RITUALISTICA VOODOO

INTRODUZIONE ALLA RITUALISTICA VOODOO

Qualsiasi sia la forma di rito che volete fare (sia una creata da noi o da voi o una forma antica) raramente i Loa lavorano gratis.

Ogni Loa richiede sacrifici che devono sempre essere presenti, in quantità variabile in base al tipo di aiuto di cui abbiamo bisogno.
Ci sono casi in cui il Loa decide di non richiedere nulla in cambio, ma è molto rara come cosa.

Per quanto riguarda rituali più complessi o per tutti quei riti che richiedono una grande forza provenire dal Loa c’è caso che lo spirito richieda da voi un “pagamento” molto più elevato di semplici offerte (consacrazione a lui/lei con conseguente fedeltà solo al Loa, lavori da svolgere ecc).

Si parla anche spesso di veri e propri sacrifici di sangue associati al Voodoo e si, questo è vero.
Nei luoghi in cui il Voodoo è religione spesso si sacrificano animali vivi come offerta agli dei.
Questo serve per liberare l’energia necessaria affinché il loa ci aiuti e come “pagamento” e offerta (con questo non intendo certo fomentare certe cose, è solo una precisazione).

Per cui ricordate sempre: con i Loa ogni cosa ha un prezzo, si tratti di cibo, della nostra stessa anima o di sangue e vite.

Preciso che raramente viene chiesta in cambio la nostra anima e, a meno che non siamo noi stessi a offrirci a un Loa, ciò avviene solo nel caso in cui si decida di intraprendere una forma di Voodoo molto più profonda e specifica solo per il loa a cui decidiamo di votarci.
Questo tipo di Voodoo, per ovvi motivi, non verrà trattato in questo sito.

 

Altare dedicato agli Antenati

Nel Voodoo, a prescindere di quale sua forma si pratichi, una delle cose fondamentali è il contatto con gli spiriti dei defunti e con quelli degli antenati.

Esiste anche una “categoria” di spiriti che vengono chiamati come quelli dimenticati o senza nome.

Sono quegli spiriti che hanno abbandonato l’esistenza terrena da molto tempo e il cui nome e identità è andata ormai perduta nel tempo.
Sono coloro che, secondo molte tradizioni, “vivono” sotto gli abissi delle acque dell’oltretomba.

Approfondiamo in primo luogo come si può allestire un altare dedicato ai nostri antenati, per poi far un breve appunto su questi spiriti senza nome.

Come prima cosa dovremo purificare il luogo in cui allestiremo il nostro altare utilizzando olio van-van (potete trovare la ricetta nella sezione apposita in questo forum).

Procederemo dunque con il vero e proprio allestimento del nostro altare.

Innanzitutto dobbiamo decidere a chi consacrarlo, se a vecchi antenati dimenticati o se a parenti defunti da breve.
Il colore dominante di questo altare dovrebbe essere il bianco e su di esso dovremmo disporre foto, simboli, oggetti che devono ricordare gli spiriti che vogliamo richiamare.

Possiamo inserire oggetti personali, come anche cose che piacevano ai nostri antenati in vita.

All’occorrenza possiamo inserire anche simboli della religione dei defunti, come tutto quello che può far sentire “a casa” i nostri spiriti.

Una cosa che non deve mai mancare è un bicchiere di acqua potabile e pulita come offerta agli spiriti, che va cambiata settimanalmente (il lunedì è il giorno migliore) come ogni oggetto come fiori o prodotti degradabili.

Al centro dovrà anche essere presente un piatto su cui andremo a sistemare le offerte alimentari o similari.

N.B.
Questo piatto non è obbligatorio che rimanga sempre presente, in quanto le offerte in questione possono essere cavate il giorno dopo averle donate.

Una volta allestito l’altare proseguiremo alla chiamata degli spiriti.

Dovremo bussare 3 volte sull’altare con un piccolo corno (di capriolo, capra ecc. Se non disponiamo di un corno va bene qualsiasi cosa lo ricordi).
Accenderemo dell’incenso di copale insieme a delle candele bianche bagnate di olio van-van.

Chiederemo dunque agli spiriti di stabilirsi li, salutandoli e ringraziandoli della loro presenza.
Chiedieremo il loro aiuto e la loro presenza nelle nostre vite, o qualsiasi cosa di cui necessitiamo.

Tabacco, sigari, caffè nero non zuccherato sono offerte sempre gradite, come ogni sorta di cibo (mai salato in quanto sarebbe più difficile trarne energia)

Per chiudere la cerimonia basterà salutare e battere altre 3 volte con il corno (o il suo sostituto).

In questo altare non dovremo effettuare mai nessuna cerimonia se non invocazioni degli antenati e degli spiriti che qui risiedono.

Attenzione agli spiriti indesiderati che possono presentarsi, che occorrerà scacciare utilizzando incensi per bandire e olii di comando e van-van.

Spendiamo ora due parole sugli spiriti senza nome.

Come già detto essi sono spiriti dimenticati e antichi e nel nostro altare Voodoo su cui lavoriamo dovrà essere sempre presente un qualcosa dedicato a loro.

Occorrerà un teschio, anche finto se non ne troviamo di veri, che fungerà da “casa” per gli spiriti.

Davanti a questo teschio dovrà sempre essere presente un bicchiere di acqua come offerta, che come prima andrà cambiata ogni lunedì o ogni volta che eseguiamo qualcosa con il loro aiuto.

 

Mojo Bag

Cosa sono le Mojo Bag?

Sono semplicemente uno dei fiori all’occhiello di tutta la magia Voodoo.
Questi piccoli sacchetti, al cui interno possiamo trovare polveri, pietre e veve, hanno il potere di aiutarci in moltissimi aspetti della nostra vita, in base a quello che è lo scopo per cui vengono create.

In questo articolo posterò un esempio di creazione di Mojo Bag il cui utilizzo è quello di proteggerci dalla negatività, dagli attacchi magici e di infonderci forza e protezione.

Prima di iniziare ci tengo a fare una precisazione: questo metodo di creazione, come pure i vari ingredienti che andranno a comporre la Mojo sono stati creati sulla base delle mie esperienze e quello che vi propongo è un esempio.
Potete mantenere lo stesso rituale di creazione ma variare le polveri, gli olii e le pietre utilizzate per creare una Mojo che vi possa aiutare in altri modi (magia nera, attirare amore o denaro ecc.).

I materiali che ci servono per la creazione di questo tipo di Mojo sono:

– 3 candele viola
– Rum
– Un sigaro
– Un sacchettino nero
– Un piccolo pezzo di carta da pane (quella carta marrone in cui acquistiamo il pane)
– Achillea essiccata
– Agrifoglio essiccato
– Radice di Angelica essiccata
– Origano essiccato
– Ortica essiccata
– Salvia essiccata
– Un piccolo pezzo di Cristallo Di Rocca
– Un piccolo pezzo di Tormalina Nera

Per quanto riguarda la ricerca delle erbe secche consiglio di cercarli in erboristeria se non avete la disponibilità di poterle raccogliere.

Prima di iniziare il nostro lavoro consiglio di purificare il luogo in cui andremo a lavorare con dell’incenso di sandalo o con del Palo sacro.
Tracciate il Veve di Baron Samedi e ungete le candele con il rum e procedete poi alla loro accensione.
Portate offerte presso il veve appena tracciato (sigari, sigarette o cibo piccante) e invocate la presenza di Baron Samedi.
Tritate finemente le erbe tutte insieme fino a ottenere una polvere omogenea che andrete a inserire nel sacchettino che diventerà la futura Mojo Bag.
Tracciate un secondo Veve di Baron Samedi su un pezzetto di carta da pane e bagnatelo con 3 gocce di rum e inseritelo nel sacchetto insieme al Quarzo e alla Tormalina che dovranno essere state adeguatamente caricate in precedenza.
Una volta inserito il tutto nel sacchetto chiudetelo bene affinchè il suo contenuto non esca, posizionatelo sul Veve alla luce delle candele e spruzzate 3 boccate di rum e 3 boccate di fumo di sigaro sul sacchetto, invocate l’aiuto di Samedi affinchè ci conceda la sua protezione tramite la nostra Mojo bag.
Portate sempre con voi la Mojo e ricordatevi di ricaricare la sua energia una volta a settimana spruzzandoci sopra 3 boccate di rum e 3 boccate di fumo di sigaro come per la sua iniziale consacrazione.

Come appendice ci tengo a ricordare nuovamente che potete cambiare la composizione della polvere, come quella delle pietre (consiglio comunque di inserire sempre un piccolo Cristallo di Rocca per aumentare l’energia) in base a qual è lo scopo per cui avete bisogno della Mojo.
Ovviamente anche il Veve (sia quello inserito nella Mojo che quello su cui eseguiremo il rituale) varierà in base allo scopo e al tipo di Loa a cui ci vogliamo rivolgere e con esso il colore delle candele che dovrà essere appunto il colore del Loa.
Per sapere quale erbe sono più indicate ad altri tipi di rituali vi rimando alla sezione apposita in questo sito.

Ci tengo anche a ricordare che l’utilizzo del Rum al posto degli olii esoterici è una mia scelta personale in quanto ritengo che si presti benissimo allo scopo (il Rum viene infatti molto utilizzato nella ritualistica Voodoo) ma se volete anche qui potete sostituirlo tranquillamente con gli olii che usate abitualmente se vi trovate meglio!

 

Spirit box: la casa degli spiriti

Alla luce di una delle mie giornate preferite di tutto l’anno (il giorno dei morti) e con le energie di samhain ancora in movimento, ho deciso di pubblicare un articolo inerente la creazione di una delle più grandi alleate di chiunque lavori con gli spiriti: la cosiddetta spirit box.

Partiamo con una rapida prefazione per capire di cosa si sta parlando.

Quelle che vengono chiamate spirit box altro non sono che ricettacoli all’interno dei quali vengono posti oggetti, erbe rituali ecc per fare in modo che questa “scatola” diventi una casa per gli spiriti che andremo a chiamare.

Esiste in tantissime culture, come ad esempio in quella Voodoo, in quella europea, in quella africana e in quella araba, ognuna atta appunto a fungere da casa per tutti quegli spiriti che vorremmo chiamare.

Chi “vivrà” in questa casa?
In alcuni casi possono essere spiriti aiutanti, in altri antenati, o ancora spiriti guida, spiriti senza nome e dimenticati ecc ecc, insomma: ognuno andrà a chiamare le entità con cui è solito lavorare o che meglio si sintonizzano con la propria persona.

Non è nemmeno obbligatorio che questa “casa” venga creata da una scatola: a volte può essere una bottiglia o una giara, una bambola o una sacca, una lampada (vi ricorda qualcosa il genio della lampada?) Ecc ecc.

Gli spiriti che prenderanno casa qui saranno quindi i nostri più grandi alleati in tutti i nostri lavori magici, dalla ritualistica alla consacrazione e al caricamento di oggetti, incensi, olii, candele e di tutto il nostro arsenale magico. Saranno nostri alleati e protettori e così noi dovremmo essere per loro, fornendogli una porta verso il nostro mondo, prendendoci cura di loro con le dovute offerte e aiutandoli come loro aiutano noi.

Nell’esempio che prenderemo in esame andremo a fornire un rituale e una forma di creazione che ho personalmente usato, ibrida tra la classica di New Orleans e personalizzata da me.

Prima di partire però devo fare due importanti considerazioni:

Come prima cosa ci tengo a dire che quello che andremo a prendere in esame è una forma di creazione “personale” nata dall’unione di vari elementi delle tradizioni che seguo (da una parte avremo quindi elementi della stregoneria europea figlia della magia celtica e dall’altra elementi caratteristici delle tradizioni Voodoo/Hoodoo incentrate sul culto dei morti) indi per cui potrebbe non “andare bene” per tutti.

Si tratta comunque di una linea guida che potrete seguire per ottenere i migliori risultati per voi. (La mia personale idea è che in certe forme di magia “popolare” è sempre ottima cosa usare ciò che è più vicino a noi, sempre tenendo però un fondamentale occhio alle tradizioni e lavorando con la giusta dose di raziocinio e intelletto).

In secondo luogo ci tengo a specificare che la creazione di una spirit box non è un lavoro da prendere sotto gamba: si tratta di aprire un varco verso un mondo non fisico, invitando entità di quel luogo a prendere dimora in un ricettacolo materiale. Si può quindi incorrere alla chiamata di spiriti ostili o rischiare di fare altri gravi errori, occorre quindi una buona dose di preparazione e autocontrollo.

Infine la spirit box andrà costantemente alimentata e curata, sia con meditazioni che con offerte fisiche, per cui non mettetevi dietro a questo lavoro se sapete di non poter fare questa cosa.

Detto questo passiamo alla parte pratica!

L’esempio, come ho detto personalmente usato da me, che andrò a riportare tratterà la creazione di una spirit box che andrà ad accogliere i cosiddetti spiriti dimenticati (spiriti senza nome di “basso” rango), e spiriti di animali guida.

Come prima cosa occorrerà una scatola o un baule di legno nero (sia all’esterno che all’interno) provvisto di una chiusura a blocco che dovrà essere abbastanza grande, in quanto dovrà contenere molte cose. Dipingere in bianco la croce degli spiriti (figura) sulla parte superiore, sul retro e sulla parte posteriore, mentre ai lati dipingeremo due teschi.

Ci servirà poi della terra di cimitero, raccolta possibilmente da una tomba antica, il cui nome si è perso nel tempo.

Per raccogliere questa terra occorrerà recarsi in un cimitero (possibilmente abbandonato) e lasciarsi guidare dall’istinto fino alla tomba giusta. Una volta lì occorrerà fare le dovute offerte (io uso tabacco, rum e qualche moneta) che andranno poste sia al posto della terra sia ai 4 angoli del cimitero, come offerta ai custodi del posto e agli dei guardiani dei morti.

Serviranno varie candele (io le uso di colore bianco o viola), incensi atti all’evocazione spiritica (quelli con cui vi trovate meglio, anche se consiglio di crearveli da voi) e Voodoo powder (un miscuglio di erbe e terra di cimitero ottima per il contatto spiritico).

Al posto di questa potrete eventualmente usare anche altre polveri con lo stesso scopo.

Infine Serviranno gli oggetti da inserire nella scatola: una piccola raffigurazione di un teschio, ossa, 3 piccoli quarzi e qualsiasi cosa che vi servirà per creare un collegamento con gli spiriti (io ho personalmente usato: un piccolo teschio, mandibole vere, 3 quarzi, una sfera di labradorite, polvere di ossa, e frammenti di ossa dei miei animali totemici.

Per prima cosa fumigate la stanza in cui lavorate con qualche incenso purificatore, atto a pulirla da qualsiasi tipo di energia indesiderata (es. Salvia bianca).

Procedete poi a “disegnare” con la Voodoo powder ( o il suo sostituo) la cosiddetta croce degli spiriti (in figura).

Posizionate 4 candele ai lati e la scatola al centro della croce.

Foderatela con terra di cimitero e Posizionate al suo interno i vari oggetti.

Spruzzate 3 boccate di rum e 3 di fumo di sigaro all’interno della scatola (questo è tipico della tradizione Voodoo) e Procedete alla chiamata degli spiriti.

Siate chiari su chi volete chiamare e perché, concentratevi bene sulla scatola e lasciatevi cullare dai fumi dell’incenso (ovviamente precedentemente acceso) e entrate in meditazione.
Sintonizzatevi sulle crescenti energie della vostra scatola per tutto il tempo che vi serve e continuate a ripetere la formula di chiamata che avete detto in precedenza.

Posizionate a questo punto all’interno della scatola le offerte (sempre un bicchierino di acqua e altre in base agli spiriti che andrete a chiamare. (Io ad esempio uso rum, tabacco, caffè e piccole offerte alimentari) che dovranno essere in linea con il tipo di spiriti che chiamate o con quelle che saranno le loro richieste.

Ora la vostra box è pronta: continuate a meditare con lei fino a che non sentirete di aver creato un legame.

Ripetete questa operazione per 3 notti di seguito e sarete pronti a lavorare con i vostri nuovi alleati.

Come detto vi aiuteranno in ogni lavoro magico, ma abbiate cura di loro: settimanalmente (il lunedì è il giorno più indicato) cambiate le eventuali offerte, lavorate insieme a loro sia per voi che per loro.

Ma sarà il vostro legame, se ne avrete cura, a dirvi cosa fare!

 

La bambola Voodoo/Dagida

Le bambole dagida sono, nell’immaginario comune, la forma più conosciuta di rito Voodoo. A differenza di quello che siamo sempre stati abituati a pensare le bambole Voodoo non vengono utilizzate solo per la magia nera atta a offendere e danneggiare qualcuno, ma sono anche utilizzate come potenti protettori, oltre che per riti atti a guarire e aiutare il prossimo.
Il rito di creazione è tutto sommato uno dei più semplici che si possano trovare all’interno della magia Voodoo, questo non vuol dire però che sia una passeggiata!

Iniziamo dunque a approfondire la creazione e l’animazione di una bambola Voodoo.

Come prima cosa occorre costruire lo scheletro della nostra piccola amica. Ci serviranno due pezzi di legno (uno più lungo per il busto e uno più corto per le braccia). Ora è doveroso ricordare che ogni tipo di pianta ha un suo particolare utilizzo e delle sue peculiarità che lo rendono più o meno adatto per un determinato scopo.

Per sapere quale legno è più adatto ai vostri bisogni potete visitare la sezione di questo forum nella parte riguardante l’esoterismo dal nome “erbe, frutti, resine ed i loro usi magici”.

Una volta scelto il tipo di legno (che ricordo è da scegliere in base al futuro impiego della vostra dagida) procederemo a legare insieme le due parti a formare una croce.

Passiamo ora all’imbottitura della bambola.
Ci sono vari modi utilizzati per imbottire la nostra dagida: alcuni prevedono l’utilizzo di paglia secca, altri invece di utilizzare erbe secche in base sempre allo scopo della dagida (e per questo vi rimando sempre alla sezione sopracitata) altri invece dicono di riempirla con straccetti di stoffa.
Io personalmente consiglio di utilizzare erbe seccate.

Una volta arrivati a questa fase, prima di dare una “pelle” alla nostra bambola cucendo la stoffa sopra alla croce avvolta nelle erbe ci troviamo davanti a un bivio: se la bambola serve per “incarnare” qualcuno (anche noi stessi nel caso di un bisogno di guarigione) occorre inserire all’interno dell’imbottitura un capello, un unghia, o una foto della persona a cui vogliamo legare la bambola. Se invece la bambola ci servirà come “totem” divino o come aiuto non serve inserire altro.

Una volta ultimati questi passaggi andremo a cucire su tutta la nostra bambola un pezzo di stoffa, appunto la “pelle” della bambola, avendo cura di non lasciare nessun buco scoperto o scucito.
Consiglio di usare un tessuto il più naturale possibile del colore del Loa a cui andremo a consacrare la bambola. Ad esempio se la dagida ci serve per attirare l’amore la faremo o rossa o azzura e la consacreremo a Erzulie, nera o viola per Samedi e via dicendo.

Una volta ultimata la creazione della dagida passiamo alla parte riguardante il battesimo e l’uso della nostra nuova amica.

Non posterò nessun utilizzo atto a offendere qualcuno (no, gli spilli piantati sulla dagida non servono a nulla senza una dovuta preparazione se ve lo state chiedendo).

Procediamo dunque al battezzo della nostra bambola.
Tracciamo il Veve del Loa di cui chiediamo l’aiuto e accendiamo una candela del colore gradito al Loa.
Posizioniamo sul veve le offerte più gradite allo spirito e invochiamo il suo aiuto per “animare” la bambola battezzandola nel suo nome per lo scopo per cui è stata creata. Chiediamo di infondere non solo energia ma forza vitale nella nostra dagida che da questo momento in poi sarà “viva”.
Se la bambola è stata creata per essere legata a qualcuno ogni rituale sarà diverso, mentre se la dagida ci servirà come aiutante o come protettore chiederemo al Loa appunto di animare la bambola per aiutarci e proteggerci.
È importante ricordare che la bambola avrà un anno esatto di vita dal momento del suo battesimo e, trascorso questo, la dagida sarà da riattivare nuovamente.

Qui di seguito un breve rituale di guarigione con la dagida rivolto a Baron Samedi.

Una volta creata la bambola (con all’interno capelli ecc della persona da guarire) tracciate il veve di Samedi su cui andranno offerti sigari, sigarette e peperoncini. Accendete una candela viola e PRIMA di battezzare la bambola inserite degli spilli nel luogo che necessita la guarigione (es. Petto, braccia ecc.) e battezzate la bambola chiedendo a Samedi la guarigione dal problema che affligge il malato simboleggiata dagli spilli spuzzando sulla bambola 3 boccate di rum e 3 boccate da un sigaro.
Non esiste una preghiera fissa da fare, chiedete con il cuore e con intenzione.
Una volta battezzata la dagida prendetela e rimuovete gli spilli chiedendo a Baron di rimuovere il male dalla persona come voi rimuovete gli spilli dalla bambola. Spruzzate altre 3 boccate di rum e 3 di fumo di sigaro sulla bambola e riponetela in un panno nero al buio.

 

Rituale Voodoo per Baron Samedi

Recatevi in un cimitero, so che può essere difficile trovare un cimitero abbandonato in cui poter fare i nostri comodi tranquillamente e in caso contrario va bene anche un bosco tranquillo oppure, se nemmeno questo è disponibile, il luogo in cui praticate.

Partiamo dal presupposto che siete in un cimitero (ovviamente anbandonato).
Posizionatevi sotto un’albero (se è presente) oppure recatevi in uno dei quattro angoli del campo santo.
Tracciate in terra il veve di Samedi con della farina di mais o con della polvere di caffè avendo cura di essere i più precisi possibile. Ponete tutto attorno candele viola e nere, più sono meglio è in quanto garantiranno una buona illuminazione. Ponete sul Veve offerte a Samedi (rum, sigari, sigarette, cibo speziato e piccante) e non abbiate paura di abbondare, più sono le offerte meglio è.
Rilassatevi e abbandonate la vostra parte razionale, eliminate il resto del mondo. Esiste solo quel piccolo angolo per voi e al di fuori non ci deve essere nulla. Invocate la presenza di Baron, invocatelo li con voi “fisicamente”. Parlate chiaramente su quali siano le vostre intenzioni e sul perché siete li. Questo rituale può essere usato sia per maledire qualcuno, sia per avere un contatto con Samedi e per chiedergli il suo aiuto.
Iniziate a bere, esclusivamente rum (non quello offerto a lui). So che sembra strano ma dovete bere tanto da essere abbastanza ubriachi e da lasciarvi completamente andare, girate su voi stessi, ballate urlate e saltate, scatenatevi in un “delirio” e invitate Samedi a bere e ballare con voi. Nel mentre fate ciò la vostra mente deve essere focalizzata solo sul vostro obbiettivo, sia esso quello di maledire o di aiutare. Lasciatevi andare alla frenesia insieme al Loa scatenandovi sempre di più fino a che non sarete esausti.
A questo punto inginocchiatevi davanti al veve, e come se foste ai piedi di Samedi stesso chiedetegli nuovamente il suo aiuto.
Prendete un pugno di terra da davanti a voi, mettetela in un sacchetto e non toccatela più. Salutate e congedatevi da Samedi e gettate la terra davanti a casa della persona a cui era rivolto il rito (sia esso di maledizione o di guarigione) svuotando il sacchetto senza toccare la terra. Mentre lo fate ripensate alla preghiera che avete fatto.
Come ho detto questo rito può essere utilizzato anche solo per entrare In contatto con il loa. In questo caso non prendete terra dal cimitero.

Polvere contro la negatività con l’aiuto di Baron Samedi
Questo preparato si utilizza per bandire le influenze e le energie maligne dalla nostra casa.

Gli ingredienti sono:

Un cuore di pesce secco
Alcune foglie di rosmarino
Mirra in grani
Tabacco da fiuto puro (possibilmente extra forte)
3 foglie di ricino secche (in alternativa una foglia di banano secca)

Bruciare le foglie di ricino o banano insieme al cuore di pesce fino a ridurre tutto in cenere e miscelare insieme agli altri ingredienti precedentemente tritati finemente.
In fase di luna calante mettere la mistura in un piatto di vetro e accendere una candela viola.
Posizionare al fianco del piatto anche un bicchiere di rum e un sigaro (entrambi di buona qualità) acceso.
Chiedere a Baron di assorbire tutto il male tramite questa polvere.
Una volta esaurita la candela raccogliere tutto il preparato e conservarla in un contenitore di vetro ben sigillato avvolto in un panno di colore viola o nero.

Come ogni rituale dedicato a Samedi può risultare rischioso o inutile se non si è adeguatamente preparati a “lavorare” con questa entità, ricordatevi sempre che è il Loa della Morte.

 

Cerimonia di possessione di Baron Samedì e Maman Brigitte

Prima di affrontare questa cerimonia occorre fare alcune precisazioni:

Questa è una cerimonia che, a differenza delle altre offerte in questa sezione, viene proposta come cerimonia di gruppo.
Fino a ora abbiamo trattato riti e cerimonie da svolgere in privato per il semplice fatto che risultano di più facile realizzazione, in quanto difficilmente avremo modo di trovare facilmente altre persone con cui celebrare.

La seconda precisazione da fare riguarda la terminologia che verrà proposta: si parlerà di “cavallo” riferendosi a un membro del gruppo.
Esso sarà colui che verrà posseduto dal Loa, questo vale per ogni cerimonia di possessione.

Infine qui verranno proposte due versioni di questo rito: la prima, l’originale, viene fatta per richiamare Baron Samedi per chiedergli di aiutare un defunto a lasciare correttamente questo mondo e per affidarlo alla protezione del Loa della morte.
La seconda versione prevede solamente la possessione di una persona per poter interloquire con Baron.

Iniziamo parlando di ciò che vi servirà per celebrare la Cerimonia.

Vi occorrerà sciroppo di mais, una noce di cocco, rum, acqua di Florida e alcuni sigari.
Aldilà di queste cose sarebbe meglio procurarvi altre offerte specifiche gradite a Samedi, vedremo dopo il perché.

Iniziate con il disegnare il veve di Samedi per terra (utilizzate farina, caffè oppure in mancanza di ciò può bastare un semplice gessetto)

Scegliete tra i partecipanti colui che sarà il “cavallo” e, prima di iniziare il rito, lavategli la testa con acqua di Florida ma ricordate ch Samedi potrà decidere di possedere qualsiasi altro partecipante, o anche più persone.

Questa invocazione inizia con la persona che organizza iniziale rituale che, dopo aver tracciato il veve, sputerà quattro boccate di rum e di fumo di sigaro nelle quattro direzioni.

Potete anche inserire in questa fase un rituale di purificazione da possibili entità indesiderate o bruciare qualche incenso purificatore.

Iniziate con un omaggio a Papa Legba, affinché apra il crocevia tra questo mondo e l’altro.

Fate partire il suono di tamburi, siano essi registrati o suonati da alcuni partecipanti usando un ritmo a piacere e intonate:

IBA A SE ESU

PREGHIAMO LO SPIRITO DEL MESSAGGERO DIVINO

IBA A SE ESU

PREGHIAMO LO SPIRITO DEL MESSAGGERO DIVINO

IBA A SE ESU

PREGHIAMO LO SPIRITO DEL MESSAGGERO DIVINO

ASE

COSÌ SIA

Ora il gruppo mediterà per qualche tempo attorno al veve in cui verranno appoggiate alcune offerte e la noce di cocco intonando, se vuole:

ESU EMALONA

Ogni membro, una volta pronto, prenderà un po di sciroppo di mais o di rum come offerta ai Loa e chiederà al messaggero divino di aprire le porte per il mondo degli spiriti e chiamerà così Baron Samedi mentre le percussioni continuano.

L’invocazione di Baron Samedì.

Mentre i tamburi cessano il gruppo inizierà a intonare:

Ecoute, Baron Samedhi, Je vous en prie.

Quando i membri del gruppo inizieranno a sentire la presenza di Baron Samedì, segnalata dalla loro intuizione o da un cambiamento nel “cavallo” si inizierà a cantare:

Entre Lui, Baron, S’il Vous Plait

Mentre solo il cavallo intonerà:

Entre Moi, Baron, S’il Vous Plait

Quando la possessione sarà in atto ogni membro del gruppo starà di fronte a Samedi cantando:

Baron, Protg Mon Ami Mort (Nome), S’il Vous Plait

Facilite leur traversee

Merci, Mon Baron.

I membri del gruppo dovranno essere pronti perché Samedi potrebbe richiedere altre offerte (che andranno preparate prima del rito)
o potrebbe dare qualche messaggio.
È molto importante che ogni richiesta di Samedi venga soddisfatta.

Se invece il nostro scopo è quello di invocare semplicemente la presenza di Samedi non dovremo cantare la preghiera sopracitata, ma potremmo fare a Baron le domande a cui cerchiamo riposta, o fargli qualsiasi richiesta per cui lo abbiamo evocato.

Baron potrebbe rispondere, chiedere altre offerte, o limitarsi a prendersi gioco di noi senza rispondere a nessuno a richiesta e spesso potrebbe decidere di non voler andarsene subito vista la sua personalità eccentrica.
Tenderà comunque sia a bere e fumare in abbondanza, per cui siate sicuri di avere molto rum e molti sigari o sigarette.

Una volta terminato il rito la formula di chiusura varierà in base alla situazione che si sarà creata, ricordate che all’interno del “cavallo” ci sarà Baron in persona e sarà lui a condurre il tutto.

Infine bisogna precisare che al termine della cerimonia una parte dell’influenza di Samedi rimarrà sempre radicata nel profondo del “cavallo”, per cui non prendete parte al rituale se non volete che questa cosa accada.

Una volta che Baron ci ha lasciati, ringraziate tutti gli spiriti che hanno preso parte alla cerimonia, Baron e Legba.

Questo rito non è da svolgere da soli, a meno che non abbiate un forte legame con Samedi, in quanto è una cerimonia molto profonda.
Ricordate che avete a che fare con uno dei più potenti signori della morte.

Potete usare la stessa formula (sostituendo il veve e, ovviamente, il nome nelle formule) per una cerimonia uguale rivolta a Maman Brigitte, anche se in questo caso la persona scelta come “cavallo” sarebbe meglio fosse di sesso femminile.
Pur essendo molto dura come il marito, Maman può risultare più affabile e un po’ meno eccentrica, ma molto più sensuale e provocatoria.
In questa cerimonia è fondamentale avere molti peperoncini piccanti, una miscela di rum molto piccante e, possibilmente, un piccolo fuoco come illuminazione.

 

Rituale per l’aiuto di Maman Brigitte

Questo è un rito generico per richiamare a noi il Loa ed esporle i nostri bisogni, qualunque essi siano.

Come per il rito a Baron Samedi l’ideale sarebbe operare all’interno di un cimitero o meglio ancora in una zona naturale possibilmente isolata.
È assolutamente necessaria la presenza di un fuoco, aldilà delle candele deve esserci un piccolo fuoco libero in quanto Maman Brigitte è anche la signora del fuoco (inteso come fuoco della conoscenza e della guarigione).
Posizionatevi vicino al fuoco e tracciate il veve di Maman Brigitte tra voi e la fiamma. Accendete delle candele, precedentemente bagnate con un po’ di rum, di colore viola e portate offerte alla dea mettendole sul Veve.
Dopo di che soffermatevi il tempo che vi serve sulla fiamma del fuoco.
Osservatela muovere e danzare e lasciatevi andare al suo movimento, dovete perdere il contatto con la realtà che vi circonda, dovrà esistere solamente la fiamma che danza davanti a voi. Quando vi sentite pronti e avete completamente isolato il mondo intorno a voi pensate intensamente alla dea, chiamatela nella vostra testa affinché porti la sua luce su di voi tramite la sua fiamma.
Dovete sentire il suo sguardo e le sue mani tra di voi (brigitte è una dea che ha le sue radici nella tradizione celtica e, come detto nella sezione a lei dedicate, viene rappresentata da Brigit/Morrigan per cui le i modi in cui è solita “apparire” sono 3: madre, saggia anziana, o giovane sorella/amante).
Continuate a pensare alla Dea e chiedetele l’aiuto che vi serve (es protezione, guarigione, amore ecc) sempre tenendo conto delle sensazioni che vi trasmette.
Ad esempio se sentite la sua presenza come quella di una madre amorevole rivolgetevi a lei appunto come fareste con una mamma e via dicendo.
Cercate di trasmettere oltre i vostri bisogni e le vostre richieste anche le vostre emozioni e tutto ciò che è collegato al vostro bisogno.
Rimanete in questo stato continuando a fissare il fuoco fino a che ci sarà anche solo una piccolissima fiamma che brucia. Dopodiché prendete una piccola manciata di cenere, mettetela in un sacchettino di colore nero o viola assieme a un foglietto con sopra disegnato il veve di Brigitte, ringraziate la Dea e prendete congedo.
Portate il sacchettino sempre con voi fino a che ne avrete bisogno, dopo di che bruciate il foglio di carta e disperdete tutte le ceneri al vento.

 

Invocare l’aiuto di Marie Laveau

Marie Laveau è sicuramente la Mambo più conosciuta della tradizione Voodoo di New
Orleans, al punto da essere considerata essa stessa un Loa.
In suo nome vengono realizzati moltissimi lavori spirituali ed incantesimi e le sue ricette magiche sono considerate, ancora oggi, portentose.
Questa pratica si esegue per impetrare la protezione di questo “Loa” e per stabilire un contatto più forte con le entità del Voodoo, oltre che per sviluppare le proprie doti extrasensoriali.
In una scodella di ceramica bianca mettere un po’ acqua
di mare, mezza bottiglia di Van Van, sette gocce di olio di lavanda, polvere d’argento, un pettine bianco, ed una medaglia in argento con inciso il vevè di Marie Laveau.


Mettere a galleggiare nella tazza sette fiori bianchi. Attorno alla scodella accendere sette candele stilo bianche e celesti.
Accendere le candele e uno stick di incenso Van Van, quindi invocare Marie Laveau con queste parole:

“Pou Marie Laveu, rén’n Nouvél Orleàn, fàn’m vanyan, fan’m intelijàn,
fan’m fò. Aksepté ofràn’m mwà. Agò, Agosì, Agolà”.

Fare la propria richiesta a Marie Laveau.
Attendere che le candele terminino quindi estrarre dalla scodella la medaglia ed
indossarla come talismano di potere.
La scodella ed il suo contenuto andrà invece portata sulla riva del mare. Se questo non fosse possibile si potrà portare in un giardino, vicino a
dei fiori o ai piedi di un grosso albero.

 

Rituale di contro fattura

Ci tengo a precisare che essendo un rituale atto a contrastare un attacco non è detto che funzioni sempre alla prima, siccome tutto deriva dall’entità e dalla gravità del maleficio che si vuole spezzare.

Iniziamo iscrivendo i veve di Baron Samedì o di Maman Brigitte, la scelta va fatta sia in base a chi dei due siamo più legati e sia in base alla situazione.

Se non volete iscrivere tutte le volte un nuovo veve potete tracciarlo con cura su un foglio e usare sempre lo stesso, a patto che ne abbiate profonda cura e che troviate un angolo dedicato a lui e alla divinità che rappresenta (ricordate che i veve sono i nostri “telefoni” verso i Loa e in ogni luogo in cui è iscritto un veve vi è la presenza dello spirito sempre, anche se non la percepiamo).

Posizioniamo due candele ai lati del veve e apriamo il rituale con una breve invocazione personale al Loa. Essendo un rituale di mia creazione potete usare le parole che meglio credete, anche in base alla situazione che volete eliminare.
Posizionate alcune offerte sul veve e accendete un incenso di sangue di drago misto a menta, salvia e un po’ di palo santo e chiedete al Loa di manifestarsi e di eliminare tutto il male che vi è stato fatto, a voi o a chi state cercando di aiutare. Visualizzate la negatività e il male dissiparsi come se fosse fumo di incenso.
Se conoscete l’identità della persona che ha scagliato la maledizione (è quasi fondamentale per la corretta riuscita del tutto) posizionate una sua foto e i suoi dati personali come nome, data di nascita ecc. ai piedi del veve e chiedete ai Loa di rimandare al mittente tutto ciò che ha fatto. Visualizzate la persona soffrire e perdere tutto ciò che ha, visualizzatela schiacciata sotto il peso delle sue azioni e distrutta dalla mano del Loa.
Attendete che i vari incensi si spengano e lasciate bruciare le candele mentre spargete alcune boccate di fumo di sigaro sul veve. Come la fiamma si sarà consumata riponete il veve nel suo posto prestabilito e ringraziate i Loa.

Come sempre è doveroso precisare che l’importante è l’intenzione che mettete nello svolgere il rituale, senza di essa non funzionerà nulla inoltre, come detto prima, questo è un rituale base e non è detto che funzioni alla prima, in quanto il male che stiamo andando a contrastare potrebbe essere molto potente e radicato e in tal caso occorrerà qualcosa di più potente.

 

Rituale per liberarsi di una situazione scomoda

A chi di noi non è mai capitato di attraversare una situazione o un momento particolarmente difficile?
Spesso i tenori della vita odierna, le relazioni affettive (magari non corrisposte), lavorative ecc ecc possono bloccarci, distoglierci dai nostri obbiettivi, distruggerci e condurci verso un’apatia a cui difficilmente troviamo via di uscita.
Ecco allora un semplice rituale atto a aiutarci a liberare noi stessi da queste situazioni.

Attendete l’ultima notte di luna nuova, nel momento in cui il nostro caro satellite è al culmine del suo vuoto, pronto però a rinascere nel suo ciclo.
Recatevi in un luogo a voi caro, tranquillo, in cui vi sentite a vostro agio e in cui potete rilassarvi senza essere disturbati da fonti esterne.
Accendete un fuoco e prendetevi un po’ di tempo per riflettere: cosa vi ha portato li? Cosa vi blocca? Cosa vi sta facendo del male? Cosa non riuscite a eliminare dalla vostra vita?
Riflettete a fondo sulle cause di ciò, su tutto quello che è collegato alla vostra situazione e su tutto ciò che è successo fino a quel momento.
Analizzate la situazione nel profondo, da ogni lato e in ogni suo aspetto.
Fatto ciò tracciate il veve di Maman Brigitte e invocate la sua presenza e il suo sguardo su di voi, usate le fiamme come “tramite”, come se il fuoco che arde fosse la porta attraverso la quale potete comunicare con lei.
Chiedetele aiuto, per, ad esempio, lasciare andare un amore che non vi da altro che sofferenza, per aiutarvi insomma a uscire da qualsiasi sia la situazione che vi ha portato li.
Chiedetele la forza necessaria per affrontare il problema e per distruggerlo.
Fatto questo gettate tra le fiamme un piccolo oggetto, un foglio di carta su cui avete scritto poche parole o qualsiasi cosa inerente al problema che vi assilla.
Osservate l’oggetto che brucia tra le fiamme fino a diventare solo cenere e nel mentre fate ciò visualizzate la situazione che vi blocca “bruciare” tra le stesse fiamme.
Voi siete il fuoco che viene alimentato dal vostro problema, distruggendolo e traendo da esso il nutrimento necessario per ardere ancora più forte.
Rimanete in meditazione su ciò fino a che il fuoco non si esaurisce e infine ponete alcune offerte sul veve di Brigitte per ringraziarla dell’aiuto che vi sta dando.
Ripetete questo rito ogni volta che il problema si ripresenta o ogni volta che rischiate di avere una ricaduta, fino a che non ve ne sarete del tutto liberati.

Occorre dare una precisazione finale: non aspettatevi che il Loa faccia tutto il lavoro per voi.
Tutto deve partire da voi, dovete avere la vera intenzione di uscire da questa situazione, Brigitte vi darà solo la forza necessaria e l’aiuto per riuscire nel vostro intento.
Ricordate sempre che gli Dei non vi daranno mai qualcosa che non siete veramente disposti ad avere.
Dimostrate la vostra forza che arde come il fuoco, che siete davvero disposti a farcela e allora avrete tutto l’aiuto necessario per riuscirci.

 

Rituale di giustizia e liberazione

Questo rituale viene utilizzato per avere giustizia a seguito di un torto e per liberarsi di tutte le cose negative che questa situazione ha portato nella vostra vita.
Come ogni formula Voodoo non utilizzatela per frivolezze, nel migliore dei casi Il rituale non avrà effetto, nel peggiore si rivolterá contro di voi.
Ricordate che non si scherza con i Loa.
Per prima cosa tracciate i veve di Baron Samedì e di Maman Brigitte.
Rivolgete una breve preghiera ai due Loa mentre accendete con un fiammifero 8 candele viola e una bianca (tenete la bianca centrale con 4 candele viola a sinistra e 4 a destra).
Premunitevi di Cospargere le candele con olio Van Van.
Bruciate su un carboncino della polvere Mal de Ojo (trovate la sua composizione qui sotto).
Mentre l’incenso brucia ripercorrete la situazione che volete eliminare, i torti che vi sono stati fatti e chiedete ai Loa di eliminarla, di aiutarvi a liberarvene e se volete di rimandarla indietro al mittente.
Scrivete il tutto in un foglio di carta marrone (quella del pane) e bruciatelo sulla candela bianca.
Offrite ai Loa 2 sigari di buona qualità, rum anche esso di buona qualità, peperoncini piccanti, polvere di caffè e farina di mais.
Attendete che le candele si consumino senza spegnerle, infine prendete il residuo della combustione dell’incenso e del foglio con la vostra richiesta e ponetele insieme alle offerte in un incrocio (stradale o naturale).
Sarebbe meglio svolgere questo rituale il sabato notte o il lunedì notte.

 

RICETTE VOODOO

Nella tradizione Voodoo si fa un gran uso di polveri, incensi o unguenti dagli usi più vari e disparati.
In questo articolo (che tenterò di aggiornare periodicamente) ho deciso di condividere le ricette di queste polveri mano a mano che anche io ne verrò a conoscenza.
Per alcune ricette c’è un breve e semplice utilizzo, ma potrete utilizzarle come meglio credete o come apportare ausilio in rituali.

VICTORIA

Si usa per attirare la fortuna al gioco.
Si può spargere nelle scarpe, o versare nell’acqua del bagno che verrà fatto di domenica.
– cannella
– camomilla
– pepe garofanato
– laurel
– noce moscata
– mano poderosa

Chita tend

Serve per rallentare e frenare gli avvenimenti, per bloccare. Si impiega per guadagnare tempo.
– ginko
– edera terrestre
– erba di San Pietro

Repoussé

Questa formula proviene dal vudu haitiano, ma viene ampiamente utilizzata anche nella tradizione santera dominicana.
Serve per spezzare la malasorte e si impiega in diversi modi.
Nei bagni occorre restarci il più a lungo possibile e questo ha lo scopo anche di allontanare entità negative e spiriti cattivi.
L’acqua del bagno può essere poi raccolta e mescolata ad aceto, quindi con la miscela si bagna la persona che può averci creato dei danni e questa si allontanerà definitivamente.

– ruta
– millefoglio
– aneta
– laurel
– cannella
– issopo
– assafetida (un poco)

Sal pa’afuera

Questa polvere si impiega per allontanare gli spiriti cattivi.
Per estensione viene talvolta impiegata anche per allontanare persone che si desiderano eliminare dalla nostra vita.
– ruta
– paglia d’aglio
– issopo
– sale

Polvo del Dragòn

Si impiega per attirare l’amore nella propria vita. Si compone di:

– salgemma
– cannella
– menta

Si mescola la polvere con altrettanta gomma arabica e 15 volte altrettanto alcol. Mescolare e scrivere con la miscela ottenuta su una pergamena i nomi delle persone.
Cospargere poi con altra polvere e arrotolare il foglietto, legarlo con nastro rosso e bruciarlo.
La miscela si utilizza anche per fare il Bagno del Dragone, in questo caso aggiungere ai primi ingredienti rosa e lavanda, gettare un cucchiaio della miscela in un bicchiere con acqua, fare riposare per tre giorni quindi gettare in un bel bagno caldo.

Mal de Ojo

Il cosidetto malocchio è una credenza comune a tutte le culture ed i suoi effetti deleteri sono tramandati da secoli ovunque.
Questa polvere serve per allontanare il malocchio da una persona o da un luogo.
Si devono polverizzare queste tre erbe: ruta, ortica ed angelica.
Il preparato dovrebbe avere consistenza finissima, quasi impalpabile. Si utilizza sparsa nelle scarpe, bruciata sui carboni ardenti o nella preparazione di bagni (due cucchiai colmi in una vasca di acqua calda).
Qualora venga bruciata in un luogo è bene mescolarla ad incenso bianco (olibano), in questo caso le ceneri ed i resti della combustione dovranno essere portati ad un incrocio.

Calienta Negocio

Questa miscela si utilizza per incrementare gli affari in un’attività commerciale. Si utilizza mescolata ad acqua per lavare i pavimenti, nei bagni o bruciata sui carboni ardenti nell’attività. Si compone di zucchero di canna di colore chiaro, zenzero in polvere, essenza di cannella, essenza di chiodi di garofano ed essenza di benzoino. Si mescola lo zucchero alla polvere di zenzero, quindi si aggiungono le essenze.
Si mescola bene il preparato e si utilizza regolarmente nella propria attività. Questa formula viene talvolta impiegata anche dalle prostitute per attirare i clienti.

Sale blu (Blue salt)

Questa ricetta proviene dalla tradizione hoodoo e si utilizza per preparare un bagno speciale di purificazione e di armonizzazione.
Quando si pensa di essere vittima di invidie,quando troppe cose vanno storte o quando si ha il sospetto che troppe cose prendano la piega sbagliata si può eseguire tradizionalmente il rito del Blue Salt (sale blu).

Procurarsi:
Anile, essenza di Ruta, erba Saca Lo Malo, erba Issopo, Acqua di Florida, una bustina di sale inglese.
In un chilo di sale grosso marino mescolare il Sale Inglese e l’anile in polvere.
Aggiungere l’erba polverizzata e spezzettata a mano e l’essenza di Ruta.
Versare nella miscela mezzo bicchiere di Acqua di Florida ed aiutandosi con un cucchiaio di legno mescolare bene il tutto.
Dividere il contenuto del prodotto in nove parti.
Ogni giorno preparare un bagno con una porzione del prodotto finale.

Potete aggiungere a queste ricette incendi “Sangue di drago”, che è una resina molto usata che, se unita a altri incensi, ne migliora e ottimizza gli effetti oltre che apportare i suoi benefici.

Van Van
Questo preparato viene ampiamente usato nella quasi totalità dei rituali Voodoo, specialmente in quelli atti a liberarci dalla negatività.
Si può ottenere una polvere mischiando gli ingredienti secchi, oppure un olio usando come base olio di mandorle in cui metteremo o prodotto secco a macerare o direttamente olii essenziali.
Nel caso decidessimo di usare il prodotto secco allora dovremmo lasciare a macerare per almeno 2 settimane e poi filtrare.
Gli ingredienti sono:

Citronella
Palmarossa
Vetiver
Gingergrass

Secondo alcune ricette si può utilizzare anche verbena odorosa.

Cascarilla
La polvere Cascarilla viene utilizzata anche lei per proteggere dalla negatività e dalle influenze negative.
Si compone di un solo e semplice ingrediente che non è altro che guscio di uovo polverizzato in un mortaio.
Il colore del guscio dovrebbe essere bianco essere dovrebbe provenire da una gallina, possibilmente nera.

Acqua di Florida

Olio di limone: 3 cl
Olio di ylang ylang: 3 cl
Olio di lavanda: 1,5 cl circa
Olio di cannella: 20 gocce
Olio di chiodi di garofano: 12 gocce
Olio di neroli: 10 gocce
Alcool: 5 cl circa
Acqua di rose: mezzo litro
(Potete dividere l’ultimo mezzo litro usando 250 cl di acqua di rose e 250 cl di acqua distillata).

L’acqua di Florida è pressoché onnipresente in quasi tutti i rituali Voodoo e i suoi usi sono molteplici.
Può essere usata come armonizzante, come purificatore, come prodotto per comunicare, richiamare, bandire o esorcizzare gli spiriti a seconda del rituale in cui viene usata.
La ricetta qui proposta è una delle numerose presenti per questo prodotto.

Aceto dei quattro ladroni
La leggenda dietro a questo preparato nasce a Marsiglia durante la violenta morsa della peste nera.
Le case colpite dalla malattia vengono contrassegnate con croci rosse e gli sfortunati sospettati di avere la peste vengono costretti a portare una piccola campana al collo per annunciare alle persone sane di aver contratto la malattia.
La popolazione si trova in preda al panico perché si pensa che la peste sia una punizione divina per i peccati degli uomini.

In questo momento buio un gruppo di quattro ladri inizia a derubare le case contrassegnate con la croce della peste, rese più vulnerabili dalla malattia, senza però mai contrarla.
Quando questi vennero catturati gli venne promessa una riduzione della pena, in cambio però avrebbero dovuto rivelare il segreto che li aveva resi apparentemente immuni alla malattia.
Essi allora svelarono di aver trovato in una vecchia libreria una ricetta di un aceto alle erbe che pare, tra le altre cose, garantire una protezione dalla peste.

La ricetta venne allora resa nota alla popolazione che la usò per difendersi dalla malattia che divagava senza alcun controllo e prese appunto il nome di Aceto dei quattro ladroni, proprio per ricordare i quattro ladri che per primi l’avevano sperimentata e usata.

Esami condotti su questa sostanza rivelarono che, tra i suoi effetti, annoverava la proprietà di fungere da repellente per gli insetti, in questo modo i quattro ladri non vennero mai punti dalle pulci che veicolavano la malattia, garantendogli quindi la salvezza da essa.

Vediamo ora la ricetta:

1 litro di aceto di vino

7,5g di canfora disciolta nel brandy

30g di fiori di salvia (essiccati)

30g di rosmarino (secco)

20g di arruda fresca

15g di lavanda (essiccati)

1,8g aglio tritato

0.5g di chiodi di garofano macinati

Tritare tutti gli ingredienti insieme e unirli all’aceto, lasciare macerare per una settimana, mescolando di tanto in tanto e filtrare.
Il composto va tenuto in una bottiglia preferibilmente opaca e lontano dalla luce solare.

Si possono aggiungere a piacere alla ricetta anche:

Menta
Pepe nero
Coriandolo
Pepe rosso
Timo
Assenzio

Una volta arrivata a New Orleans questo preparato venne ampiamente utilizzata nei rituali di protezione e di guarigione, ma sempre per uso esterno e mai ingerito.
Viene usato anche per cancellare la negatività, per respingere persone e entità indesiderate, per superare tempi di crisi o per difendersi da attacchi magici.

La Croix