INTRODUZIONE SUL DEMONE GUARDIANO NEL SATANISMO

Già nell’articolo I Demoni nella Tradizione Satanica abbiamo raccontato l’enorme valenza spirituale ricoperta dalla figura dei Demoni nell’antichità, entità mediane tra l’Uomo e gli Dèi – trasformati in seguito in mostri diabolici dai monoteismi. Quando si parla di Demone Guardiano, nello specifico, molte persone tendono a pensare ad un mero rovesciamento del cosiddetto “Angelo Custode” caro al Cristianesimo; in verità, come emerso nel citato articolo, il ruolo di intermediario riservato ai Demoni è decisamente antecedente ai monoteismi odierni. La figura del Demone inteso come entità mediana e di supporto nei confronti degli esseri umani, suscita ancora oggi grandissimo interesse: è infatti una figura presente nella quasi totalità dei Culti e delle Religioni mondiali.

Nel Satanismo, specificatamente, il ruolo del Demone Guardiano assume un’importanza fondamentale: egli è considerato un’emanazione stessa di Satana o un’entità – come la tradizione vuole – che per Suo mezzo viene affidata all’Iniziato affinché sia guidato nel suo Percorso Spirituale. Potremmo definire il Demone Guardiano come un’entità protettiva ma soprattutto attiva: esso guida il Praticante lungo il Sentiero della Conoscenza operando attraverso Vie spesso inaspettate. Il compito primario del Demone Guardiano, difatti, è quello di trasmettere al Satanista conoscenze spirituali dirette, insegnamenti di carattere magico nonché fungere da intermediario tra lui e Satana.

Nell’articolo I 72 Demoni della Goetia abbiamo spiegato accuratamente il significato caratteriale celato dietro la cosiddetta Gerarchia Infernale e mai quanto in questo contesto, si rivela utile: il grado gerarchico ci racconta molto del Demone che ne appartiene, quali siano le sue inclinazioni caratteriali generali, il modo in cui si approccia all’Uomo e quali metodi può tendenzialmente adottare quando viene a contatto con i Praticanti. Queste informazioni sono di grande importanza per avere un quadro generale completo che si andrà, poi, ad affinare attraverso le proprie esperienze personali.

Anche nell’articolo Il Viaggio Astrale, cos’è e come farlo abbiamo potuto notare la presenza del cosiddetto Spirito Guida che può assumere forme di vario tipo e fornire il suo aiuto anche sul Piano Astrale; il Demone Guardiano non è affatto diverso, anzi si può asserire trattarsi della stessa entità che torna a svolgere le sue mansioni all’interno delle varie Tradizioni.

La presenza della figura Guardiana è dunque presente e palese in una grande moltitudine di Culti, Tradizioni e Religioni di ogni epoca e luogo. Anche il Satanismo ha mantenuto tale prerogativa riguardo i Demoni che – in particolar modo – rispecchiano ancora l’antico ruolo di mediatori tra mortali e divinità.

Il Demone Guardiano nella Spiritualità Satanica rappresenta un punto di incontro tra sé e Satana, un filo conduttore che unisce il Satanista al Sacro. Nonostante l’importanza estrema dello studio e dell’avanzamento intellettuale – tipico e doveroso per ogni Satanista che si rispetti – l’insegnamento diretto che può offrire il Demone Guardiano ed i Demoni tutti, è probabilmente anche superiore. Si tratta, infatti, di informazioni che il più delle volte non emergono dai libri e che restano totalmente Segreti Iniziatici intimi e personali; informazioni e conoscenze che aiutano il Praticante nella sua crescita interiore ed evoluzione spirituale.

Nella sua mansione protettrice, il Demone Guardiano aiuta il Satanista nell’esplorazione profonda dei Regni Astrali guidandolo nelle giuste direzioni ma lo aiuta anche dal punto di vista difensivo qualora si trovasse a subire attacchi magici da parte di altri Praticanti o entità/influenze negative. Uno dei compiti che spetta al Demone Guardiano è anche quello di prestare assistenza e supporto durante le Operazioni Magiche, quindi durante rituali complessi e situazioni potenzialmente pericolose. Questo, però, non implica che ci si debba erroneamente credere invincibili: ogni Satanista deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni e dei propri errori pagandone le conseguenze. L’aiuto del proprio Guardiano non è e non deve essere motivo di irresponsabilità.

FORMA ED ASPETTO FISICO DEL DEMONE GUARDIANO

I Demoni, come ogni entità sottile, sono composti prettamente di pura energia: si tratta, infatti, di entità incorporee e “fluide” che – per natura stessa – non hanno un aspetto fisico specifico ma ne assumono uno che generalmente varia in base al soggetto a cui compaiono. Questo spiega, in parte, il motivo per cui molti Satanisti descrivono i Demoni in maniera spesso diversa: ognuno vede quello che è pronto a vedere. Le entità si presentano, di solito, nella forma più congeniale alla persona interessata affinché sia riconoscibile. Gran parte delle volte, infatti, i Demoni si mostrano con caratteristiche similari alla loro descrizione goetica, mantenendo certi dettagli e caratteristiche importanti – nella forma o nelle capacità. Questi segni distintivi che permangono nella tradizione grimoriale, permettono a tutti i Satanisti di riconoscere in maniera quasi immediata il Demone con cui hanno avuto l’esperienza – specialmente qualora esso non avesse palesato il proprio nome.

Come già espresso ampiamente nell’articolo Introduzione all’Ars Goetia, l’aspetto bestiale riservato ai Demoni ha moltissimo da raccontare e può essere una grande fonte di ispirazione per comprendere la natura più intima e profonda del Demone stesso: la simbologia che permea la descrizione classica dei Demoni non è, di certo, da sottovalutare o snobbare saccentemente.

COME SCEGLIERE IL DEMONE GUARDIANO

Il titolo di questo capitolo è del tutto provocatorio: non si può scegliere il proprio Demone Guardiano ma si può, senz’altro, decidere in comune accordo di lavorare con un Demone con cui si avverte una certa affinità. Ciò non significa, però, che sia automaticamente considerato come proprio Guardiano; essere in sintonia con determinati Demoni è assolutamente normale così come si può essere meno affini ad altri. I Demoni, essendo per natura intermediari tra l’Uomo e le divinità, vengono inviati da esse stesse ai singoli Praticanti per i motivi più disparati: affinità caratteriali, affinità spirituali, necessità di tipo occulto in base alle caratteristiche/virtù del Demone. Tendenzialmente, quindi, non è l’Iniziato a scegliere quale sia il proprio Guardiano ma è Satana o il Demone stesso a scegliere il suo “protetto”.

Come accennato poco fa, è possibile lavorare con diversi Demoni ma questo non implica che sia il proprio Guardiano: la ricerca del Demone Guida è molto profonda e non sempre scontata, pertanto si potrà operare assiduamente con una certa entità senza che sia necessariamente il Guardiano.

Trovare ed individuare il proprio Demone Guardiano può essere immediato ed intuitivo così come frustrante e demotivante. Entrambe le casistiche sono assolutamente normali e non è colpa di nessuno se, nel secondo caso, vi sia la necessità di aspettare più tempo; a tutto c’è una motivazione, bisogna solo coglierla!

Molto meno corretta è la credenza che, subito dopo la Dedica, appaia seduta stante il proprio Demone Guida. La spiritualità non è qualcosa di meccanico, perciò sarebbe del tutto inappropriato pensare che basti davvero “così poco” per vedersi affidare “d’ufficio” un’entità guardiana. Essa giunge a noi quando siamo pronti a riceverla ed anzi, molto spesso può capitare che sia con noi fin dal principio senza neanche saperlo – nell’ombra e nel silenzio, in attesa del momento giusto per rivelarsi.

È doveroso aggiungere, però, tra le varie evenienze, la possibilità di chiedere ad un Demone specifico di essere il proprio Guardiano: questo si rivela molto vicino ad una pratica espressa nella Demonolatria di cui parleremo più avanti.

Quando si parla di Demone Guardiano o Demone Guida è innanzitutto necessario avere molta pazienza, saper attendere con fiducia e rendersi conto che il tempo speso ad attenderlo non è vano, bensì un momento più o meno lungo impiegato sul lavoro interiore. Avere fretta, soprattutto se si è alle prime armi, è del tutto normale ma sicuramente poco costruttivo: i Neofiti impareranno, con il tempo, che tutto nasconde in sé una spiegazione che, con i dovuti tempi, si renderà chiaro.

Capita, non di rado, di vedere giovani Satanisti concentrare la maggior parte del proprio tempo alla ricerca del proprio Demone Guardiano ed è comprensibile avere molta curiosità in merito, ma personalmente trovo sia un approccio ben poco utile: la differenza tra un “Demone comune” ed il Demone Guardiano è del tutto lampante e palese; quando si incontrerà sarà talmente ovvio da non lasciare spazio ad alcun dubbio. Smettere di cercarlo ossessivamente è il primo passo per lasciar fluire la sua energia e la sua presenza senza condizionamenti o suggestioni. La miglior cosa che si possa fare è cogliere i piccoli segnali che il Percorso getta sulla nostra Via e attendere consapevolmente il suo arrivo: arriverà, state tranquilli! Accelerare i tempi forzatamente non è mai una buona idea, in alcun campo della vita e neanche in ambito spirituale. Sfruttate il tempo dell’attesa per alimentare la vostra Nera Fiamma interiore attraverso lo studio, l’introspezione e la Conoscenza graduale.

L’interpretazione dei Segni Satanici può richiedere molto sforzo, per questo è importante avere la mente sgombra dalle preoccupazioni futili e dalle ossessioni che possono essere raschiate via con un po’ di maturità.

La semplice attrazione nei confronti di un Demone non è bastevole per reputarlo proprio Guardiano, ma in alcuni casi potrebbe essere un indizio, un piccolo punto da cui iniziare la propria “indagine personale”: conoscere quante più informazioni possibile di tale Demone è un modo per cominciare a confrontarsi con la sua personalità – da un punto di vista intellettuale almeno. In questo modo, sicuramente, si avrà un quadro più ampio e dettagliato che potrà rivelarsi utile nell’interpretazione di tutti quei piccoli Segnali che attendono solo di essere compresi e svelati.

COME EVOCARE / INVOCARE E COMUNICARE CON IL DEMONE GUARDIANO

Quando si riesce ad individuare il proprio Demone Guardiano ci si domanda in che modo sia possibile instaurare una forma di comunicazione: è da premettere che non sempre comunicare con le entità può risultare semplice; sia i Neofiti che i Satanisti più esperti possono incontrare delle difficoltà, perciò il primo passo da fare è sicuramente quello di non arrendersi e non abbattersi qualora ci si imbattesse in tentativi falliti o non soddisfacenti. Comunicare con i Demoni non è semplice, anche se qualcuno potrebbe riscontrare più facilità rispetto ad altri. Ognuno necessita dei propri tempi e dei propri mezzi per riuscirci completamente, motivo per cui è fondamentale sperimentare il più possibile affinché si riesca a trovare il metodo più risolutivo. Esistono, infatti, diversi modi per mettersi in contatto con i Demoni e le varie entità:

  • Il rituale di evocazione o di invocazione. Ci si riferisce a veri e propri rituali cerimoniali, articolati e complessi come esposto nell’articolo Introduzione all’Ars Goetia.
  • La meditazione. Ci si riferisce ad eventuali visioni ottenute durante la fase di trance raggiunta in meditazione.
  • Ripetizione del mantra personale del Demone. Anche in questo caso ci si riferisce alla possibilità di ottenere una trance più o meno profonda dalla quale estrapolare esperienze ed informazioni importanti.
  • Divinazione in qualunque forma. Ci si riferisce a metodi quali l’utilizzo dei Tarocchi, pendolo, tavola ouija, sfera di cristallo e qualsiasi altro mezzo utile a ricavare comunicazioni mediante le Arti Divinatorie.
  • Esperienze oniriche. Ci si riferisce alla sfera dei sogni come forma di comunicazione più semplice e spesso inconsapevole.
  • Viaggio Astrale. La pratica del Viaggio Astrale è sicuramente uno dei metodi più complessi per mettersi in contatto con i Demoni, specialmente per coloro che non hanno esperienza in merito. A volte, però, è possibile accedere al Piano Astrale involontariamente.
  • Esperienze sensoriali e percettive. Ci si riferisce ad esperienze che coinvolgono i cinque sensi o le capacità psichiche e percettive.
  • Comunicazione telepatica. Non è raro che alcuni Praticanti possano aver sviluppato un legame telepatico con il proprio Demone Guardiano, accedendo alla comunicazione nella forma di pensieri istantanei. Bisogna però fare attenzione a non cadere vittime di suggestioni auto-create.
  • Manifestazioni sul piano terreno. Ci si riferisce a segnali apparentemente casuali in risposta a domande specifiche. Molto di questo viene esposto nell’articolo inerente allo Spiritismo.

Questi sono alcuni dei mezzi che il Satanista può utilizzare per comunicare con il proprio Demone Guardiano ma anche con qualunque altra entità sottile con cui desidera mettersi in contatto. Ognuno di questi metodi può essere risolutivo ed efficace, ma l’effettiva valutazione dipende dal grado di inclinazione dell’Iniziato e dal gradimento del Demone stesso. È infatti da ricordare che anche i Demoni possono avere delle preferenze in merito, pertanto alcune forme di comunicazione possono risultare più influenti rispetto ad altre anche per questo motivo. Un altro elemento di cui tenere ovviamente conto è il grado di competenza del singolo Praticante: è senz’altro chiaro che alcuni dei metodi sopra citati necessitino di conoscenze ed esperienze maggiori rispetto ad altri. Proprio per questo motivo, tendenzialmente, è più frequente tra i Neofiti riuscire a comunicare con il proprio Demone Guardiano (e non) mediante i sogni piuttosto che attraverso metodi più complessi che richiedono competenze più specifiche.

Avanzare a piccoli passi è certamente la scelta più saggia che si possa fare al riguardo, consci dei propri limiti esperienziali.

COME APPROCCIARSI AL DEMONE GUARDIANO

Una questione di rilevante importanza è quella che riguarda l’approccio personale nei confronti del proprio Demone Guardiano. Si vede sempre più frequentemente rapportarsi alle entità ed ai Demoni, nello specifico, in maniera forse troppo “amichevole”. Nonostante il Satanismo sia per natura contrario ad ogni forma di servilismo, è altresì vero che non si deve scadere nel suo estremo opposto: i Demoni e Satana stesso, non sono amici a cui rivolgersi con toni inappropriati e quasi al limite della mancanza di rispetto. L’aspetto reverenziale – nella giusta misura – deve essere alla base di un rapporto formale e rispettoso: stiamo pur sempre parlando di divinità ed entità superiori, pertanto sarebbe doveroso trattarle di conseguenza. La pretesa che ogni Satanista dovrebbe avere da se stesso è proprio quella di non scadere mai nella brutta abitudine di credere i Demoni compagni di giochi. Mai, nella storia della spiritualità, si sono visti comportamenti del genere: tutt’altro! Il rapporto tra l’Uomo e le divinità è sempre stato estremamente formale e tale dovrebbe essere anche nel Satanismo – che di certo non fa eccezione. Il rispetto non deve mai mancare e deve, infatti, partire in primis dal modo in cui ognuno di noi si rapporta con loro. Satana ed i suoi Demoni sono da considerare come dei Maestri: autorità a tutti gli effetti e pertanto meritano adeguato rispetto anche nei piccoli gesti.

Forme di rispetto nei confronti delle entità sono da ricercare finanche nella ritualistica: alcuni esempi forse meno scontati riguardano l’utilizzo – quando necessario – degli oggetti cerimoniali; la qualità dovrebbe, come minimo, essere la migliore possibile. Troppo spesso si vedono operare rituali utilizzando piatti di plastica, bicchieri da cucina ed altri oggetti che sicuramente non rappresentano al meglio la sacralità del momento. Per quanto ognuno abbia, indubbiamente, le proprie possibilità, sarebbe opportuno tenere a mente che anche questi piccoli gesti hanno la loro importanza. Un altro esempio può riguardare la qualità della carta sulla quale si segnano i vari simboli e sigilli e – banalmente – avere anche l’accortezza di non utilizzare fogli a quadretti/righe, strappati, stropicciati o di colori inadeguati. Questi esempi per alcuni Lettori potranno apparire banali e scontati ma, fidatevi, non lo sono affatto. Quando ci si rapporta al divino si dovrebbe sempre cercare di offrire il meglio di sé e delle proprie possibilità e questo include anche ed inevitabilmente la sfera materiale. Questo non significa che si debba avere per forza un lussuosissimo altare o arsenali d’oro, ma semplicemente avere un minimo di buon gusto e di buonsenso.

DEMONE GUARDIANO E DEMONOLATRIA

La Demonolatria, letteralmente Culto dei Demoni, sostiene una rilevante importanza nel ruolo dei Demoni all’interno del proprio Percorso Spirituale, al punto tale da aver coniato una vera e propria forma di Iniziazione nei confronti di un Demone specifico: una sorta di ulteriore Dedica rivolta, però, ad un Demone in particolare. Questo fattore è molto singolare poiché ci mostra l’importanza della cosiddetta fedeltà verso un Demone che si ritiene particolarmente affine – scelto dal Praticante o viceversa; si può considerare, in un certo senso, come proprio Patrono. Viene, quindi, stabilito un profondo legame che può certamente essere ritrovato nel concetto di Demone Guardiano sopra esposto. Tale legame, come per la Dedica a Satana, è ritenuto indissolubile e non può essere praticato nei confronti di altri Demoni; è una scelta importante che i Demonolatri prendono con grande serietà. Ciò non toglie che si possa lavorare anche con altre entità e Demoni qualora fosse necessario, ma sicuramente i lavori più importanti saranno svolti in collaborazione con il proprio Guardiano o Patrono. Questo, di fatto, accade anche nel Satanismo tutto: nonostante si possa ottenere un forte legame con il proprio Demone Guardiano, è altresì possibile (e naturale) operare anche mediante Demoni differenti.

IL DEMONE GUARDIANO NEL SATANISMO RAZIONALISTA

Nonostante questo sito non sia – ovviamente – di stampo Razionalista, è bene, per amor di cultura, spiegare brevemente anche qual è l’approccio della corrente Razionalista del Satanismo nei confronti non solo del Demone Guardiano ma dei Demoni tutti. Nel Razionalismo si ha una visione archetipica di Satana e dei Demoni: essi sono percepiti come metafore per descrivere, tramite rappresentazioni allegoriche, i diversi aspetti dell’animo umano e Satana come l’anti-dogma da assimilare negli ideali ed infine da emulare. Un esempio: un Satanista che rifugge l’autorità altrui plasmando la propria vita sulla base di questo stile di vita (come ad esempio un imprenditore, chi ha attività in proprio o chi ha carattere da leader) può sentirsi ispirato da Belial, colui che è senza padrone. Ogni Demone può ispirare un approccio alla vita o un lato caratteriale diverso in base al singolo Satanista e le sue inclinazioni personali. Per un Satanista Razionalista, quindi, il Demone è parte integrante del proprio essere anziché un’entità al di fuori di sé.

CONCLUSIONI

Questo articolo nasce dall’esigenza di rispondere alle più frequenti domande poste dai giovani Satanisti che, molto spesso, si trovano spaesati davanti ad un argomento tanto vasto e tanto soggettivo. Offrire una risposta univoca al tema del Demone Guardiano sarebbe pressoché impossibile poiché gran parte delle risposte vengono dall’esperienza, nonostante ci siamo impegnati il più possibile nel mostrare informazioni che – grosso modo – accomunano il pensiero della maggior parte dei Satanisti. Per approfondire ulteriormente alcuni aspetti della figura Guardiana dei Demoni, invitiamo i Lettori a consultare gli articoli linkati all’interno dello stesso.

Ahsife Oscura

 

Fonti

(Molte fonti sono citate nell’articolo ed all’interno degli altri articoli menzionati)

La Bibbia Satanica, Anton LaVey

Compendium Demonii

The Complete Book of Demonolatry Magic, J. Thorp

The Complete Book of Demonolatry, S. Connolly

Daemonolatry Goetia, S. Connolly