della forma. Questa dea virginale è, pertanto, la dea delle forme e della fecondità, la
Natura sopra l’Abisso.
La Papessa indossa il velo egizio delle dee Hathor e Iside, considerate entrambe dee lunari e madri
del dio Sole. Nell’immagine, il velo è fissato a un copricapo a forma di corna di mucca, simbolo
della Luna, che sostengono il disco solare. Nella mitologia egizia, la Luna corrisponde a Iside, dea
della magia e, allo stesso tempo, protettrice dei bambini, mentre, in quella greca, ad Artemide, dea
della caccia. Nell’Arcano, ai piedi della dea, si osservano forme nascenti, cristalli, semi, frutti e
baccelli, simbolo dell’inizio della vita, con la quale la Luna è intimamente collegata.
Al centro della parte inferiore della carta, fra i vari simboli della vita nascente, si può osservare la
figura di un cammello, riferimento alla lettera ebraica gimel, che Crowley collega a questo Arcano.
Sotto il profilo simbolico, il cammello è la cavalcatura dei re Magi d’oriente e, di conseguenza,
rappresenta i servitori dei re e degli altari, oltre che i divulgatori della filosofia ermetica.
Altri nomi: La Materia Prima dei Saggi.
Ternario associato: Zolfo, Sale e Mercurio.
Fase operativa: Seconda.
Carattere del rituale: Controllo delle funzioni psicofisiche.
Effetto dell’operazione: Apertura della dimensione inconscia.
Segno zodiacale: Cancro.
Pianeta: La luna.
Percorre lo Zodiaco: In 27 giorni.
Domicilio: In Cancro, esaltazione in Toro e caduta in Scorpione.
Governa: La IV Casa (lo Percepisco).
Natura del pianeta: Negativa e femminile, mutevole, passiva, fredda e umida.
Corrispondenze: La Luna è associata a nascita, maternità, apparato digestivo, fluidi corporei,
emotività, focolare, famiglia, antenati, intuito e memoria.
Caratteristiche positive: Istinto materno che spinge a occuparsi di tutto e di tutti. Immaginazione,
sensibilità, pazienza e ottima memoria.
Caratteristiche negative: Attaccamento morboso alla famiglia, cambiamenti di umore e di stati
emotivi. Intolleranza e inaffidabilità.

 

IL MAGO (o Bagatto)

(Carta numero 1)

Descrizione:
In piedi davanti ad un tavolo con
diversi strumenti, tiene fra il pollice e
l’indice della mano destra una sfera o
disco mentre con la sinistra dirige obliquamente
verso terra una bacchetta magica
corta.
Indossa un cappello la cui forma ricorda
il segno algebrico di infinito, dal
quale sfuggono ciocche di capelli rossi e
ricciuti. Ha una tunica azzurra e rossa
con ricami gialli sulle maniche chiusa da
una cintura dello stesso colore.
Sul tavolo, di cui sono visibili solo tre
gambe, c’è un vaso, tre dischi impilati,
un portamonete, due dadi, un coltello
dal manico azzurro ed una federa dello
stesso colore. Ha delle strane scarpe di
cui quella destra è azzurra mentre quella
sinistra è rossa. Per terra accanto a
lui ci sono tre ciuffi d’erba ed in lontananza
s’intravede un albero simile ad un
cipresso.

Significato divinatorio:
Destrezza
Capacità d’apprendere
Fecondità
Diplomazia
Predisposizione al commercio
Vitalità
Eloquenza
Attività febbrile
Abilità
Velocità di riflessi
Azione
Intuito negli affari
Potere sulle malattie

Significato opposto:
Ciarlataneria
Mendacia
Mancanza di scrupoli
Suggestione
Pettegolezzo
Sfruttamento delle persone ingenue
ed innocenti
Intrighi
Lentezza

Il mago è il simbolo dell’attività originaria e
del potere creatore.
Si fonde con la materialità del creato. L’uomo è
il risultato delle proprie azioni.

Questa carta simboleggia l’inizio della Grande Opera.
Un giovane sta in piedi dietro a un tavolo di cui sono visibili solo tre gambe, allegoria
dei supporti degli esseri dotati di intelligenza: il ternario Zolfo, Sale e Mercurio o, in altre parole,
Spirito, Anima e Corpo.
L’Alchimista raffigurato nella carta possiede i quattro strumenti mistici che rappresentano gli
elementi della natura (quaternario): nella mano sinistra reca una bacchetta (Fuoco) diretta verso il
cielo; sul tavolo sono disposti un calice (Acqua), un coltello, o spada, (Aria), alcune monete, o
talismani, (Terra). Questi oggetti rappresentano altrettante prove di iniziazione, necessarie per
raggiungere la conoscenza dei misteri dell’essere.

LE PROVE DEGLI ELEMENTI

In che cosa consistono le prove degli elementi? La risposta non può essere univoca, poiché esistono
tradizioni esoteriche diverse e, quindi, diversi riti, o metodi di introspezione; tuttavia, esiste un
aspetto comune, riferito alla scoperta del proprio essere; nell’alchimia occidentale si procede
attraverso l’analisi dei quattro umori (linfatico, nervoso, bilioso e sanguigno), i quali, nelle giuste
proporzioni, compongono la psiche umana.
Al quaternario degli strumenti del Bagatto corrispondono i quattro verbi sui quali si basa
l’esoterismo universale: Sapere, Volere, Osare, Tacere. Forte della conoscenza acquisita con lo
studio, l’Alchimista rappresentato nella carta si avvicina al suo Tempio interiore e, stimolato da un
desiderio indomabile, attraversa la soglia oltre la quale lo attende la “nube dei misteri”; quindi, si
dispone a tacere sul sapere acquisito.

POSTURA RITUALE

I gesti dell’Alchimista ricordano un frammento della rivelazione contenuta nella Tavola di
Smeraldo, sintesi dell’Opera alchemica attribuita a Thoth-Hermes Trismegisto, in cui si afferma:
“Ciò che sta in alto è come ciò che sta in basso, ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto, al
fine di realizzare il miracolo della Cosa Unica”.
Pertanto, Il Bagatto è l’individuo (uomo o donna) che, grazie al lavoro di ricerca interiore, ha capito
i moti della propria psiche, ha ottenuto il pieno controllo delle sue azioni e ha raggiunto la
conoscenza di se stesso e del suo ruolo nell’ordine cosmico. In realtà, questo lungo, quotidiano e
sistematico lavoro parte da una condizione di completa ignoranza, rappresenta dall’Arcano 0,
ovvero, il Matto.

IL BAGATTO NEL MAZZO DI CROWLEY

Il giovane dio Mercurio, messaggero degli dei, solca rapidamente lo spazio, grazie ai suoi calzari
alati, che costituiscono uno dei principali simboli del dio. La vibrazione provocata da questo atto
rappresenta il Verbo della Creazione, la cui parola è il silenzio.
Le quattro armi elementari del Bagatto, corrispondenti ai quattro elementi, sono: il bastone (Fuoco),
il calice (Acqua), la spada (Aria), e il pentacolo, o disco dorato (Terra). Alla sua sinistra è sospeso
un uovo alato, simbolo della gestazione dell’Universo.
La testa di Mercurio è coronata da due serpenti attorcigliati, manifestazione delle due polarità
energetiche presenti nella creazione e rappresentazione del Caduceo. Sopra i serpenti si innalza il
disco solare alato degli egizi, che rappresenta il sole in movimento, e la luce della consapevolezza,
che sconfigge l’ignoranza e illumina l’iniziato.
Nel pantheon egizio, Mercurio corrisponde a Thoth, dio della sapienza e del Verbo (la parola) e
scriba degli dei. Ai suoi piedi si prostra il Cinocefalo, una scimmia che deformava la parola del dio
per ingannare tutti coloro che erano privi di Conoscenza. Questa allegoria simboleggia l’ambiguità
della parola che, come ogni forma di espressione, può essere illusoria.
Nel mazzo medievale, il nome francese di questa carta è le Bâteleur”, che significa “giocoliere”, o
“portatore di bastone” Infatti, secondo la tradizione, il dio Mercurio reca lo scettro, simbolo
dell’energia legata alla sua manifestazione.

CORRISPONDENZE

Altri nomi: Operatore, Alchimista, Mago.
Ternario associato: Zolfo, Sale, Mercurio.
Fase operativa: Iniziale.
Carattere del rito: Esaltazione degli umori.
Effetto dell’azione: Dominio di Sé.
Segno zodiacale: Nessuno.
Pianeta: Mercurio.
Percorre lo Zodiaco: In 365 giorni.
Domicilio: In Gemelli e in Vergine, esilio in Sagittario e caduta in Pesci.
Governa: La III Casa (lo Penso) e la VI Casa (lo Analizzo).
Natura del pianeta: Androgino, comprensivo, maschile-femminile e freddo-secco.
Corrispondenze: Mercurio è associato all’intelletto, al cervello, alla coordinazione del sistema
nervoso, al sistema respiratorio, alla percezione mentale, alla tiroide, agli spostamenti, al
commercio, alla comunicazione e alla parola.
Caratteristiche positive: Necessità di acquisire e di trasmettere la conoscenza, abilità nel
ragionamento, versatilità, spirito di osservazione.
Caratteristiche negative: Eccesso di spirito critico, incoscienza, intromissione negli affari altrui,
instabilità, instabilità, scarsa chiarezza di idee.
Funzione dell’Arcano: Creare e distruggere.
Rappresenta: lo stato cosciente della mente, l’attenzione.
Stimola: il principio creativo e l’individualità dell’uomo.
Sviluppa: l’attenzione e la concentrazione.

IL MATTO

(Carta non numerata/carta 0/carta 22)

Descrizione:
Si tratta di un giovane pazzo con un
cappello da buffone ed abito da pellegrino
che vaga senza meta e sembra non
accorgersi del cane che gli trattiene una
gamba.
Il Matto è solo e non ha ostacoli sul
suo cammino. Porta un largo colletto
adorno di pennacchi simboleggianti la
frivolezza. Il bastone che impugna con la
sinistra ed appoggia sulla spalla destra
raffigura il desiderio e la volontà. Ad un
estremo del bastone c’è una bisaccia piena
delle esperienze passate, conservata
gelosamente in quanto prezioso aiuto
per il futuro.
Il Matto ha troncato ogni legame con
la famiglia e gli amici. Il suo volto esprime
ingenuità ed innocenza; si appoggia
ad un bastone e, libero da qualsiasi preoccupazione,
non si cura della direzione
che segue: davanti a lui fioriscono le opportunità.
Il Matto infatti è rappresentato sul
punto di entrare in un nuovo mondo
ricco di possibilità e che lo metterà nella
condizione di esprimersi. La sua bisaccia
simboleggia gli errori già commessi
e che non si vogliono ammettere,
mentre il cane raffigura il rimorso o il
pentimento.
Il Matto incarna anche lo spirito e
l’entusiasmo della gioventù, colmo delle
opportunità che attendono chiunque si
appresta a vivere nuove esperienze. Il
Matto ha uno spirito avventuroso.

Significato divinatorio:
Pazzia
Stravaganza
Irrazionalità
Mancanza di disciplina
Sordità ai consigli
Ossessione
Mania
Iniziativa
Entusiasmo
Piacere
Esibizionismo
Licenziosità
Sregolatezza
Mancanza di riflessione
Immaturità
Insicurezza
Impulsività
Promesse superficiali
Leggerezza
Disprezzo per le cose importanti
Significato opposto:
Decisioni errate
Apatia
Indecisione
Mancanza d’iniziativa
Insicurezza

La persona che estrae questa carta deve fare
attenzione ai facili ottimismi ingannatori. Deve
cercare di evitare la superficialità ed impegnarsi a
trovare il proprio cammino, che non sempre è quello
più agevole.