Introduzione allo Spiritismo

Da sempre l’uomo è affascinato ed intimorito dalla morte, dall’aldilà e della concezione dell’esistenza di un oltre-morte, una vita dietro il velo oscuro della morte del corpo fisico. Per ovviare a questo dilemma esistenziale, le religioni di tutto il mondo hanno costruito un aldilà in linea con il pensiero del proprio Credo religioso, un Paradiso ed un Inferno del tutto coerente con la propria divinità di riferimento. Eppure vi è una branca dell’Occultismo che si è distinta per il suo eccellente lavoro di ricostruzione di un aldilà non impregnato dalla corruzione delle religioni: lo Spiritismo. La figura del Medium all’interno dello Spiritismo è ben famosa e molti sono stati coloro che hanno contribuito a far arrivare ai giorni nostri tante informazioni essenziali per comprendere la costante evoluzione di un aldilà che sarà sempre ammantato di mistero per i vivi. Moltissimo inchiostro è stato gettato nella stesura di tomi sull’argomento, motivo di interesse tanto per i borghesi che per i più umili di tutte le epoche; sono stati condotti studi, esperimenti, costruiti strumenti ed affinate tecniche di ogni genere pur di scoprire cosa si celasse dietro la falce di Caino, curiosi – o forse solo tanto spaventati – di trovare risposte a quell’unica domanda che solo la Morte stessa può svelare.

Storia dello Spiritismo ed i suoi esponenti

Tanti sono stati i medium ed i personaggi che hanno fatto la Storia dello Spiritismo e moltissimi altri ne hanno seguito le orme a proprio modo, ma tra loro, colui che potremmo definire uno dei padri fondatori dello Spiritismo è senza dubbio Allan Kardec. Senza nulla togliere ad altri importanti personaggi come Eusapia Palladino, Home e molti altri, Kardec è sicuramente stato il più famoso ed importante divulgatore della dottrina spiritica a livello mondiale. Nello Spiritismo moderno invece, un altro famosissimo personaggio – cardine del Nuovo Spiritismo – non può che essere Fulvio Rendhell, il più grande medium ad effetti fisici, al mondo, ancora vivente; Rendhell nella sua carriera nel mondo degli spiriti ha dato un eccellente contributo alla dottrina spiritica, modernizzando la vecchia concezione di Spiritismo e riadattandola ai tempi odierni. Grandi le sue doti – ampiamente descritte nell’articolo Autori e Scrittori – a volte messe in dubbio e prontamente smentite finanche dall’intervento della macchina della verità.

Lo Spiritismo ha vissuto una lunga evoluzione nei concetti e nell’approccio, diventando sempre più concreta e meno “fantascientifica”, nonostante molti misteri siano ancora oscuri alla Scienza. Ne sa qualcosa un meno conosciuto figuro, Joh Larkin che – attraverso la sua fidata sensitiva Mary Jane – eseguì una lunga sperimentazione entrando in contatto con la realtà dei disincarnati e dei defunti. Al culmine dei suoi successi, la cittadina americana di Wrentham reagì molto male alle notevoli scoperte di Larkin, processando la cameriera Mary Jane con l’accusa di stregoneria. La cittadina ripiombò nei peggiori anni della Storia umana, riprendendo le connotazioni dell’oscurantismo medievale, creando un trambusto a dir poco scandaloso. Larkin però non si diede per vinto e continò le sue ricerche ed i suoi studi riuscendo – nel tempo – a coinvolgere persino il consenso di alcuni suoi colleghi di mentalità decisamente più ampia. Larkin, a differenza del successore Kardec, pubblicizzò la sua attività molto meno, cadendo in gran parte nel dimenticatoio, facendo largo spazio a Kardec che si rivelò un ben più abile “imprenditore”. Con il suo avvento, infatti, dopo un primo momento di giustificato scompiglio ed incertezza si passò ad una fase ricca di entusiasmo per la dottrina spiritica, al punto che presero inizio i salotti ed i circoli culturali relativi proprio a questa tematica. Lo Spiritismo quindi iniziò ad ottenere consensi e proseliti, rivelandosi inizialmente come una corrente modaiola snob piuttosto che presa in considerazione dal reale punto di vista analitico e sperimentale. Con l’aiuto e la collaborazione attiva di Cèline Japhet, Kardec iniziò a sperimentare ed organizzare la sua metodologia di studio attraverso le cosiddette sedute che – attraverso l’intervento della medium – vennero etichettate effettivamente come medianiche. Dopo il 1858 le teorie di Kardec si diffusero in tutto il mondo, aprendo le porte degli spiriti non solo agli studiosi ma anche in ambito religioso: in particolar modo in Brasile lo Spiritismo assunse un ruolo determinante all’interno della religione ufficiale, dedicando a Kardec un’effige che testimoniasse la sua enorme popolarità.

Le correnti di pensiero dello Spiritismo

Come è stato già visto in vari articoli, moltissime branche dell’Occultismo si dividono in altrettante scuole di pensiero, correnti come quelle che possiamo ritrovare anche nel Satanismo stesso. Ugo Dettore ha individuato tre filoni dello Spiritismo, suddividendoli in base al loro approccio:

  • Della corrente scientifica ne è considerato il fondatore il francese Gabriel Delanne e consiste nello studio dei fenomeni paranormali e spiritici condotti il più possibile attraverso metodi rigorosi e prettamente scientifici.
  • La corrente filosofica-religiosa è ovviamente considerata fondata da Allan Kardec e codificata poi negli USA da A. J. Davis dandogli però un’impronta più orientata verso la teoria della reincarnazione, a differenza dell’originale di Kardec. Questa corrente dello Spiritismo si basa su una dottrina di vita piuttosto che sulla semplice ricerca.
  • La corrente pratica e sperimentale, infine, si limita esclusivamente alla chiamata agli spiriti del mondo invisibile attraverso i canali tradizionali del contatto: medium, strumenti/tecniche e fenomeni che affronteremo in seguito.

Classificazione dei Medium nello Spiritismo

  • Probabilmente non tutti sono a conoscenza della diversificazione riscontrabile nel ruolo del medium, spesso considerato unico nel suo genere; in realtà esistono moltissimi tipi di medium, le cui capacità sono molto differenti e producono di conseguenza effetti di vario tipo. Non bisogna infatti confondere il medium come una persona estremamente senstiva in grado di poter ottenere qualunque tipo di risultato, poiché ogni medium ha in sé capacità e doti molto variegate. Allan Kardec, nei suoi celebri libri, classifica in maniera cristallina i diversi tipi di Medium (o Medii), sottolineando che “Qualunque persona che risente in un qualunque grado l’influenza degli spiriti, è per tal fatto un Medio. Questa facoltà è inerente all’uomo, e per conseguenza non è un privilegio esclusivo: quindi sono rari gli individui in cui non se ne trovi qualche rudimento. Si può dire dunque che tutti sono, a questo mondo, presso che dei medium. Però, nella pratica, tale qualifica non si applica se non a coloro nei quali la facoltà medianica è nettamente caratterizzata, e si traduce con effetti potenti di una certa intensità, il che dipende allora da un organismo più o meno sensitivo. Gli è in oltre da osservare che questa facoltà non si rivela in tutti allo stesso modo; i medium hanno generalmente un’attitudine speciale per tale o tale altro ordine di fenomeni, ciò che ne costituisce in fatti tante specie di varietà per quante specie di manifestazioni esistono”.La distinzione applicata da Kardec ci permette di riconoscere i differenti stati di essere dei Medium che, naturalmente, agiscono e reagiscono in maniera diversa in base al soggetto ed alle sue capacità ricettive. Il suo grandissimo lavoro di classificazione è riscontrabile nel testo che segue:
  • I medium ad effetti fisici sono più atti a produrre i movimenti dei corpi inerti, i rumori ecc. Possono venir distinti in medium facoltativi e medium involontari: i medium facoltativi sono quelli che hanno la coscienza del loro potere e che producono dei fenomeni spiritici con l’atto della loro volontà. Gli effetti più semplici sono quelli della rotazione di un oggetto, dei colpi dati col sollevarsi di questo oggetto, o nell’interno della sua stessa materia. Medium involontari o naturali sono quelli la cui influenza si esercita a loro insaputa: essi non hanno coscienza del loro potere e spesso ciò che accade di anormale intorno ad essi non sembra loro affatto straordinario; ciò fa parte di loro stessi, assolutamente come le persone dotate della seconda vista, e che non lo sospettano neppure. Questi fenomeni si manifestano ad ogni età e specialmente nelle fanciulle molto giovani.
  • Medium sensitivi o impressionabili. Si designano con questo nome le persone suscettibili di risentire la presenza degli spiriti con una vaga impressione, una specie di fruscio su tutte le membra, di cui non possono rendersi conto. Questa facoltà, che si sviluppa con l’abitudine, porta chi ne è dotato a riconoscere, dalla impressione che risente, non solamente la natura buona e cattiva dello spirito che è al suo fianco, ma anche la sua individualità, come il cieco riconosce l’avvicinarsi di tale o tal’altra persona.
  • Medium auditivi. Essi sentono la voce degli Spiriti, odono talvolta una voce intima che si fa sentire nel foro interno; tal’altra una voce esterna chiara e distinta come quella di un uomo vivente. I medium auditivi possono così entrare in conversazione cogli Spiriti e quando hanno l’abitudine di comunicare con certi Spiriti essi li riconoscono immediatamente dalla voce.
  • Medium parlanti. I medium auditivi, che non fanno altro che trasmettere ciò che sentono, non sono, propriamente parlando, dei medium parlanti; questi, spessissimo, non sentono niente; in essi lo Spirito agisce sugli organi della parola come agisce sulla mano dei medium scriventi. Lo Spirito che vuol mettersi in comunicazione si serve dell’organo che trova più flessibile nel medium; all’uno toglie in prestito la mano, ad un altro la parola, ad un terzo l’udito. Il medium parlante si esprime generalmente senza avere la coscienza di ciò che dice, e spesse volte dice cose completamente fuori delle sue idee abituali.
  • Medium veggenti. I medium veggenti sono dotati della facoltà di vedere gli Spiriti. Ve ne sono di quelli che godono di questa facoltà nello stato normale, quando sono perfettamente svegli e ne conservano un ricordo esatto; altri non l’hanno che nello stato sonnambolico o vicino al sonnambulismo. Fra i medium veggenti sono di quelli che veggono solamente gli spiriti che vengono evocati e dei quali possono fare la descrizione con esattezza minuta; essi descrivono nei minimi particolari i loro gesti, l’espressione della fisonomia, i tratti del volto, l’abbigliamento e fino i sentimenti di cui sembravano animati. Ve ne sono altri nei quali questa facoltà è anche più generale; essi veggono tutta la generazione spiritica ambulante andare, venire e, potrebbe dirsi, sbrigare i propri affari.
  • Medium pneumatografi. Si da questo nome ai medii atti ad ottenere la scrittura diretta, ciò che non è concesso a tutti i medium scriventi. Questa facoltà è finora abbastanza rara; essa si sviluppa pro­babilmente con l’esercizio; ma, come abbiamo detto, la sua utilità pratica si limita ad una constatazione potente dell’intervento di una potenza occulta nelle manifestazioni. La sola esperienza può far conoscere se la si possiede; si può dunque provare, e d’ altronde si può domandarlo ad uno Spirito protettore con gli altri mezzi di comunicazione.

Classificazione degli Spiriti nello Spiritismo

Quando si parla di Spiritismo è ovvio chiedersi per prima cosa, cosa sono gli Spiriti? Kardec offre una interessante definizione: gli Spiriti sono esseri intelligenti della Creazione. Essi popolano l’Universo al di fuori del mondo materiale.

Esattamente come per la classificazione dei Medium, sarebbe un ulteriore errore credere che gli Spiriti siano tutti uguali ed il più delle volte maligni. Questa è purtroppo una credenza largamente diffusa tra coloro che ignorano del tutto l’argomento, facendo affidamento esclusivo alle dicerie e creenze alla stregua della superstizione. Lo Spiritismo è una vera e propria dottrina, ricca di qualsivoglia informazione che possa interessare la natura degli Spiriti e dei Medium stessi, peculiarità che non sempre hanno a che fare con energie di tipo negativo. Ne Il libro degli Spiriti Allan Kardec offre anche una minuziosa classificazione degli Spiriti, suddividendoli principalmente in Spiriti Imperfetti, Spiriti Buoni e Spiriti Puri, descrivendo le azioni e le caratteristiche che distinguono i vari generi:

Spiriti Imperfetti.

I caratteri generali di questi Spiriti sono il predominio della materia sullo spirito, la propensione al male, l’ignoranza, l’orgoglio, l’egoismo, e tutte le cattive passioni, che ne sono la conseguenza. Il loro carattere si svela nel linguaggio: ogni Spirito nelle cui comunicazioni trapela un cattivo pensiero deve essere classificato nel terzo ordine, e conseguentemente ogni cattivo pensiero che ci suggerisca il male, proviene da uno Spirito di questo ordine. Vedono la felicità dei buoni e tale vista è per loro continuo tormento poiché provano tutte le angosce che possono nascere dall’invidia e dalla gelosia. Serbano la memoria e la sensazione delle sofferenze della vita corporea, e questa impressione riesce loro assai più penosa della realtà. Soffrono dunque veramente tanto dei mali che hanno patito essi stessi, quanto di quelli che hanno fatto patire agli altri e, siccome soffrono lungo tempo, giungono a credere di dover soffrire in eterno. Di questa classificazione fanno parte:

  • Spiriti impuri. Gli Spiriti impuri sono inclini al male, e ne fanno l’oggetto delle loro occupazioni. Danno perfidi consigli, spargono la discordia e la diffidenza, e si pongono qualunque maschera per meglio ingannare. Si attaccano ai caratteri deboli e tali da cedere alle loro suggestioni, allo scopo di perderli, contenti, se possono almeno ritardarne il progresso, facendoli soccombere nelle prove a cui debbono sottostare. Nelle manifestazioni si riconoscono dal linguaggio: la trivialità e la rozzezza delle espressioni, negli Spiriti come negli uomini, sono sempre indizi d’inferiorità morale, se non intellettuale. Le loro comunicazioni ne fanno conoscere la bassezza delle tendenze, e, se anche vogliono indurre in errore affettando maniere assennate, non reggono alla lunga senza lasciar cadere la maschera e mostrarsi quali sono in realtà.
  • Spiriti leggieri. Questi Spiriti sono ignoranti, maligni, capricciosi e beffardi. S’ingeriscono in tutto e rispondono a tutto, senza darsi pensiero della verità. Si compiacciono nel contrariare, nel procurare meschine soddisfazioni, nell’aizzare a contese, nell’indurre maliziosamente in errore con inganni e tiri scaltriti. Nelle comunicazioni con gli uomini il loro linguaggio qualche volta esprime pensieri spiritosi e faceti, ma quasi sempre senza profondità: afferrano il lato ridicolo delle cose e lo espongono con parole satiriche e mordaci; spesso si nascondono sotto falsi nomi, ma più per malizia che per malvagità.
  • Spiriti pseudosapienti. – Gli Spiriti di questa categoria hanno invero cognizioni molto estese, ma presumono di sapere più di quanto sanno in realtà. Progrediti come sono per varie ragioni, parlano con una certa gravità che può trarre in inganno intorno alla loro sapienza, la quale si riduce in un riverbero di pregiudizi e di idee sistematiche della vita terrestre e in un miscuglio di qualche verità con gli errori più assurdi, fra cui trapelano la presunzione, l’orgoglio, l’invidia e l’ostinazione, di cui non si sono potuti spogliare.
  • Spiriti indifferenti. Questi Spiriti non sono né abbastanza buoni per fare il bene, né abbastanza cattivi per fare il male: propendono ora verso l’uno, ora verso l’altro.
  • Spiriti picchiatori e perturbatori. Questi Spiriti spesso manifestano la loro presenza con effetti sensibili e fisici, come colpi, movimenti, spostamenti anormali di corpi solidi e così via. Pare che, attaccati più degli altri alla materia, siano agenti principali delle vicissitudini elementari del globo, operando sull’aria, sull’acqua, sul fuoco, sui corpi duri, od anche nelle viscere della terra. E’ chiaro che questi fenomeni, quando hanno un carattere intenzionale ed intelligente, non sono dovuti ad una causa fortuita o fisica.

Spiriti Buoni.

I caratteri generali degli Spiriti buoni sono: il predominio dello spirito sulla materia e il desiderio del bene. Poiché non sono ancora interamente liberi dalla materia, conservano più o meno, secondo il proprio grado, le tracce dell’esistenza corporea, sia nella forma del linguaggio, sia nelle abitudini, in cui talvolta si scorge ancora qualche passione. Sono felici del bene che fanno, e del male che impediscono. Allo stato di Spiriti suscitano pensieri buoni, proteggono coloro che ne sono degni e paralizzano l’influenza degli Spiriti imperfetti su quelli a cui non piace subirla. A quest’ordine appartengono gli Spiriti, che comunemente vengono chiamati geni buoni, geni protettori, Spiriti del bene. Di questa classificazione fanno parte:

  • Spiriti benevoli. Predomina in essi la bontà e godono nel prestare servizi agli uomini e nel proteggerli, ma il loro sapere e` limitato, sono progrediti più moralmente che intellettualmente.
  • Spiriti dotti. Ciò che distingue questi Spiriti èl’ampiezza delle loro cognizioni. Si occupano di questioni morali ma danno precipua opera alla scienza, per la quale hanno maggiore attitudine e che essi considerano dall’unico lato della vera utilità, senza mettervi alcuna delle passioni che caratterizzano gli Spiriti imperfetti.
  • Spiriti saggi. Senza avere cognizioni del tutto illimitate, sono tuttavia dotati di una capacità intellettuale che fornisce loro un sano giudizio sugli uomini e sulle cose.
  • Spiriti superiori. Questi Spiriti riuniscono insieme la scienza, la saggezza e la bontà. Il loro linguaggio e` tutto benevolenza costantemente dignitoso, elevato e spesso sublime. La loro superiorità li rende atti più che gli altri a darci, entro i limiti assegnati all’umano sapere, le più giuste nozioni intorno alle cose del mondo incorporeo. Comunicano volentieri con quelli che cercano disinteressatamente la verità ed hanno l’anima abbastanza sciolta dai legami terreni per comprenderla, ma si allontanano da coloro che sono mossi dalla sola curiosità o distolti, per l’influenza della materia, dal praticare il bene.

Spiriti Puri.

Su questi Spiriti la materia non esercita alcuna influenza, ed hanno un’assoluta superiorità intellettuale e morale rispetto agli Spiriti degli altri ordini. Di questa classificazione fanno parte gli Spiriti che hanno percorso tutti i gradi della scala spiritica, e deposta ogni impurità della materia. Poiché hanno raggiunto il vertice della perfezione, non devono più subire prove né espiazioni. Fruiscono di una felicità inalterabile perché non sono più sottoposti ai bisogni ed alle vicissitudini della vita materiale. Comandano tutti gli altri Spiriti, li aiutano a perfezionarsi ed assegnano loro il proprio compito.

Fenomeni nello Spiritismo

All’interno della pratica spiritica sono moltissimi i fenomeni riscontrabili, decisamente troppi per essere spiegati tutti in un semplice articolo. Quello che verrà presentato di seguito è esclusivamente una piccola e breve parte di quei fenomeni maggiormente conosciuti ed esplorati dalla dottrina spiritica:

La telecinesi: capacità di muovere oggetti senza essere toccati. Un esempio classico di telecinesi all’interno di una seduta spiritica consiste nello spostamento e sollevamento del tavolino utilizzato dal Medium e/o attraverso la catena di persone partecipanti alla pratica.

Apporti/asporti: gli apporti consistono nella materializzazione di oggetti non presenti sulla scena della seduta spiritica attraverso una modificazione strutturale degli atomi della materia, facendolo giungere sul tavolo della sperimentazione mediante una dimensione ancora ignota all’uomo. Nella casistica del già menzionato Medium Fulvio Rendhell, gli apporti da esso verificati sono molteplici. Gli asporti invece sono l’esatto opposto degli asporti: oggetti presenti nella stanza della seduta vengono improvvisamente ritrovati altrove ed in alcuni casi questo può verificarsi oltre che con gli oggetti, anche con le persone ed il Medium stesso.

La levitazione: per levitazione si intende un fenomeno di telecinesi applicata alle persone.

I raps: i raps sono fenomeni molto comuni durante le sedute medianiche e consistono perlopiù in quei rumori che spesse volte è possibile udire: tonfi, colpi secchi o crepitii elettrici riscontrabili sul tavolo, sui muri, nei mobili, ecc. solitamente si tratta di un metodo di comunicazione che gli Spiriti adottano per rispondere alle varie domande del Medium. Un esempio classico che tutti conosciamo è: “Se ci sei batti un colpo” e questo definisce in maniera inequivocabile l’intelligenza dello Spirito che risponde.

Fenomeni luminosi: un fenomeno molto comune durante le pratiche dello Spiritismo è la presenza di fenomeni luminosi, solitamente presentate in forma globulare che vagano attorno al Medium e/o ai presenti con intenzionalità ben chiara. Spesso queste piccole sfere luminose vengono definite ORB.

Ectoplasmi e materializzazioni: l’ectoplasma è una sostanza che scaturisce dal corpo del Medium che può assumere diverse forme, spesso umane – parziali o complete. Lo Spirito, attraverso questa sostanza, ha la capacità di potersi materializzare. Anche in questo caso è possibile approfondire tale casistica attraverso le incredibili esperienze vissute dal Rendhell.

Strumenti Spiritici nello Spiritismo

Aldilà della fondamentale presenza del Medium all’interno di una seduta spiritica di qualunque genere, è possibile avere contatto con gli Spiriti anche attraverso altri strumenti.
Lo strumento sicuramente più conosciuto dai più è senza dubbio la tavola ouija. Nonostante essa sia stata creata e concepita come un giocattolo, si è rivelata uno strumento estremamente efficace per la comunicazione con le entità sottili, sia defunti che divinità di vario tipo. Un dettaglio molto rilevante trovato nella pratica della tavola, è la Planchette, strumento spesso sottovalutato e poco menzionato per il suo uso individuale nello Spiritismo. Anche la scrittura automatica può essere considerata uno strumento molto importante per la comunicazione spiritica e largamente utilizzata tanto in passato quanto in tempi più moderni. Ma lo strumento maggiormente usufruito durante le sedute spiritiche classiche resta la catena umana: moltissimi sono gli autori che ne hanno parlato e che ne hanno studiato i diversi tipi utilizzabili durante le comunicazioni con gli Spiriti; in questo articolo non ne verrà discusso poiché sarebbe decisamente troppo lungo spiegare ogni tipo di catena ed annesso utilizzo, ma rimandiamo alle fonti menzionate a fine articolo ove potrete trovare una vasta letteratura in merito.

Oggi, in virtù dell’avanzamento della tecnologia, è possibile utilizzare diversi strumenti elettronici mediante cui si può tentare un approccio più “scientifico” alla comunicazione spiritica: i cosiddetti “Ghosthunter” attraverso tali macchinari riescono a determinare interessanti comunicazioni e presenze spiritiche ma, nonostante tutto, la loro efficacia è ancora per gran parte avvolta nel mistero. Lo Spiritismo ancora oggi compie grandissimi progressi, a dispetto degli scettici e dei malpensanti. Che si utilizzino strumenti considerati rudimentali/tradizionali o che si voglia esplorare l’invisibile con un approccio più tecnologico, il campo dello Spiritismo non smette mai di stupire l’uomo, facendolo avanzare,a piccoli passi, verso un ignoto sempre più chiaro.

Differenza tra Necromanzia e Negromanzia

Fin troppo spesso si viene a contatto con la totale confusione tra Necromanzia e Negromanzia, specialmente in associazione allo Spiritismo e si fa dunque necessario il tentativo di porre chiarezza in merito. Per Necromanzia si intende l’evocazione degli spiriti dei defunti a scopi divinatori, ossia la loro interrogazione affinché possano fornire risposte a domande sul passato, presente e futuro. La Negromanzia invece è una Tradizione che, mediante gli Spiriti legati alla Morte (vedi Liber Falxifer) fondano un vero e proprio Culto a sé, attraverso cui è possibile sfruttare l’aiuto delle entità per i più disparati motivi utilizzando i diversi tipi di Magia (Bianca, Nera, Rossa). Mentre i Necromanti si occupano esclusivamente della comunicazione con gli Spiriti, i Negromanti svolgono un vero e proprio lavoro – anche devozionale – da un punto di vista di Culto. È probabilmente questo uno dei motivi per cui Negromanzia e Satanismo sono sempre stati osservati con occhi malevoli, poiché – soprattutto nella corrente 218 relativa al Qaynismo – è possibile riscontrare un forte collegamento con Satana.
Il ruolo dello Spiritismo in questo contesto è relativo. Esso non ha molto a che vedere con la Negromanzia, nonostante esso sia una vera e propria dottrina – in quanto lo Spiritismo non prevede Culto né una ritualistica ma ha soltanto lo scopo della comunicazione – ma può essere facilmente accostato alla Necromanzia per quanto concerne l’interrogazione divinatoria degli Spiriti.

Lo Spiritismo applicato al Satanismo

Come accennato in apertura, lo Spiritismo non è associato ad alcuna religione di riferimento, nonostante lo stesso Kardec nei suoi libri citi chiaramente la figura di Dio e di entità tipicamente cattoliche; lo Spiritismo è una dottrina del tutto indipendente, ma ciò non toglie che possa essere associato alle varie Tradizioni religiose o di Culto per il suo ovvio collegamento al concetto spirituale. Ogni culto e religione ha il suo sistema spiritico e spirituale e lo Spiritismo inteso come dottrina a sé, può insegnare le basi fondamentali riscontrabili in ognuno di essi. Il Satanismo infatti non può essere da meno: al suo interno lo Spiritismo emerge prepotentemente, offrendo agli Iniziati la possibilità di sfruttare le concezioni e classificazioni tipiche dello Spiritismo anche in un’ottica satanica. Gli strumenti e le tecniche quali la catena, la tavola ouija, la scrittura automatica e molto altro, sono valide pratiche che anche un Satanista può sfruttare per comunicare non solo con gli spiriti dei defunti, ma anche con le proprie divinità. Questo concetto, come precedentemente detto, può essere espanso a qualunque tipo di Tradizione spirituale, poiché la credenza negli Spiriti è comune alla maggior parte dei culti pre-cristiani.

Ogni Culto di stampo spirituale può avvalersi degli insegnamenti tipici dello Spiritismo, riuscendo così ad affrontare la comunicazione con gli Esseri Sottili in maniera sempre più dettagliata e trasparente. Naturalmente ogni Satanista si approccerà al divino a proprio modo, sfruttando ogni strumento a sua disposizione in base alle sue inclinazioni personali, nonché in base alle preferenze dell’Entità in questione. È infatti da considerare anche la “preferenza” delle Entità che – ovviamente – può aver maggiore possibilità di comunicazione mediante uno strumento o tecnica piuttosto che un’altra. Anche in questa occasione l’esperienza diretta e la sperimentazione sarà alla base della scoperta di tali caratteristiche.

Ahsife Oscura

Fonti
Il libro degli spiriti, Allan Kardec
Il libro dei medium, Allan Kardec
Il libro dello spiritismo, C. Marchiaro, F. Ossola
Magia Spiritica, Fulvio Rendhell