Introduzione all’Acidismo

Erroneamente associato alla corrente Tradizionale del Satanismo, il fenomeno dell’Acidismo è purtroppo una realtà esistente che impregna la società col suo velo criminale. Definire l’Acidismo parte integrante del Culto di Satana sarebbe non solo un grave errore ma anche e soprattutto un insulto a coloro che si impegnano attivamente per rimarcare l’essenza pulita e genuina del Satanismo. I cosiddetti Acidi fanno parte di una subcultura prevalentemente giovanile di soggetti disadattati dediti ad atti criminosi di varia natura: dalla profanazione di tombe al vandalismo, dal fanatismo anti-religioso all’uso di stupefacenti fino ad arrivare all’apice dell’illegalità ed immoralità: il sacrificio di sangue, spesso animale ma in molti casi anche umano.

Ciò che accomuna questi personaggi è l’esaltazione del concetto di Male in associazione al nome di Satana nel contesto biblico: essi si approcciano a Satana inneggiandolo come il dio del male assoluto, compiendo gesti di inaudita violenza con l’intenzione di  guadagnare da egli favori e potere. Per molto tempo episodi di Acidismo sono stati accostati al Satanismo facendo intendere si trattasse della medesima cosa ma, anche grazie all’Introvigne ed al suo Indagine sul Satanismo, il Culto è riuscito a sdoganarsi ed estraniarsi a livello legale da quelle pratiche illecite portate avanti da chi con il Satanismo non  ha nulla in comune. Il mondo è stato sempre abituato a pensare al Satanismo come una pratica pericolosa da cui tenersi lontani, convinti che chi ne faccia parte sia instabile in quanto pericolo pubblico; questa opinione pubblica è giustificata dagli atroci fatti di cronaca che tutti i giorni siamo costretti a conoscere attraverso i media che, non sempre in buona fede, amplificano atti criminosi spesso del tutto separati dal movente pseudo religioso, per creare allarmismo tra le genti. Ma è bene ricordare che costoro, di Satanico, hanno solo la convinzione d’esserlo, poiché per quanto si voglia tinteggiare di nero la figura di Satana, egli non ha mai chiesto la morte in suo onore e chi si arroga il diritto di prendere la vita di un essere umano o animale, non è classificabile tra le fila dei Satanisti ma dei più beceri e miserabili criminali.

I più rilevanti segnali che caratterizzano l’Acidismo sono i seguenti:

  • Gli Acidi non seguono insegnamenti o le linee guida di alcun testo di riferimento; questo sottolinea un modus operandi portato avanti senza alcun tipo di formazione accademica o intellettuale. Solitamente tali soggetti tendono ad usare come unica fonte le informazioni – del tutto discutibili – ricavate da film, videogiochi e quant’altro. La mancata formazione attraverso reali fonti accreditate sull’argomento, porta questi pseudo Satanisti ad agire completamente d’istinto e senza indicazioni per affrontare il reale percorso che il Culto di Satana richiede.
  • Ogni atto da essi commesso sembra non avere una logica, un filo conduttore che ne giustifichi le motivazioni; molto spesso l’abuso di stupefacenti annebbia la mente di questi soggetti che potremmo definire fragili, portandoli a compiere gesti immondi sotto l’influenza di allucinazioni di tipo visivo ed uditivo. La privazione di testi didattici di riferimento contribuisce notevolmente al senso di confusione con il quale gli Acidi si muovono, indirizzandoli dunque all’improvvisazione di pseudo rituali magici con risvolti spesso irreparabili.
  • La tendenza al concetto di “male” porta gli Acidi a compiere attività e crimini seguendo la falsariga della definizione biblica del diavolo piuttosto che affrontare la figura di Satana nella sua interezza. Questo atteggiamento, quindi, distorce completamente la realtà satanica, trasformando la figura di Satana nell’incarnazione del male assoluto inteso dalla Chiesa. È proprio in riferimento a questo concetto che si sviluppa l’attività criminale degli Acidi: attraverso l’iconica concezione infernale del diavolo gli Acidi attuano violenze fisiche, psicologiche e vandaliche per avallare il proprio pseudo-satanismo.

Differenza tra Acidismo e Satanismo Tradizionale

È molto diffusa l’associazione tra Acidismo e Satanismo Tradizionale – o Tradizionalismo – per via delle tinte oscure che permeano quest’ultimo. La corrente Tradizionale, come esplorato nell’articolo Cos’è il Satanismo, rappresenta la forma più antica ed originale del Culto per quanto riguarda la sua denominazione. La causa della comune confusione tra le due cose è da rintracciare nell’approccio nero nei confronti di Satana: il Tradizionalismo abbraccia fortemente l’oscurità e si rivolge a Satana con intensa devozione, appellandolo non troppo velatamente nei termini di Dio potente, oscuro ed a tratti pericoloso proprio per il suo enorme potere. Il Tradizionalismo è una corrente satanica dall’indubbio fascino, nonostante sia spesse volte condizionato dal pregiudizio – in particolare negli ultimi anni. Parvenze di Satanismo Tradizionale è possibile ritrovarne nella famosa Corrente 218 ma anche in organizzazioni – a mio personale parere troppo estreme – come l’ONA, Ordine dei Nove Angoli.

Per questa sua veste più nera, il Tradizionalismo è stato ed è ancora confuso con il fenomeno dell’Acidismo, il cui confine – seppur ben delineato – è in molte occasioni travisato: non è infatti inusuale che Satanisti Tradizionalisti vengano tacciati come Acidi esclusivamente per il loro approccio al Culto più reverenziale, cerimoniale e “impopolare” rispetto ad un approccio più moderno e confidenziale tipico dei nostri giorni. Alcuni esempi molto pratici che fanno capo a queste ambiguità di pensiero sono la celebrazione di rituali di gruppo – tra cui la classica Messa Nera e l’utilizzo di materiale grimoriale – che sia testo o iconografie. Questi due aspetti, paradossalmente, sono i maggiori fattori scatenanti che hanno visto ridurre il Satanismo Tradizionale e l’Acidismo sullo stesso piano.

È tristemente nota, ai giorni nostri, l’ostilità dei giovani Satanisti nei confronti di fonti derivate dai Grimori – e come già affrontato in precedenza in altri articoli, è in parte comprensibile – considerati “blasfemi” per il Culto stesso; il Tradizionalismo utilizza largamente gli antichi Grimori come fonte di informazioni, ritenendoli molto più vicini a verità originali seppur inevitabilmente corrotte e sporcate: questo fattore non è facilmente digeribile da parte dei Satanisti moderni che – permettetemi – hanno quel che io chiamerei “l’Acidismo facile”: accusare qualcuno di Acidismo è in un certo senso – “per fortuna” – più facile che trovarne di autentici.

Anche gli Acidi si rifanno molto spesso a fonti grimoriali, seppur in particolar modo a fonti bibliche: si tratta infatti, nella maggioranza dei casi, di cristiani insoddisfatti della propria religione e di quello che pensavano essere il proprio Dio: persone frustrate dalla propria insoddisfazione al punto tale di cambiare totalmente bandiera alla ricerca di un Dio che possa soddisfare le proprie mancanze nonché desideri; molto spesso essi ricercano uno pseudo-satanismo becero ed infondato, basato sulla menzogna biblica che vede Satana come il diavolo tentatore capace di offrire – in cambio dell’anima o di sacrifici di sorta – qualunque cosa. Ne conviene dunque che la dottrina Cristiana abbia forgiato gli Acidi molto più di quanto abbia fatto il Satanismo, motivo per cui Acidi e Satanisti non potranno mai avere nulla in comune. Le persone meno addentro al Culto di Satana probabilmente non sapranno che il Satanismo tutto ripudia a gran voce l’Acidismo ed ogni forma di criminalità e violenza – che sia nei confronti di essere umani, animali o cose; è inoltre da evidenziare come il Satanismo bocci completamente l’attività – del tutto inventata – della vendita dell’anima in cambio di qualunque cosa, come anche la molto più semplice pratica rituale per fini esclusivamente materiali ed egoistici. Il Satanismo non è basato sul concetto di vendita ma sul miglioramento di se stessi attraverso Satana ed i suoi Emissari.

Un altro fattore che scredita fin troppe volte il Tradizionalismo è quello che riguarda la devozione: i Satanisti Tradizionali sono probabilmente i più teatrali fra i Satanisti di ogni altra corrente e sviluppano la loro devozione attraverso rituali sgargianti e suggestivi, soprattutto celebrando la cosiddetta Messa Nera. Non è questa la sede opportuna per discutere nel dettaglio l’argomento, ma è doveroso evidenziare come la Messa Nera non sia altro che un rituale di gruppo perfettamente legale e pertinente: lo stesso Anton LaVey coniò una sua interpretazione di Messa Nera e l’impiego di sacrifici animali o umani ed atti vandalici non sono assolutamente contemplati. Il vero nocciolo della questione, infatti, sarebbe da ricercare non nel nome con cui una pratica viene effettuata, bensì nella sua azione: riprendendo l’esempio della Messa Nera di LaVey, non vi è alcuna traccia di violenza o reato, ma trattasi esclusivamente di una pratica piuttosto “colorita” ma del tutto conforme alla Legge; la denominazione “Messa Nera” il più delle volte trae in forte inganno, rimandando immediatamente a scene criminali: sarebbe quindi da approfondire la pratica nella sua azione piuttosto che fermarsi al semplice nome con superficialità.

Il Satanismo Tradizionale, probabilmente, è la corrente oggi meno diffusa – almeno in Italia – e per questo sottoposta maggiormente a confusione ed attacchi del tutto infondati e la cosa che personalmente scandalizza di più è vedere come gli stessi Satanisti di altre correnti si trovino a gettarne fango quando – inutile negarlo – ogni corrente successiva ne derivi. La cultura grimoriale, per quanto si voglia screditare, è alla base di tutta la filosofia satanica – a partire dai nomi stessi, le caratteristiche goetiche ed i sigilli corrispondenti.

Quello che dunque distingue il Tradizionalismo dalla criminalità dell’Acidismo è innanzitutto la non pertinenza dell’Acidismo con il Satanismo: esso non fa parte in alcun modo del Culto di Satana né può essere considerato una “sottocategoria” o corrente dello stesso, poiché non basta nominare il nome di Satana per definirsi suoi Figli, specialmente se nel suo nome vengono effettuati crimini orribili da cui ogni Satanista si dissocia pienamente. Essere Satanisti non significa scadere nell’illegalità pur di “ingraziarsi” la benevolenza di un Satana a cui il sangue non è mai interessato – sono altre le divinità avvezze ai sacrifici di sangue ed uno in particolare lo si prega tutte le domeniche in Chiesa.

Che l’abito non faccia il monaco appare più che chiaro per quanto riguarda il Tradizionalismo, accusato ingiustamente di avere a che fare con l’Acidismo solo per le sue usanze meno inclini alla ritualistica moderna, ma pur sempre perfettamente rispettosa. Gli attriti tra il Satanismo Tradizionale e le altre correnti è vecchia ed agguerrita, soprattutto per il tipo di approccio totalmente opposto che vede le varie fazioni in perenne discussione ma quando si ha idee molto distanti è piuttosto normale che si creino dibattiti più o meno accesi.

Nonostante il Satanismo tutto sia – nella maggioranza dei casi – associato erroneamente all’Acidismo, il Tradizionalismo è la corrente più colpita ma – personalmente – confido nel buonsenso delle persone e nella comprensione delle enormi differenze che vedono tutto il Culto di Satana coinvolto. A fare quindi maggiormente la differenza, è il tipo di approccio al Culto: nonostante il Tradizionalismo sia innegabilmente più oscuro, “pittoresco” e particolare rispetto alle altre correnti, è nettamente lontano dai crimini di cui gli unici responsabili sono gli Acidi.

Il ruolo del giornalismo nelle indagini sull’Acidismo

Cos’è l’Acidismo: i Crimini delle Pseudo Sette "Sataniche" 1Satanismo Tradizionale ed Acidismo – così come Acidismo e Satanismo in generale, sono due cose nettamente differenti che non hanno e mai potranno avere qualcosa da spartire. Uno dei più grandi motivi che hanno scatenato il primo vero e proprio stato di confusione, lo si deve ai media: la stampa, da sempre, ha il pessimo vizio di sguazzare nel sensazionalismo e nell’allarmismo, vedendo l’ombra assassina di Satana anche dove non c’è; questa abitudine è purtroppo molto attuale ed ha visto giornalisti – specialmente italiani – imbrattare i giornali con le più fantasiose ipotesi a sfondo satanico. Questo, generalmente, avviene quando determinati casi sembrano aver esaurito ogni altra possibile pista o – ancor peggio – quando vengono rinvenuti “indizi” che possano far sospettare una matrice occulta. Nella maggior parte di questi episodi non è difficile – per un esperto di esoterismo, ma anche solo per una persona abbastanza intelligente – notare come possa bastare la traccia di resti di candele o la presenza di semplici sassi in “misteriose posizioni” per far scattare l’allarme-satanismo – come se i Satanisti fossero gli unici ad utilizzare, per esempio, le candele (e come, soprattutto, se tale utilizzo ricoprisse la veste di un reato). Questo enorme disagio ha portato Satanisti e Pagani al punto di evitare celebrazioni all’aperto a causa del terrorismo portato avanti dalla stampa e non solo: il rischio di essere etichettati come criminali – solo per aver celebrato un semplice rituale nei boschi – per molti è diventato motivo di isolamento e paura, per cui la sicurezza che dovrebbe essere sancita dalla Costituzione – relativamente alla libertà di Culto – viene infranta pressappoco tutti i giorni. Il terrorismo mediatico, infatti, ha relegato non solo i Satanisti in un clima di terrore psicologico, ma ha aumentato un razzismo talmente forte da essere considerato alla stregua della Santa Inquisizione. I media difficilmente sono informati sul Culto Satanico o sul Paganesimo, abbastanza da poter verificare e distinguere la presenza di vere ipotetiche prove di crimini – piuttosto che semplici ed innocui resti cerimoniali: questa mancanza porta inevitabilmente ad associare al Satanismo tutto ciò che l’ignoranza in materia ne consegue. Il risultato, dunque, appare evidente: rinvenire libri di Magia è associabile ai Satanisti; trovare galline sgozzate in spiaggia è merito dei Satanisti; trovare cerchi di pietre è opera dei Satanisti; perfino di alcune sette di Mano Destra si ha avuto il coraggio di accusare i Satanisti!

(Nello specifico, qui il link del clamoroso articolo: https://www.repubblica.it/esteri/2020/01/17/news/panama_morti_torturati_rituali_esorcismo-245996733/ )

La stampa non sa davvero più cosa inventarsi pur di fare notizia e creare panico tra la gente ignara, ma per quanto assurdo, per certi giornalisti non ha molta importanza chi abbia davvero la colpa: l’importante è accusare qualcuno e quel qualcuno siamo quasi sempre noi Satanisti, reietti della società su cui scaricare tutto l’odio possibile.

Nonostante si faccia un netto distinguo tra Satanismo ed Acidismo da molti anni, non sembra interessare molto nell’ambito della (dis)informazione: quando sui giornali appare l’ombra del diavolo, difficilmente vengono menzionati i crimini ad opera degli Acidi, ma esclusivamente di Satanisti, distruggendo ancora una volta tutto il duro lavoro che ogni giorno i Satanisti degni di tale nome fanno per ripulire il Culto da una realtà che non gli appartiene. Fatica sprecata, penso a volte, ma a darmi ancora speranza sono quei pochi giornalisti che ancora possono vantarsi di trasparenza e correttezza, che si battono – tanto quanto noi – affinché la verità sul Satanismo emerga sempre di più. In un Paese come il nostro – avida culla Vaticana – non è di certo facile lottare contro la discriminazione che ci vede eternamente protagonisti, ma è innegabile che nell’ultimo decennio vi sia stata una sorta di apertura a nostro favore da parte dei media: nonostante non tutti fossero in buona fede, molti giornalisti si sono interessati alla realtà del Satanismo in Italia aiutandoci a far sentire la nostra voce e la nostra verità.

Cos’è l’Acidismo: i Crimini delle Pseudo Sette "Sataniche" 2

Storia delle sette sataniche più famose

Restando in tema di giornalismo, un’altra accusa che piove spesso sui Satanisti è quella di appartenere ad una setta satanica. Sui giornali ed in TV se ne sente spesso parlare ed alcune sono diventate talmente popolari, nell’immaginario collettivo, da avere in un certo senso fatto la storia della criminalità a sfondo pseudo-religioso. Anche in questo caso – nonostante gli atteggiamenti settari siano tipici dell’Acidismo – vengono ugualmente riversati sui Satanisti, a prescindere, merito dell’ignoranza e/o di una manovra pubblicitaria piuttosto infima.

I segnali tipici degli ambienti settari sono moltissimi e variano in base al tipo di setta in questione; quello che segue è una breve lista di atteggiamenti più o meno comuni a tutte le tipologie settarie:

  • L’isolamento. Tra le dinamiche più frequenti all’interno delle sette vi è l’obbligo di isolamento da amici, parenti e da chiunque altro non rientri nella setta. L’allontanamento dagli affetti è tendenzialmente il primo passo che i leader delle sette compiono affinché la vittima possa affidarsi esclusivamente al gruppo/setta in maniera tale da ottenere da essa il completo controllo e fedeltà. Ogni soggetto estraneo al gruppo viene considerato una minaccia per la vittima stessa e per gli ideali/obbiettivi della setta e per tali motivi deve assolutamente essere allontanato ed escluso dalla vita della vittima. Questo metodo permette alla setta di costruire una sorta di campana di vetro sopra il soggetto, instillando in esso la convinzione di essere nell’unico luogo sicuro di cui potersi fidare.
  • Il senso di colpa. L’atteggiamento passivo-aggressivo è particolarmente ridondante all’interno delle sette. Attraverso il senso di colpa, i carnefici riescono a boicottare la forza di volontà del soggetto mediante sporchi giochi psicologici, inducendolo a credere che la ribellione sia completamente sbagliata e che l’appagamento del leader e dei suoi scopi sia l’unica cosa che conti veramente.
  • La sottomissione. Il sistema gerarchico non necessariamente deve essere considerato un male, bensì è importante rendersi conto di quando i ruoli diventano pericolosi. Negli ambienti settari la sottomissione degli adepti “più giovani” in termini di esperienza si riversa nella derisione affinché gli adepti vengano sminuiti e mortificati, nonché obbligati ad azioni di puro servilismo accompagnato – solitamente – da schernimento e violenze psicologiche.
  • L’incoraggiamento al crimine. È molto diffuso nei gruppi settari l’incoraggiamento al crimine, in particolare inteso come prova di coraggio da superare o come dimostrazione della propria fedeltà alla setta. L’adempimento a tali incoraggiamenti criminali viene percepito dalle vittime come un modo per soddisfare il leader e trarne quindi soddisfazione o vantaggi.
  • Le minacce. Quando la vittima decide di ribellarsi agli ordini o decide di voler abbandonare la setta, solitamente inizia un processo di minaccia nei confronti degli affetti della vittima stessa. Questo viene favorito e semplificato soprattutto grazie all’isolamento di cui è stato discusso precedentemente: allontanandosi da amici e famigliari, la vittima si rende conto della sua solitudine al di fuori della setta e questo – molto spesso – porta il soggetto a desistere nelle sue intenzioni. Minacce di morte o simili nei confronti degli affetti è sicuramente uno dei sistemi più efficaci utilizzati dalle sette per impedire al soggetto di abbandonare il gruppo.

I soggetti più predisposti a cadere vittime dei soggiogamenti dei leader delle varie sette sono tendenzialmente persone molto fragili e vulnerabili, privi di una stabilità economica ed affettiva nonché deboli di personalità. Si tratta di facili prede per i carismatici leader di gruppi di stampo settario, vittime tanto facilmente plagiabili da sottostare pressoché a qualunque ordine venga loro imposto. Contrariamente a quanto si possa pensare, il fenomeno delle sette non riguarda esclusivamente lo pseudo-satanismo ma colpisce ogni ambito della vita, seppur presente in maniera maggiore in contesti di tipo spirituale. Alcune delle sette a sfondo pseudo-satanico e pseudo-religioso più note alla cronaca, si sono distinte per la brutalità degli atti commessi; in questo articolo riporteremo alcune delle sette Acide e pseudo-sataniche maggiormente conosciute, soprattutto in Italia.

Le Bestie di Satana. La più tristemente nota setta a sfondo Acido in Italia è senza dubbio quella de Le Bestie di Satana, gruppo nato nei primi anni ’90 in provincia di Varese e responsabile della morte di diverse vittime durante i loro rituali. Tra prove di coraggio, violenze fisiche e psicologiche, consumo di stupefacenti ed omicidi, la setta si è distinta per la brutalità dei suoi crimini. La loro storia ha fatto il giro il mondo, rimbalzando su tutti i giornali nella cronaca nera.

Le lunghe indagini portano infine ai processi dei soggetti coinvolti: il 15 maggio 2007 la Corte d’Assise d’Appello di Milano condannò Nicola Sapone a un doppio ergastolo; Paolo Leoni all’ergastolo; Elisabetta Ballarin a 23 anni di carcere; Eros Monterosso a 27 anni e 3 mesi e Marco Zampollo a 29 anni e 3 mesi; Andrea Volpe a 20 anni per aver collaborato con la giustizia alla risoluzione del caso. Andrea Volpe – membro tra i più noti della setta – dopo aver scontato 16 dei 20 anni a cui era stato condannato nel 2007 dalla Corte d’Appello di Milano, viene scarcerato il 14 marzo 2020.

Luce degli Inferi. Fondata da un ex guardia giurata ad Arezzo, con precedenti per armi e munizioni, furto, detenzione e spaccio di stupefacenti, il suo leader era un esoterista, occultista, siccome gente e gran sacerdote cerimoniale conosciuto anche come Maestro Loitan. L’attività di questa congregazione era esercitata presso l’abitazione del suo fondatore e raccolse i propri affiliati mediante sottoscrizione e pagamento di una quota associativa.

Figli del Demonio. Facendo capo ad un maestro che si presentava con lo pseudonimo di Ereshkigal, fondò la setta mostrando un testo in sanscrito tradotto in inglese nel libro del signore oscuro ed una pergamena scritta in caratteri orientali contenente il patto che li legherebbe alla nota setta di Shoko Asahara – responsabile degli episodi terroristici del marzo 1995 a Tokyo. Durante un’intervista gli appartenenti a questa setta avrebbero riferito al giornalista il loro incontro settimanale in campi aperti o in appartamenti sempre diversi, affinché si rendesse impossibile individuarli. Gli adepti avrebbero anche affermato l’utilizzo di sostanze stupefacenti. 2 giorni dopo la pubblicazione dell’intervista, il giornalista si vide recapitare una lettera di minacce da parte della setta che lo intimava di non scrivere mai più di loro.

Orgasmo Nero. Fondata a Roma, la setta è stata ritenuta responsabile dell’utilizzo, durante i propri riti, di sangue umano e sostanze stupefacenti. I membri della setta, sottoporrebbero gli adepti ho minacce psicologiche e fisiche di varia natura affinché ne potessero condizionare il comportamento.

Sarebbero molte altre le sette acide di cui discutere, ma riteniamo vi siano già abbastanza fonti più che esaustive in merito. Gli esempi più celebri riportati in questo articolo sono un chiaro esempio di uno pseudo-satanismo del tutto deviato e totalmente lontano dalla realtà satanica Nazionale ed Internazionale. Ogni Satanista ripudia completamente ogni tipo di devianza acida e criminale, stringendosi con forte solidarietà alle famiglie delle vittime cadute in disgrazia a causa di questi criminali che – nel nome di un Dio che ovviamente non hanno mai conosciuto – hanno osato distruggere la vita di persone innocenti.

Conclusioni

A pagare le conseguenze di questi caratteristici segnali settari, è proprio la comunità Satanista sana, genuina, che queste persone tentano quotidianamente di sopprimere sotto i propri atti violenti e malati. Una comunità, quella Satanista, che si dissocia completamente dai soggetti citati, in quanto il Satanismo autentico non necessita di essere vissuto nell’illegalità e nel terrorismo.

Ahsife Oscura

Fonti

Indagine sul satanismo: satanisti e anti-satanisti dal Seicento ai nostri giorni, Massimo Introvigne

I satanisti. Storia, riti e miti del satanismo, Massimo Introvigne

L’abisso del sé: satanismo e sette sataniche, David Monti, Moreno Fiori, Alessia Micoli

Satanismo, sette religiose e manipolazione mentale, Simone Borile