Introduzione

L’uso delle erbe nel passato è stato spesso prerogativa del mondo femminile: erano le donne a raccogliere le erbe dei campi e curare gli orti, quindi erano loro a conoscerne le proprietà e ad usarle sia per scopi culinari che curativi. Così le donne, già nel mondo antico, vennero considerate magiche, capaci di usare le erbe per ammaliare e sottomettere gli uomini. Già nel primo secolo d.C., Plinio si lamentava che nonostante molte conoscenze fossero ormai riconosciute dalla scienza di allora, nel popolo ancora prevalesse la credenza in base alla quale alcuni avvenimenti accadevano per malie e pratiche erboristiche, secondo la scienza popolare di alcune donne e per questo molte di loro vennero considerate dedite ai veleni, reato da sempre tipico del mondo femminile: nella Roma del secondo secolo prima di Cristo, un grandioso processo aveva condannato più di 2000 donne accusate di aver provocato una misteriosa epidemia.

Ma le donne dell’antichità furono soprattutto guaritrici, specializzate in quelle affezioni tipiche del mondo femminile, quali mestruazioni, gravidanze, parti ed aborti, che non riguardavano e non potevano riguardare l’universo maschile. Da sempre la donna era stata considerata un essere ignoto e misterioso, capace di dare la vita ma anche di diventare creatura funesta, in grado di portare la morte. Questo nasceva dal mistero che per molto tempo ha spaventato gli uomini di fronte a chi, pur perdendo sangue, non moriva ma rigenerava le sue forze vitali e dava la vita. Nel medioevo una serie di fattori portò a vedere questi aspetti con sempre più diffidenza, ma soprattutto giocò un ruolo fondamentale la visione diabolica della donna: l’uomo medievale considerò infatti le donne creature facilmente preda del demonio, per cui o santificavano la propria vita diventando spose e madre esemplari o dedicavano se stesse a Cristo nella vita conventuale, oppure venivano guardate come megere. Siccome proprio le donne, spesso anche anziane, erano guaritrici che sapevano dominare con erbe la vita e la morte, vennero col tempo accusate di essere seguaci di Satana e nemiche della fede Cristiana: stava nascendo il mito delle streghe.

Le Erbe Magiche nella Storia Antica

I reperti archeologici più antichi che testimoniano l’uso medicinale delle piante sono da ricercare in Oriente: le prime notizie risalgono a 10000 anni fa e sono relative alla civiltà dell’India; il primo erbario conosciuto, che include ben 360 piante, proviene invece dalla Cina ed è datato intorno al 2800 a.C.; ma è della civiltà greca il primo medico che classificò in modo organico circa 300 specie di piante medicinali, fornendo anche ricette e dosaggi.

Con la caduta dell’Impero Romano molta della cultura classica rischiò di andare dispersa: alcune popolazioni, soprattutto nel nord Europa, tornarono a forme primitive di medicina, in cui le malattie venivano curate con sacrifici agli Dèi e riti religiosi ma anche con forme di Magia e l’utilizzo delle erbe. Ad allontanare la medicina dalla scienza contribuì anche una visione religiosa del tempo, che vide nella malattia come il castigo mandato da Dio; s praticare la professione medica e l’erboristeria infatti furono non solo i medici ma anche i monaci ed i guaritori. Nelle zone di influenza celtica la medicina rimase per molto tempo affidata esclusivamente ai Druidi, la casta sacerdotale depositaria del sapere. I Celti d’Irlanda avevano un dio della medicina, che curava attraverso una fonte magica detta Lago delle piante, una sorgente in cui il dio Diancecht aveva mescolato tutte le erbe; ma anche sua figlia, Airmed conosceva la medicina delle piante.

Con l’espandersi del Cristianesimo, culti religiosi e fede nei santi spesso si sovrapposero a pratiche considerate magiche e di superstizione: le diverse divinità vennero sostituite dai tanti santi o dai demoni, le dee madri si ritrovarono nel culto della Vergine con rituali simili o addirittura invariati. Ma i primi secoli del medioevo videro la nascita del fenomeno del monachesimo che contribuirà in modo decisivo a conservare i testi classici ed a tramandarli. I monasteri divennero per necessità anche luoghi assistenziali nonché ospedali ed era quindi fondamentale per i monaci avere nozioni di medicina ed erboristeria per offrire cure mediche. Nel Rinascimento fanno la loro comparsa i primi erbari utili per una classificazione delle erbe e con l’invenzione della stampa le immagini delle erbe, limitate e legate più all’estetica dell’immagine che non alla scienza botanica, acquistarono un valore più oggettivo e scientifico; ma la vera rivoluzione fu legata ai cosiddetti erbari secchi: essi permettevano di conservare le piante con le loro caratteristiche e davano la possibilità di un sicuro riconoscimento.

Storicamente, per comprendere il legame tra le donne e le erbe bisogna risalire al Paleolitico, quando erano le donne ad effettuare la raccolta delle erbe e dei frutti sia per il sostentamento familiare sia per sfruttarne le qualità curative. Nell’antichità spesso erano ancora le donne a riconoscere le virtù delle erbe per un uso prettamente pratico e soprattutto per la cura di alcune affezioni. In alcuni culti femminili, come quello della Bona Dea, le sacerdotesse detenevano addirittura una sorta di farmacia con le erbe destinate alla cura. Prima del Cristianesimo, i poteri femminili – di quelle che poi verranno definite streghe – erano legati a divinità ed a riti propiziatori; queste conoscenze femminili nel medioevo si unirono spesso a ritualità più o meno religiose e diventarono pratiche poco ortodosse che la Chiesa non vide mai con occhi benevoli. Così la stregoneria prese sempre più i tratti di lotta alle donne al punto che nel XV secolo le donne giudicate come streghe furono prese di mira soprattutto per la professione di ostetriche, poiché coloro che nelle piccole comunità svolgevano funzioni di levatrici, occupandosi delle nascite e di tutte le affezioni femminili: quelle donne furono accusate di procurare aborti e di fare dei neonati offerte per il demonio. Tutto il fascino antico di cui le donne erboriste si erano ammantate nel passato, nei processi di stregoneria non emerse: emerse solo che queste donne praticavano strani riti generati da credenze pagane; risultò che utilizzando erbe magiche sapessero non solo curare ma provocare la morte e fare malefici e quindi si concluse che solo da forze diaboliche potessero acquisire tali capacità. Fu così che anche la pratica dell’erboristeria si distinse dalla magia, per diventare scienza.

Erbe Magiche: l’Erboristeria delle Streghe dall’Antichità ad Oggi.

Utilizzo delle Erbe in Magia

L’utilizzo delle erbe nella Magia moderna non ha perso il suo antico valore e tutt’oggi le Streghe e non solo, utilizzano le proprietà magiche delle piante per scopi curativi e rituali. È infatti usanza diffusa usare le erbe magiche attraverso diversi modi in base al loro scopo: fumigazioni di incensi, oli, unguenti, inchiostri, infusioni e molto altro. Ognuno di questi metodi offre al Praticante una prospettiva di utilizzo molto diversificato, applicabile a scopi “bianchi” quanto a scopi più “oscuri”: questo non deve stupire il Lettore, poiché ogni pianta ha in sé proprietà benefiche quanto distruttive e questa dualità è prerogativa della natura di ogni cosa: sta alla singola persona imparare ad usarla nel modo corretto qualora la situazione lo richiedesse. Pensare che la Magia, come l’erboristeria, sia solo votata a questioni pacifiche sarebbe un grave errore, poiché le Pratiche Magiche sono da sempre uno strumento utilizzato tanto nella difesa quanto nell’attacco: una pianta può favorire la guarigione ma anche offrire veleno. Nell’erboristeria magica, come accennato poco fa, è possibile utilizzare le erbe magiche in vari modi e possono apportare diverse facoltà al Praticante, dalla concentrazione alla purificazione, dalla consacrazione all’offerta; così come anche per rituali di attacco, distruzione e finanche di morte.

  • Gli incensi ardono sugli altari da cinquemila anni, affinché le offerte e le preghiere degli Antichi giungessero agli Dèi, ma gli incensi venivano utilizzati anche per creare un’atmosfera piacevole in cui gli esseri umani potessero incontrare le divinità. Queste miscele di erbe venivano bruciate durante le celebrazioni magiche e religiose per stimolare la coscienza rituale cioè la condizione mentale necessaria per risvegliare ed indirizzare le proprie energie. Quando l’incenso brucia subisce una trasformazione: le vibrazioni, non più legate alla materia, si trasmettono nell’ambiente circostante e questo accelera i cambiamenti necessari per la manifestazione del proposito magico.
  • Gli oli essenziali ed il loro utilizzo in Magia sono molto comuni, soprattutto in quella che potremmo definire magia popolare. In ambito magico queste sostanze possono essere utilizzate per moltissimi scopi diversi ma il più comune riguarda senz’altro la vestizione delle candele e la pratica di ungere oggetti cerimoniali. Come già accennato nel capitolo relativo alle candele in Cos’è la Magia, l’impiego degli oli mette in diretto contatto l’oggetto con la nostra energia, esattamente come la preparazione delle erbe da usare per gli incensi. È infatti bene ricordare che il tatto e quindi una preparazione personale del materiale da usare, ha una fortissima valenza magica proprio perché mette in connessione il proprio essere e l’intento direttamente con gli strumenti da cerimonia. Un altro utilizzo molto comune per impiegare gli oli è quello che prevede di ungere il proprio corpo in qualità di preparazione personale al rituale nonché per amplificarne gli effetti. La stessa tecnica può essere utilizzata anche per ungere cristalli ed altri oggetti utili nella cerimonia magica.
  • Gli unguenti sono diventati famosi nell’immaginario collettivo per il mito del volo tramandato dalle leggende sulle streghe (e forse tanto leggenda non è!) ma c’è da sapere che vi sono tantissimi tipi di ungenti, utilizzati in moltissime occasioni dalle guaritrici dell’epoca. Gli unguenti venivano e vengono tuttora utilizzati similarmente agli oli, difatti è un tipo di pratica in netta diminuzione rispetto ai precedenti citati, ma non per questo meno efficaci.
  • Le infusioni, banalmente accostate alle classiche tisane, sono metodi di impiego magico delle erbe efficaci tanto oggi quanto nel passato; le proprietà delle erbe, diluite nell’acqua ed ingerite, possono offrire grandissimi risultati al Praticante e molte volte è possibile aggiungere tali infusioni ai bagni (di cui si parlerà più sotto) anziché berli.
  • Gli inchiostri magici sono da sempre molto famosi soprattutto grazie alla diffusa preparazione ottenuta dalla letteratura grimoriale. Tali inchiostri venivano prodotti attraverso la preparazione di erbe e resine per ottenere diverse colorazioni in base al tipo di scopo desiderato. Essi servivano per la stesura di incantesimi, formule, sigilli e quant’altro potesse rivelarsi utile scrivere durante un rituale. Ancora oggi l’utilizzo degli inchiostri magici è largamente diffuso, in particolar modo da quella branca di Praticanti maggiormente legati all’aspetto Tradizionale della Magia.
  • Le tinture, analogamente agli oli, devono il loro utilizzo in particolar modo al loro profumo. Si tratta di sostanze non commestibili che hanno il ruolo di ungere oggetti ma anche il proprio corpo attraverso l’assorbimento delle componenti naturali delle piante da parte della pelle.
  • I bagni a base di erbe sono un’usanza che più di tutti oggi viene ancora praticata. L’aggiunta di sacchettini composti da erbe facilita particolarmente i rituali di purificazione e tutto ciò che – a livello magico – riguarda la singola persona. Allo stesso modo vengono utilizzati i bagni di sale, ossia una alternativa molto efficace all’utilizzo delle erbe.
  • Le polveri sono probabilmente tra i metodi di impiego delle erbe meno utilizzato. Si tratta molto semplicemente della macinazione delle erbe in polvere finissima – esattamente come si farebbe per la preparazione di un incenso – ma anziché bruciarle, le polveri delle erbe vengono sparse ove necessario. È un procedimento che forse poco viene apprezzato dai Praticanti moderni, ma nonostante il suo apparente semplice approccio, l’uso delle polveri in Magia è fortemente efficace.
  • Vi sono infine i sacchettini. Se ne è parlato poco fa per quanto concerne i bagni, ma l’uso delle erbe nei sacchetti non è prerogativa esclusiva dei bagni rituali, tutt’altro! L’utilizzo dei sacchetti di erbe è estremamente comune per qualunque tipo di rituale si desideri svolgere ed il loro utilizzo è davvero vario: si possono appendere, portare con sé o essere posizionati in determinati luoghi – questo a discrezione del proposito.

L’utilizzo specifico di tutte le erbe magiche usate nell’esoterismo e le corrispondenze che le competono saranno presentate di seguito, affinché possano essere utilizzate ed interpretate dai Praticanti nel modo che meglio ritengono. Periodicamente pubblicheremo un’erba magica, in questa sezione.

Ahsife Oscura

Fonti

Le erbe delle streghe nel medioevo, Rossella O. Valentini

Enciclopedia delle piante magiche, Scott Cunningham

Il libro magico degli incensi, oli e infusioni, Scott Cunningham

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